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07/01/2019
La diagnostica diventa smart con il Laser Examiner e il entrafari elight

Texa

 

I veicoli sono diventati un concentrato di tecnologie e per la loro manutenzione l’esperienza non basta più. Il lavoro in officina sta cambiando rapidamente e per riuscire a tenere il passo con i mutamenti in atto servono nuove competenze tecniche e strumenti innovati. 

Dino Collazzo

I veicoli sono diventati un concentrato di tecnologie e per la loro manutenzione l’esperienza non basta più. Il lavoro in officina sta cambiando rapidamente e per riuscire a tenere il passo con i mutamenti in atto servono nuove competenze tecniche e strumenti innovati. La precisione nei controlli e l’analisi dei dati raccolti sono gli elementi che consentono agli operatori di non perdere tempo e offrire servizi sempre più mirati ai loro clienti. È da qui che è partita TEXA quando ha deciso di lanciare sul mercato il LASER EXAMINER e il centrafari eLight. Il primo consente di rilevare il consumo del disco freno senza dover smontare la ruota e, aggiungendo uno specifico adattatore, di misurare lo spessore del battistrada. Il centrafari eLight invece permette di ricalibrare i fari – i gruppi ottici installati nei veicoli moderni sono sempre più sofisticati – elettronicamente.

 

LASER EXAMINER

Il LASER EXAMINER è uno strumento di piccole dimensioni dalla forma allungata e con impugnatura ergonomica che consente di rilevare tramite la calamita incorporata nel puntale il consumo del disco freno dei veicoli senza dover smontare la ruota. La forma a stelo è stata studiata appositamente per consentirne un agevole utilizzo, anche nei casi in cui il disco del freno sia difficilmente raggiungibile per la particolare forma di un cerchio in lega o in ferro. È inoltre possibile usare il LASER EXAMINER, utilizzando un apposito adattatore, anche per misurare l’usura del battistrada dei pneumatici. Questo strumento rende veloci queste verifiche e permette di fornire ai clienti un report puntuale sullo “stato di salute” delle ruote dei loro mezzi, assicurando un servizio di assistenza professionale e fidelizzandoli nel tempo. Per riuscire a controllare e gestire al meglio le informazioni provenienti dalle misurazioni di dischi e pneumatici, TEXA ha messo a punto un pratico applicativo software da installare su PC Windows o AXONE Nemo e da usare in combinazione con LASER EXAMINER. Attraverso un’interfaccia grafica semplice in poco tempo si riesce a completare il test del sistema ruota in maniera oggettiva. Il menu è suddiviso in tre tipologie di misurazione: disco, pneumatico, fast check. Accedendo a quest’ultima sezione, l’operatore può avviare una rapida verifica dell’usura dei dischi e del battistrada dei veicoli, operazione molto utile in fase di accettazione per dare un’evidenza ai clienti dello stato del loro veicolo al momento dell’ingresso in officina. Al termine è possibile stampare un report completo da consegnare al cliente.

 

Controllo consumo disco freno

Per usare LASER EXAMINER l’operatore non dovrà fare altro che appoggiare lo strumento sul disco tramite la calamita presente sul puntale. Premendo il pulsante presente sul dorso si proietta un fascio laser che segna trasversalmente il disco stesso. Con un ulteriore click si cattura un’immagine che viene analizzata da una microtelecamera. Il LASER EXAMINER elabora il dato in tempo reale e lo confronta con il valore minimo preimpostato. La comparazione non è solo numerica, ma anche visiva, e fornisce una percezione immediata all’operatore.

 

Controllo usura battistrada

Un’altra tipologia di verifica da effettuare periodicamente è quella che riguarda l’usura del battistrada dei pneumatici. Uno spessore ridotto, come noto, aumenta l’instabilità del veicolo con la possibilità che la gomma si danneggi e che, in caso di pioggia, si verifichino fenomeni di aquaplaning con conseguente perdita del controllo del mezzo. Il LASER EXAMINER è dotato di un’apposita testina ad aggancio magnetico che consente di ottenere in poco tempo la misura della profondità residua del battistrada. Lo strumento, appoggiato sul pneumatico, proietta un fascio laser sul profilo ed esegue la rilevazione in maniera oggettiva.

 

Centrafari eLight

Il nuovo centrafari eLight di TEXA nasce dalla consapevolezza che i gruppi ottici installati nelle automobili moderne sono sempre più sofisticati e integrati con altri componenti elettronici, quali il radar, le telecamere e il sistema di sterzatura. In poco tempo il faro si è trasformato da elemento meccanico a elettronico. eLight è uno strumento in cui è stato integrato un sistema di diagnosi elettronica. Per il meccanico è possibile operare sui gruppi ottici senza alternarsi tra il centrafari e lo strumento diagnostico, risparmiando fino al 50% del tempo necessario per portare a termine un’operazione. Questo strumento è proposto nella doppia versione: ONE e ONE D. Entrambi hanno le stesse caratteristiche hardware ma, mentre la prima versione comunica con i visualizzatori AXONE Nemo e AXONE 5 per portare a termine le operazioni collegate alla centratura fari, la seconda si avvale anche di un display touch Tft a colori da 7 pollici, con il quale il tecnico può interagire e attivare direttamente e in modo selettivo i diversi componenti del gruppo ottico. Il suo funzionamento è molto semplice. Una volta collegato nella presa Obd del veicolo l’interfaccia miniaturizzata Navigator Nano S, questa dialoga via bluetooth con eLight identificando il modello del veicolo e indicando tutte le procedure da effettuare. Nel caso ci sia la necessità di aggiustare il faro, la diagnosi integrata aiuta a predisporre le centraline in modalità “regolazione”. eLight ha una struttura in alluminio che lo rende leggero ed è carrellabile così da facilitare gli spostamenti all’interno dell’officina. È equipaggiato con lente Fresnel di grandi dimensioni così da poter seguire le prevedibili evoluzioni stilistiche delle auto verso fari ancora più grandi. eLight dispone di una telecamera Cmos e di un visore laser, che garantiscono un’elevata precisione fotometrica, secondo le più stringenti indicazioni dei costruttori che richiedono, per esempio, un’accuratezza di lettura +/- 0.1% nell’asse verticale e +/- 0.2% nell’asse orizzontale. Grazie, inoltre, alla capacità diagnostica, si possono analizzare segmenti aggiunti propri dei sistemi di illuminazione più evoluti come gli Afs (Adaptive front lighting system) o i Gfhb (Glare free high beam). Un’altra funzionalità è quella che consente di stampare, utilizzando la stampante termica integrata, un report delle attività fornendo così ai clienti l’evidenza delle operazioni concluse sul loro veicolo.

 

Box

Una storia d’innovazione

La TEXA, specializzata nella progettazione e produzione di strumenti di diagnosi e telediagnosi, di analizzatori per gas di scarico e stazioni per la manutenzione dei dispositivi per l’aria condizionata, è un’azienda con una lunga tradizione alle spalle. Fondata nel 1992 da Bruno Vianello, che ne è l’attuale presidente, la TEXA ha aumentato con il tempo dimensioni e fatturato. Dalla provincia del Nord Est italiano, l’azienda è passata rapidamente da una dimensione artigianale a una produzione di tipo industriale. Il salto arriva nel 2000 con l’avvio del processo di internazionalizzazione e con l’apertura di filiali commerciali estere in diverse parti del mondo: costruendo così una capillare rete di distribuzione che comprende paesi come Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Giappone, Russia, Brasile e Polonia. I circa 650 dipendenti, di cui oltre 150 ingegneri e specialisti impiegati nel settore ricerca e sviluppo, sono il motore di un’azienda da oltre 100 milioni di euro di fatturato annuo. In questo risultato un peso determinante è occupato dall’export che assorbe il 73% della produzione. Numeri importanti, che consentono alla TEXA di guardare con fiducia al mercato della diagnostica automotive. Infatti, secondo un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec, realizzata su uno studio condotto dalla società di ricerca MarketsandMarkets, il settore degli strumenti di diagnostica raggiungerà nel 2025, a livello globale, un valore stimato intorno ai 52,7 miliardi di dollari. Partendo dagli attuali 37,4 miliardi di dollari è previsto che nel volgere di 7 anni si avrà un incremento del 41% determinato dall’aumento del parco circolante globale, dal progressivo incremento della presenza di sistemi elettronici avanzati nella costruzione di autoveicoli e dall’imporsi dei veicoli a trazione elettrica e ibrida. A essere interessati da questa crescita saranno in particolare le aree dell’Asia e del Pacifico, con il +40% dei ricavi totali, seguita dal +30% della regione del Nord America, dal +25% dell’Europa e dal +5% del resto del mondo.

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