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Articoli - Archivio

16/12/2015
LUI BALLA DA SOLO

Camion a guida autonoma

 

Negli Stati Uniti autorizzata, per la prima volta, la circolazione di camion a guida autonoma su strade pubbliche. Ma l’autista non sparisce. Presto potrebbero arrivare anche in Europa, ma in Italia la legislazione sembra porre un limite invalicabile

Massimo Lanari

Lo hanno fatto. Dopo anni di studi, annunci, paure e scetticismi, Mercedes-Benz ha lanciato il primo camion al mondo a guida autonoma. Il primo tratto sul Freightliner Inspiration Truck è stato percorso sulla Highway 15 a Las Vegas “da” Brian Sandoval, Governatore del Nevada, e Wolfgang Bernhard. Calma e sangue freddo: gli autisti non perderanno il loro lavoro, perché si tratta comunque di veicoli che richiedono una presenza umana. Di mero controllo, certo, ma questi bestioni non viaggeranno mai da soli, nemmeno nei sogni dei futurologhi più accaniti. I veicoli Mercedes sono infatti dotati del sistema intelligente Highway Pilot per la guida autonoma, appositamente omologati dallo stato del Nevada per la circolazione sulle strade pubbliche.

 

Tecnologia avanzata

Derivato dal Cascadia, il modello “normale” del marchio americano detenuto dalla casa di Stoccarda, il veicolo è capace di viaggiare per lunghi tratti in autostrada senza l’intervento del conducente, che sta a guardare questa sorta di “pilota automatico”. Consulta al massimo il suo tablet per controllare il percorso, i tempi di guida e le indicazioni che gli fornisce l’azienda. L’Inspiration Truck ricorda da vicino il Future Truck, il camion Mercedes a guida autonoma già visto all’opera nel 2014, quando percorse da solo un tratto dell’autostrada tedesca A14, per l’occasione chiusa al traffico. E le tecnologie di base sono le stesse: l’Adaptive cruise control regola la velocità in base alla distanza dal veicolo che sta davanti, grazie a due radar. Mentre il Lane departure warning system, con una telecamera, controlla la traiettoria, controllano che il veicolo segua sempre la corsia di marcia. L’Active brake assist, poi, identificando un ostacolo, è in grado di frenare automaticamente in caso di bisogno. A completare il quadro c’è il Predictive cruise control, che coordina il lavoro di motore e cambio. Nonché il dispositivo di controllo della direzione, basato su un motore elettrico collegato alla scatola dello sterzo. Quando la tecnologia non è “sicura” delle strisce in terra, oppure quando sono necessarie manovre più “complesse” come l’uscita dall’autostrada, il camion chiede umilmente l’intervento dell’autista, che come si vede potrà a continuare a definirsi tale.

“Con il Freightliner Inspiration Truck presentiamo il primo veicolo industriale al mondo capace di guidare da solo, autorizzato a operare su strade pubbliche. Ancora una volta ricopriamo un ruolo pionieristico dal punto di vista tecnologico, continuando a lavorare affinché la tecnologia autonomous driving nel trasporto a lungo raggio raggiunga gli standard necessari per la produzione di serie. Non posso che essere orgoglioso dello straordinario risultato raggiunto dal team di Daimler Trucks”, ha dichiarato Wolfgang Bernhard, manager del Board di Daimler Trucks and Buses. In futuro, i trasporti dovranno essere sempre più sicuri, efficienti e interconnessi in rete: è a questi principi che Mercedes-Benz si è ispirata progettando questo camion in grado di “dialogare” con le infrastrutture stradali.

 

Test severi

Il Freightliner Inspiration Truck si basa sul modello di serie Freightliner Cascadia Evolution, al quale è stata aggiunta la tecnologia Highway Pilot, con radar frontale, una sofisticata telecamera e sistemi di assistenza già in uso, come il Tempomat con regolazione della distanza (Adaptive cruise control+), già utilizzato sull’Actros. Per l’omologazione alla guida su strade pubbliche in Nevada le dotazioni tecnologiche sono state ulteriormente perfezionate, verificando in modo rigoroso l’esistenza di un’eccellente interazione fra i componenti. Il Freightliner Inspiration Truck ha così preso parte in Germania alla cosiddetta Marathon Run, durante la quale ha percorso oltre 16mila km su un circuito di prova. Il veicolo è dotato di un motore da 11 litri dalla potenza di 375 CV, con iniezione Common rail.

 

L’attenzione dell’uomo? Aumenta

E dove finisce il piacere di guida, nonché la soglia di attenzione degli autisti-spettatori? Secondo Mercedes-Benz, “con la tecnologia Highway Pilot di Daimler Trucks è stato dimostrato che grazie alla guida autonoma aumenta la soglia di attenzione degli autisti, con conseguenti benefici in termini efficienza. Questo risultato è stato dimostrato da studi condotti su un apposito circuito di prova nella fase di sviluppo del sistema. Effettuando delle elettroencefalografie (EEG) sui soggetti sottoposti al test si è rilevato che l’affaticamento dei conducenti si riduce del 25% circa quando questi viaggiano in modalità di guida autonoma dedicandosi comunque ad altre attività importanti ai fini del loro lavoro. I test condotti hanno inoltre dimostrato un elevato livello di accettazione della tecnologia Highway Pilot e una certa rapidità di adattamento da parte degli autisti. Il ridotto affaticamento di chi guida si traduce poi in un generale aumento della sicurezza del traffico stradale”.

 

Sulle nostre strade

Bene. Ma rimarrà un’ “ameri-canata” destinata a dominare le strade lunghe e senza fine del Midwest? Oppure il camion che guida da solo sbarcherà anche in Europa? Secondo il giornale tedesco Stuttgarter Nachrichten, la novità presto arriverà anche da noi. Di più: pare addirittura che il gruppo Daimler abbia ottenuto il permesso di far circolare il Future Truck – versione europea del nostro tuttofare, simile all’Actros - sulle strade del Baden-Württemberg, la regione (non a caso) di Stoccarda. Sperimentazioni che, in Italia, per ora non sono possibili: l’articolo 46 del Codice della strada stabilisce che “si intendono per veicoli tutte le macchine di qualsiasi specie, che circolano sulle strade guidate dall’uomo”. Occorrerebbe quindi una legge del Parlamento che introduca l’eccezione. Mentre la circolazione su spazi privati, benché legalmente possibile, da noi non avrebbe senso. Non come in Australia, dove già dall’inizio dell’anno circolano 53 dumper della società mineraria Rio Tinto che trasportano tonnellate di materiali, percorrendo oltre 100 km di strade private in mezzo al deserto. Tranquilli: finché circolerà un camion, ci sarà anche un’autista. Magari un po’ più spettatore, ma pur sempre un autista.

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