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Letto per voi - Archivio

02/03/2016
La crescita lenta e sofferta dell'autotrasporto messicano

Secondo autorevoli fonti locali, l’autotrasporto messicano è piagato da vari problemi, fra cui infrastrutture autostradali antiquate e inadeguate, un parco autocarri che invecchia sempre più inesorabilmente, il costo esorbitante del diesel, l’alone di incertezza che avvolge il futuro dei regolamenti sulle emissioni, le amare conseguenze di riforme governative inefficienti o inesistenti, il bisogno di professionalizzare certi clienti o depennarli dalla lista, garantire la sicurezza operativa e fronteggiare la carenza di operatori. La crescita c’è, ma è troppo lenta; come economia emergente, il Messico dovrebbe registrare un tasso annuo di crescita intorno al 4-6%, non l’attuale 2,6 – 2,8%. A frenare la crescita sono l’eccessiva offerta di petrolio, che deprime i prezzi di questo fondamentale bene esportabile, nonché il fallimento di diverse riforme statali, fra cui la recente campagna di rottamazione (l’età media degli autocarri messicani è di 17,9 anni, con 173.000 esemplari che arrivano ai 21) che è riuscita a eliminare solo 536 veicoli commerciali dal parco circolante, anziché i prestabiliti 6.000.

FONTE: HEAVY DUTY TRUCKING 1/2016

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