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07/05/2019
La Cina gioca la carta dell'auto a guida autonoma una scommessa da 2 miliardi

Self driving

 

Da una ricerca pubblicata da McKinsey emerge che nei prossimi anni la Cina sarà il principale mercato per quanto riguarda il comparto dei veicoli autonomi, soprattutto nel settore dei servizi di trasporti, che nel 2040 potrebbero rappresentare il 55% di tutto il mercato

Andrea Pitozzi - Contributor Wired.it

Per il settore dell’auto del futuro la Cina rappresenta oggi uno dei mercati più interessanti e ricchi di potenzialità. Da una parte, per quanto riguarda le auto elettriche, la Repubblica popolare ha investito nel 2017 oltre 21,7 miliardi di euro, destinando alle aziende anche crediti per la produzione di veicoli elettrici pari al 10% del mercato complessivo nel 2019 e del 12% nel 2020. Dall’altra parte, l’altro comparto in cui il paese asiatico sembra destinato a rivestire un ruolo di primissimo piano nei prossimi anni è quello che riguarda i veicoli a guida autonoma.

Secondo un recente studio pubblicato da McKinsey & Company, le rendite complessive del settore potrebbero addirittura sfiorare le migliaia di miliardi di dollari. Si parla soprattutto di investimenti in alcuni trend in crescita nei prossimi anni, come, per esempio, quello dei servizi di mobilità per passeggeri (robo-taxi), che potrebbero raggiungere un picco del 62%, per noleggio auto privato (51%) e auto private per il mercato (38%).

Secondo i dati, però, il settore principale per l’applicazione di tecnologie legate ai veicoli autonomi è senza dubbio quello dei servizi, per abbassare i costi di lavoro e aumentare al massimo i tempi di utilizzo. Per esempio, si stima che le tecnologie per la guida autonoma potrebbero essere impiegate con una crescita del 69% sugli autobus urbani e del 67% per i veicoli commerciali.

Una simile applicazione potrebbe già cominciare a vedersi nei prossimi 9/10 anni. Sempre secondo i dati riportati nella ricerca, inoltre, entro il 2040 si stima che il 66% del totale dei passeggeri potrebbe scegliere un veicolo con guida autonoma, di cui l’11% di veicoli privati e ben il 55% di veicoli destinati al trasporto pubblico.

Questo potrebbe produrre un giro d’affari di oltre 1.100 miliardi di dollari per quanto riguarda i veicoli destinati ai servizi e 900 miliardi per il settore privato, per un totale di duemila miliardi, portando le vendite di auto con guida autonoma a incidere per il 40% sul totale delle vendite entro il 2040.

In Cina la diffusione di veicoli autonomi potrebbe iniziare in modo graduale già a partire 2023, secondo la ricerca, raggiungendo un pieno sviluppo nel 2032, con una forte penetrazione nell’intero mercato e raggiungendo profitti di oltre 60 miliardi di dollari rispetto al valore attuale. Tuttavia, alcuni problemi specifici restano legati alle condizioni di segnaletica stradale e soprattutto alle infrastrutture, ancora carenti nel Paese.

Infine, per garantire un pieno sviluppo e la diffusione di questi mezzi, il governo di Pechino ha già messo in campo misure volte ad agevolare gli investimenti nel settore per creare le competenze tecnologiche necessarie, oltre ad aver creato delle zone di test per veicoli autonomi come Jiading a Shanghai e Xiong’an fuori Pechino.

Inoltre, nella partita per la diffusione di una produzione su larga scala di veicoli autonomi in Cina, si stanno già formando partnership commerciali anche con le più importanti aziende cinesi del settore tecnologico. Soltanto l’anno scorso, ad esempio, le compagnie che lavorano nella produzione di veicoli autonomi hanno ricevuto oltre 7 miliardi di dollari di finanziamenti, e giganti come Alibaba, Baidu e Tencent hanno deciso di investire nel settore (Baidu e Tencent in collaborazione con la casa Nio, mentre Alibaba con Xpeng).

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