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Articoli - Archivio

06/11/2019
L’auto elettrica cambia le attrezzature in officina

O.ME.R

 

L’azienda veneta ha realizzato ELEKTRUM, un nuovo ponte sollevatore brevettato e studiato per i veicoli a zero emissioni

Simonluca Pini

Il mercato dell’auto va verso l’elettrificazione. Nonostante i numeri siano ancora esigui, il parco auto virerà sempre di più verso vetture dotate di un propulsore elettrico e prive di motore termico. Nei primi 8 mesi dell’anno le auto a zero emissioni, rispetto allo stesso periodo nel 2018, sono cresciute del 109% grazie alle 6.453 immatricolazioni arrivando allo 0,5% del mercato totale. A questo numero si aggiunge l’offerta in continua crescita di mild hybrid, ibridi tradizionali e plug-in hybrid con ricarica via cavo. L’arrivo di nuovi modelli elettrificati porterà un lungo elenco di novità sul tipo di attrezzatura necessaria per la manutenzione, a partire dai ponti sollevatori adatti alle caratteristiche delle vetture elettriche. Per questo motivo O.ME.R, azienda attiva nel sollevamento auto da oltre 40 anni, ha realizzato l’innovativo ponte ELEKTRUM. Presentato in anteprima mondiale a Bologna all’ultima edizione di Autopromotec, nasce per rispondere all’esigenza di intervenire su veicoli 100% elettrici ed elettrificati oltre ai modelli termici. La manutenzione di una vettura elettrica è profondamente diversa da quella normalmente eseguita su un modello tradizionale, dove la maggior parte delle operazioni avviene all’interno del cofano. Al contrario su un modello Bev (Battery Electric Vehicle) è fondamentale poter rimuovere con facilità il pacco batterie, operazione che richiede il maggior spazio di manovra nel sottoscocca e quindi il tradizionale ponte a due colonne diventa di ostacolo durante la fasi riparative. Altro aspetto fondamentale arriva dall’angolo di apertura delle portiere: se su una vettura spinta da solo motore termico non è fondamentale salire a bordo quando è sul ponte, su una elettrica la maggior parte della diagnosi avviene tramite la strumentazione della vettura.

 

La collaborazione con Tesla

La nascita del nuovo ponte sollevatore ELEKTRUM parte dalla lunga collaborazione con Tesla, a cui l’azienda veneta fornisce da anni attrezzature per la rete di manutenzione in tutto il mondo. Grazie alla presenza di una filiale negli Stati Uniti, O.ME.R ha iniziato diversi anni fa la fornitura di ponti sollevatori per il marchio fondato da Elon Musk. Come si è arrivato a questo importante traguardo? In seguito alla fornitura di un ponte sollevatore da 35 quintali (FLY 35), che si è dimostrato il migliore nei test di durata confrontato con altri cinque modelli concorrenti di aziende da tutto il mondo. Lavorare insieme a Tesla ha portato O.ME.R ha capire la necessità di sviluppare qualcosa di innovativo studiato per le auto elettriche. Infatti i pacchi batterie, protetti da una gabbia in metallo, vengono spesso smontati per poterli controllare ed effettuare la giusta manutenzione legata sia a controlli periodici che a urti accidentali nel sottoscocca.

 

Reinventare il ponte a due colonne

Se dalla collaborazione con Tesla è nata l’idea di un nuovo ponte a due colonne, lo sviluppo di ELEKTRUM conferma lo spirito innovativo nell’azienda diretta da Orietta Rossato, presidente e direttore generale. “In oltre 40 anni di attività abbiamo ottenuto più di 60 brevetti a livello internazionale e siamo in grado di offrire una gamma di prodotti adatta a rispondere a ogni richiesta del mercato. Nel 2006 abbiamo inventato un nuovo sollevatore (KAR 45 – 55 – 250 quintali) con brevetti sul design della gamba, grazie al quale siamo entrati in mercati come Norvegia e Svezia ottenendo ottimi risultati. Ora con ELEKTRUM abbiamo reinventato il ponte due colonne mantenendo i punti di contatto sottoscocca ortogonali e al tempo stesso dando la possibilità di poter aprire comodamente la porta” sottolinea la figlia del fondatore Eride Rossato. Già coperto da brevetti, il nuovo sollevatore lascia la zona anteriore del veicolo completamente libera migliorando così anche le lavorazioni sulle auto termiche. La particolarità del nuovo ponte, al contrario di modelli già presenti sul mercato, è di essere stato progettato da zero per i modelli elettrici e non modificando attrezzature già presenti sul mercato. Infatti all’interno degli oltre 20.000 metri quadri coperti dello stabilimento di Mirano, è presente una zona “off limits” dove vengono studiati e progettati i nuovi prodotti sia per quanto riguarda il settore dei ponti sollevatori per automezzi che per i sistemi meccanizzati di parcheggio forniti – e spesso personalizzati in base alle proprie esigenze – ad aziende come Scania, Volvo, Iveco, Mercedes e Ferrari.

 

 

La Storia

L’O.ME.R. SaS è un’azienda nata nel 1978 a opera di Eride Rossato e la sua famiglia. Sotto l’impulso del fondatore la O.ME.R ha avviato la produzione dei sollevatori auto tra cui VEGA, un prodotto ancora oggi a listino. Negli anni 80 la progettazione di nuovi modelli porta allo sviluppo e produzione dei primi sollevatori “heavy duty”, aprendo così un nuovo mercato dato che fino a quel momento si utilizzavo le “fosse”. È a partire da questo momento, visti anche i buoni risultati in termini economici, che la O.ME.R inizia a esportare i propri prodotti trasformandosi in una Spa. A partire dagli anni 2000 l’azienda cambia passo. Con l’avvicendamento al vertice, il fondatore lascia la guida a sua figlia Orietta Rossato che assumerà il ruolo di presidente e direttore generale, iniziando una fase di riorganizzazione operativa con investimenti nel settore della ricerca e sviluppo. Il risultato di questo periodo è la nascita della linea di prodotti Kar. È però sul fronte dell’internazionalizzazione che la O.ME.R ottiene i sui risultati migliori. A partire dal 2014 inizia un periodo di rafforzamento della propria presenza all’estero che ha portato l’azienda a fine 2018 a registrare vendite fuori dai confini nazionali che superano l’80% di quelle totali.

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