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08/09/2014
LE MANS INCORONA MICHELIN

Competizioni ai massimi livelli 


Il binomio transalpino tra la gara Endurance più famosa del mondo e il celebre costruttore di pneumatici, porta l’eccellenza delle competizioni ai massimi livelli. Tecnologie all’avanguardia su un banco di prova infernale, per mettere a punto le produzioni del futuro

Duilio Damiani

Costellata da affermazioni sportive lungo tutta la sua storia, la casa di Clermont-Ferrand arricchisce con l’ennesimo trofeo il proprio palmares. Successi raccolti sin dagli albori della sua nascita, appena due anni dopo la data ufficiale della fondazione, quando a fine ‘800 Charles Terront procurò la prima vittoria al marchio, imponendosi nella più lunga gara ciclistica dell’epoca, lungo i 1.200 km della Paris-Brest-Paris del 1891, dimostrando con un distacco di 9 ore sui suoi inseguitori la validità dei pneumatici removibili dal cerchio brevettati da Michelin. Da allora, di chilometri le celebri coperture francesi ne hanno percorsi forse più di tutti, accompagnando a braccetto i progressi del settore ciclo, moto e automobilistico con quello dei pneumatici. Sia sulle strade, beninteso, che sui circuiti da competizione, prediletti terreni di confronto per lo sviluppo di materiali e tecnologie.

Lo stretto binomio tra gomme e veicoli a ruote viene conclamato dal più recente trionfo motoristico, celebrato lo scorso giugno sullo storico circuito del Paul Richard, in Francia, dove sin dal 1923 si tiene la famosa corsa della 24 Ore di Le Mans, gara automobilistica conosciuta in tutto il mondo, inquadrata nel Campionato del Mondo Fia di Endurance. Per la sesta volta consecutiva (la 17ª consecutiva per Michelin delle 23 vittorie complessive) l’accoppiata Audi-Michelin ha conquistato il gradino più alto del podio, anche quest’anno conteso da una rosa di contendenti agguerriti più che mai.

 

 

Pneumatici a dura prova 

Nel panorama motoristico sportivo, il Campionato Endurance è ancora uno dei pochi in pista a non godere di un regime di monogomma, lasciando libertà ai partecipanti di scegliere l’equipaggiamento preferito. Parola d’ordine: garantire l’ottimale appoggio al suolo ai bolidi, impegnati in una delle più massacranti maratone automobilistiche in calendario. Una settimana forsennata, tra prove libere, qualificazioni e gara vera e propria, nelle più disparate situazioni, tali da mettere alla frusta uomini e mezzi meccanici. Alle mutevoli condizioni atmosferiche, con alternanza di sole e pioggia, sui materiali si sommano stati di stress senza pari, sottoponendo a carichi incredibili proprio i pneumatici, qui impegnati sul più duro banco di prova mai raggiunto da condizioni reali. Elevate escursioni termiche, tra giorno e notte, spaventosi attriti sull’asfalto, dalla granulometria assai incostante lungo gli oltre 13 chilometri di percorso, pressioni inimmaginabili (la portanza negativa procurata dall’aerodinamica dei prototipi in corsa sarebbe sufficiente a mantenerli incollati al soffitto di una galleria), che perdurano per tutta la durata della manifestazione, con punte massime di velocità nell’ordine dei 330 km/h, sono i fattori che consentono ai tecnici di acquisire un gran numero di dati, perfezionando mescole e strutture che poi ritroveremo sulle gamme stradali.

Alla luce degli aggiornamenti regolamentari, con prototipi di classe LMP1 radicalmente differenti rispetto le passate edizioni, Michelin si è presentata quest’anno all’appuntamento francese con numerose novità: tre le gamme a disposizione dei team, con gli slick in due mescole, Soft e Medium, i pioggia in versioni Wet e Full Wet, e gli ibridi, utilizzati in situazioni di pista umida, completamente riprogettati, ora da 5 a 6 centimetri più stretti e più leggeri di circa 2 kg, pur garantendo il medesimo livello prestazionale dei precedenti, in grado di sopportare quattro stint (le porzioni di gara tra un pit stop e l’altro) conservando gli stessi ritmi di gara.

Partner di Michelin, alla 82ª edizione della 24 Ore di Le Mans sotto al nastro di partenza si sono presentate le favorite R18 e-tron quattro hybride di Audi Sport Team, gli sfidanti Toyota Racing, Rebellion Racing e Porsche Team, in quest’ordine giunti al traguardo dopo un’intera giornata di combattimenti serrati. Ben 12 modelli di pneumatici diversi, con misure di 31/71-18 sia all’avantreno che al retrotreno (in luogo dei precedenti 36/71 e 37/71-18) hanno evidenziato nuove caratteristiche: “Michelin ha rivoluzionato la propria gamma di pneumatici per il FIA WEC e la 24 Ore di Le Mans 2014”, ci spiega Jérôme Mondain, responsabile dell’attività Endurance nell’ambito di Michelin Motorsport; “sulla base degli elementi tecnici forniti dai nostri partner, durante lo sviluppo delle loro auto, abbiamo eseguito migliaia di simulazioni informatiche prima di finalizzare e validare le nostre scelte su pista per ottimizzare l’insieme pneumatici/vettura”.

Il debutto delle nuove tecnologie destinate alla classe regina è stato accompagnato dalla consueta fornitura alla serie cadetta LMP2, dove i prototipi gommati Michelin hanno potuto fruire dell’ampio know-how maturato dalla casa d’oltralpe, impegnata sul campo con due tipi di pneumatici slick e due wet, nelle dimensioni di 30/65-18 all’anteriore e 31/71-18 al posteriore. Ulteriore novità, anche le classi GTE (Pro e AM) hanno potuto contare su due nuovi disegni pioggia, in versione Wet  e Full Wet, in dimensioni di 30/68-18 davanti e 31/71-18 dietro, completando la presenza del colosso francese qui schierato con 100 addetti, tra montaggisti, tecnici e ingegneri, 1.500 pneumatici LMP1, 1.000 pneumatici LMP2 e 4.500 pneumatici GTE.

In occasione della gara transalpina, Michelin ha inaugurato il suo nuovo portale Internet dedicato al motorismo sportivo. Sul sito web www.michelinmotorsport.com sono disponibili foto, video e resoconti aggiornati quotidianamente sui principali appuntamenti del mondo dei motori che vedono la partecipazione della casa del Bibendum, tra cui Rally, Endurance e il futuro campionato del Mondo di Formula E riservato ai veicoli elettrici.

 

Nuova gamma sportiva

Tanta vocazione e un costante investimento nei settori più elevati del motorismo sportivo non potevano che trasferire un progresso tecnologico maturato sui circuiti in prodotti destinati all’utilizzo stradale. Che introdotto nelle gamme di serie significa poter disporre di pneumatici adeguati alle sempre crescenti esigenze delle più esclusive vetture supersportive, facendo i conti con le condizioni stradali di tutti i giorni, e non solo con il liscio asfalto di un circuito automobilistico. Una scelta già premiata dai più blasonati costruttori, tra cui è bene ricordare Bugatti, che per la sua esasperata Veyron W16 di 8 litri – la più esclusiva fuoriserie oggi in produzione – ha affidato a Michelin il compito di realizzare gomme specifiche, le sole in grado di garantire il controllo su normali strade pubbliche di questo bolide da 1.200 CV di potenza e 415 km/h di velocità massima. Premesse che hanno portato allo sviluppo della nuova gamma Pilot Sport Cup 2, già adottata da vetture del calibro di Ferrari 458 Speciale, Porsche 918 Spider e Mercedes SLS-AMG.

Il teorema mutuato dalle competizioni è evidente in particolar modo nelle caratteristiche esclusive, che vedono offrire alle gamme stradali soluzioni solitamente impiegate in pista. Realizzata negli stessi impianti produttivi impiegati per i pneumatici da competizione, sul Michelin Pilot Sport Cup 2 troviamo infatti una bi-mescola a zone separate, con gomme differenti tra parte interna ed esterna del battistrada, in grado di conferire una duplice risposta alle diverse condizioni atmosferiche, con massima aderenza sull’asciutto e precisione di guida sul bagnato. Una cintura di sommità in Aramide, una fibra ad alta densità cinque volte più resistente dell’acciaio a parità di peso, conferisce alla struttura la massima rigidità, mantenendo costante l’impronta al suolo e di conseguenza il controllo alle velocità più sostenute, mentre l’impiego della tecnologia Track Variable Contact Patch 3.0 – evoluzione della versione 2.0 già presentata sul precedente Pilot Super Sport – ottimizza la pressione esercitata al suolo, garantendo la massima impronta in fase d’appoggio, con particolare efficacia nelle più strette sterzate affrontate in piena velocità. Proprio come le beniamine di Le Mans.

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