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Articoli - Archivio

04/09/2020
L’End of Waste è realtà

 

Pneumatici fuori uso

 

Dopo anni di lavoro esce il decreto del Ministero dell’Ambiente che pone fine alla qualifica di rifiuto per la gomma vulcanizzata. Una svolta importante per l’economia circolare in Italia

 

Guido Gambassi

Dopo la firma in aprile da parte del Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, il cosiddetto “Decreto End of Waste” per i pneumatici fuori uso (DM 78/2020 - Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto della gomma vulcanizzata derivante da pneumatici fuori uso, ai sensi dell’articolo 184 -ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. ), è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 21 luglio, ponendo fine a un lungo e articolato percorso di confronto, verifiche ed analisi condotto dal Ministero dell’Ambiente con il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, ISPRA e l’Unione Europea. Affermando che “la gomma vulcanizzata cessa di essere qualificata come rifiuto”, il nuovo decreto giunge quindi a normare gli utilizzi dei materiali ricavati dai pneumatici fuori uso (PFU) ponendo fine alle incertezze e alle valutazioni “caso per caso” a cui abbiamo assistito negli anni passati, e dovrebbe dare nuovo impulso a tutta la filiera del riciclo dei PFU. Secondo i dati resi noti dal consorzio Ecopneus sono circa 400.000 le tonnellate di PFU che si generano ogni anno nel mercato del ricambio e della demolizione dei veicoli interessate dal decreto e circa 25 le aziende, con oltre 1.000 addetti che, sul territorio nazionale, producono granulo da utilizzare in applicazioni nel settore degli asfalti stradali, dell’impiantistica sportiva, dell’edilizia e dell’arredo urbano da parte di aziende specializzate. Tra le principali novità operative introdotte vi è l’obbligo per gli impianti di trattamento di dotarsi di un sistema per il lavaggio dei PFU in ingresso idoneo ad eliminare le impurità superficiali, l’istituzione di campionamenti e analisi sul materiale riciclato in uscita, la certificazione del produttore su ogni lotto di produzione del materiale riciclato. Un sistema di test e di tracciamento garantirà uniformemente su tutto il territorio nazionale qualità e sicurezza della gomma riciclata da PFU prodotta in Italia e delle applicazioni realizzate con granulo e polverino da parte di un numero sempre crescente di aziende specializzate.

L’End of Waste viene dunque accolto dalla filiera come un importante strumento di politica ambientale che, inquadrando dettagliatamente le corrette procedure per il riciclo dei PFU, favorirà un sempre maggiore utilizzo della gomma vulcanizzata granulare che se ne ottiene e garantirà una sua ancora più elevata qualità e sicurezza delle applicazioni, attraverso un sistema di analisi, monitoraggio e tracciamento dei materiali. Inoltre, consentirà di contrastare con maggior puntualità gli illeciti ambientali, facilitando i controlli da parte degli Enti preposti grazie alla definizione dettagliata dell’iter di gestione e trattamento dei materiali a fine vita.

Il Decreto contribuirà infine anche a stabilizzare le attività delle aziende della filiera, con criteri e modalità autorizzative uniformi su tutto il territorio nazionale, valorizzando i materiali in uscita dagli impianti di lavorazione e la loro collocazione sul mercato per l’utilizzo in tante valide applicazioni. Tali applicazioni sono così elencate nell’Allegato 2 del DM78/2020: “La gomma vulcanizzata granulare (GVG) è una miscela utilizzabile in processi di trasformazione manifatturiera o tal quale per i seguenti scopi specifici: a. produzione di articoli e/o componenti di articoli in gomma, conglomerati gommosi, mescole di gomma e gomma-plastica a condizione che gli stessi siano destinati a elementi strutturali e di rifinitura per l’edilizia, industria meccanica, componenti di mezzi di trasporto esterni all’abitacolo, costruzioni e infrastrutture ferroviarie e portuali, segnaletica e viabilità, pesi e contrappesi; b. strati inferiori di superfici ludico sportive; c. materiale da intaso di superfici sportive; d. materiali compositi bituminosi quali bitumi modificati, membrane bituminose, additivi per asfalti a base gomma, mastici sigillanti; e. conglomerati bituminosi o conglomerati cementizi; f. agenti schiumogeni per acciaieria.”

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