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Articoli - Archivio

21/08/2019
La carica dei pneumatici airless

I pneumatici senza aria, a rigore, non si dovrebbero neanche chiamare così ma, in ogni caso, la loro funzione è quella di interfaccia fra la strada e il veicolo. L’incombenza è complicata, dato che devono gestire accelerazioni, frenate, forze centrifughe, assicurare il comfort e drenare acqua, neve e fango. 

Nicodemo Angì

I pneumatici senza aria, a rigore, non si dovrebbero neanche chiamare così ma, in ogni caso, la loro funzione è quella di interfaccia fra la strada e il veicolo. L’incombenza è complicata, dato che devono gestire accelerazioni, frenate, forze centrifughe, assicurare il comfort e drenare acqua, neve e fango. Il tutto accompagnato da durata, silenziosità e ridotte perdite per attrito. Esigenze contrastanti alle quali l’industria ha risposto e risponde con coperture gonfiate ad aria (o azoto) che assolvono efficacemente a questi compiti. Quindi perché Michelin e GM pensano di cambiare strada sperimentando gomme senza gas? Le risposte sono diverse e variamente collegate ai temi dell’evoluzione della mobilità.

 

Ci sarà meno attenzione?

L’Uptis, acronimo che sta per Unique Punctureproof Tire System, ha il 2024 come orizzonte temporale per la commercializzazione in serie. Questo significa che il prototipo visto al Movin’On Summit, l’evento dedicato alla mobilità sostenibile che si è svolto a Montreal agli inizi di giugno, potrebbe essere piuttosto diverso rispetto alle coperture di produzione. In ogni caso il comunicato stampa è esplicito nell’elencare i diversi vantaggi dell’essenza airless di Uptis. Gli automobilisti si sentiranno più sicuri perché le forature saranno un ricordo mentre i gestori delle flotte ridurranno grandemente i fermo macchina dovuti alle forature e tempi e spese della manutenzione, che sarà prossima allo zero.

Molto importanti sono poi i risparmi generati, sia in termini di minori sostituzioni dovute ai danni da errato gonfiaggio o foratura sia come riduzione delle materie prime usate, anche perché si eliminerebbe la produzione di pneumatici di scorta.

 

La marcia verso il Vision

Il prototipo Uptis è progettato per le automobili di oggi ed è proiettato verso le nuove mobilità. I gestori delle flotte di domani, probabilmente composte da automobili autonome, elettriche, chiederanno ai pneumatici una manutenzione praticamente nulla per massimizzare le capacità operative. Anche i privati vorranno manutenzione ridotta e rischio forature pari a zero: le elettriche promettono manutenzione molto ridotta e anche le coperture dovranno adeguarsi. Lo stesso discorso si applica ai veicoli autonomi di famiglia: non si può rischiare una foratura durante il tragitto casa-scuola con bambini a bordo o quando l’automobile “accompagna” un anziano senza patente. In quest’ottica la partnership Michelin-GM ha molto senso perché la casa automobilistica è molto impegnata nelle sperimentazioni per la guida autonoma e ha proposto la Bolt come auto per testare gli Uptis.

Uptis concretizza una delle idee fondanti del prototipo Vision, che sono Airless, Connected, 3D-printed, 100% Sustainable. Uptis implementa la concezione Airless mentre Michelin sta lavorando per integrare un battistrada “ricaricabile” in un prossimo futuro. In parallelo a questo percorso l’azienda sta sviluppando le altre tecnologie (3D-Printed, Connected e Sustainable) su coperture diverse: una volta consolidate esse confluiranno in un unico prodotto.

 

Risparmiamo materiali e anche l’ambiente

Anche un altro pilastro del concept Vision, la sostenibilità totale, è presente parzialmente in Uptis perché esso è in grado di ridurre gli sprechi. Basta pensare a quanti pneumatici forati vengono rottamati soltanto perché hanno camminato troppo a pressione zero. Ma lo spreco c’è anche semplicemente per l’usura irregolare causata da sovra o sotto gonfiaggio, evenienza impossibile per l’Uptis. Se del risparmio connesso alla mancata costruzione degli pneumatici di scorta avevamo già accennato, è da rimarcare il virtuale azzeramento dei pericoli connessi allo scoppio delle coperture e al fermarsi a bordo strada per sostituire una gomma a terra. Michelin stima in 200 milioni i pneumatici rottamati prematuramente in tutto il mondo per questi motivi.

General Motors è il primo produttore OE con un accordo di ricerca e sviluppo congiunto con Michelin per promuovere Uptis. Il produttore francese è molto soddisfatto delle opportunità di arrivare primi sul mercato, create da questa partnership, ma si stanno valutando (pochi) altri accordi. Ricordiamo che Michelin airless Tweel, dedicato alle applicazioni industriali, è in commercio ormai da più di 10 anni e l’esperienza maturata, anche se con prestazioni ben diverse, è stata molto utile per l’Uptis.

 

Sviluppi futuri e comparazioni

Le sperimentazioni sulle Bolt stanno iniziando nell’area di Milford, Michigan, ma non si è ancora deciso se estenderle ad altri veicoli.

Riguardo le differenze con le coperture convenzionali, Michelin dichiara che il comfort non viene diminuito e le prestazioni di Uptis sono paragonabili a quelle di un pneumatico Run-Flat. Il peso di Uptis (completo di “ruota”) è dichiarato essere circa 22,5 kg, da comparare ai circa 21 kg dell’insieme pneumatico + ruota standard e ai 23 kg di un Run-Flat montato. In ogni caso una vettura equipaggiata con gli Uptis risparmia peso, dato che non ha TPMS, ruota di scorta e gli accessori connessi quali il cric, la chiave per i bulloni o i kit di gonfiaggio delle auto senza ruota di scorta. La durata prevista di Uptis è la stessa di un pneumatico standard che non venga sostituito prematuramente per danneggiamenti o usure anomale causate da errato gonfiaggio.

La struttura di Uptis prevede speciali mescole di gomma e un composito proprietario e innovativo di fibra di vetro annegata in una resina ad alta resistenza, che arriva fin sotto il battistrada. Il “cerchio” è in lega leggera mentre il battistrada è studiato insieme alle Case per performance all’altezza.

 

Un mercato promettente

Le previsioni del mercato degli airless sono positive e questo rende ancor più opportuna la decisione di Michelin a sviluppare Uptis. Una ricerca di Market Research Future, proiettata al 2023, prevede infatti una crescita importante per queste coperture – si parla del 9% di crescita annua composita fino al 2023 – con il Nord America a dominare il mercato. La loro adozione precoce in quest’area dipenderà anche dall’evoluzione dell’automotive e della mobilità, tematiche viste parlando di Uptis. Un altro driver della domanda sarà la diminuzione degli incidenti causati dallo scoppio dei pneumatici. Anche l’Europa sarà piuttosto attiva, sull’onda dei regolamenti emanati dalla Commissione europea che spingeranno verso la praticità e la sicurezza del guidatore. In forte crescita anche il mercato Asia-Pacifico, spinto dal crescente numero di industrie automotive.

La ricerca parla anche dei canali di diffusione degli airless: si prevede che gli OEM domineranno il mercato, almeno inizialmente. Questo per il notevole contributo visto dai produttori al raggiungimento e mantenimento degli standard di sicurezza. Diversi vantaggi, come un servizio migliore, la facilità d’installazione, la durata e un aumento della sicurezza, fanno ipotizzare che anche l'aftermarket li commercializzerà su larga scala e in definitiva aumenterà la domanda del mercato nei prossimi anni.

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