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Articoli - Archivio

21/02/2013
LE DUE RUOTE REAGISCONO ALLA CRISI

SPECIALE EICMA
A Milano l’industria del settore motociclistico fa quadrato in una fiera che mostra la volontà di rilanciare con alcune novità

Francesco Lojola

ANCHE NELL’ANNUS horribilis per l’immatricolato di cinquantini, scooter e moto, il mercato non ha smesso di dispensare novità e la 70ª esposizione internazionale del motociclo, conclusasi il 18 novembre scorso, si è confermata vetrina consistente e di buona completezza, capace ancora di brillare sebbene lontana dai numeri registrati lo scorso anno. A esorcizzare i fantasmi della vigilia, gli oltre 510mila visitatori cui la rassegna, distribuita su 6 padiglioni (nel 2011 erano 7) e 80mila mq scoperti destinati alle esibizioni e alle gare di MotoLive, ha presentato 1.053 espositori giunti da 35 paesi. Per la cronaca, lo scorso anno se ne contavano 1.462 di 43 nazioni diverse. Costruttori a ranghi completi, dunque, ma non si è visto altrettanto per l’industria dei componenti, degli accessori e dei ricambi, con defezioni di peso, anche tra i principali produttori di pneumatici. Di certo, uno specchio fedele della capacità e della volontà delle case di scavallare la difficile congiuntura e la dichiarata intenzione di assestare uno schiaffo convinto alla crisi. Anche perché oggi l’arena competitiva corrisponde a un mercato necessariamente globale. Così, da una parte i marchi sfruttano le nuove tendenze tra passione e lifestyle, e dall’altra puntano sui canoni di un downsizing costruttivo che segna per molti versi un ritorno al passato.


Sì a polivalenza e costi contenuti
Due ruote dai motori frazionati che rinunciano ai cilindri “ridondanti” rilanciando pure il mono, si fanno più intelligenti non soltanto per l’elettronica ormai pervasiva ma piuttosto perché diventano più leggere e maneggevoli, e riducono i consumi di carburante e pure i costi di gestione. Ecco allora che, tra le moto, una buona parte delle novità in rassegna vanta propulsori di cubatura media e si afferma un’impostazione polivalente capace di vincere sulla specializzazione, mentre gli scooter fanno a gara nel dichiarare le maggiori economie di marcia, con l’elettrico oggi più che mai deciso a far rumore.
A parlare alla pancia e al cuore dei motociclisti sono invece, più di tutti, i modelli motard e le custom, aggressivi gli uni, piacione, provocatorie e stravaganti le altre, così come appaiono altrettante formidabili calamite per una più ampia fascia di appassionati le enduro stradali. Non è un caso, se si considera che proprio tra queste fila rientra, elitaria e costosa, la più venduta sul mercato italiano, la Bmw R 1200 Gs, regina di un segmento divenuto numericamente il più cospicuo del settore: il 30,5% delle moto immatricolate nel 2012 è infatti una enduro stradale. Il suo andamento, però, ricalca comunque la contrazione generale del comparto, registrando un calo dei volumi del 21,6% rispetto al 2011. Secondo i dati di Confindustria Ancma, lo scorso anno le due ruote a motore hanno totalizzato 255.096 immatricolazioni (48.674 ciclomotori, 147.119 scooter e 59.303 moto), con una flessione complessiva del 21,9%.

Due ruote in crescente affanno
In controtendenza, con un +1,1%, gli scooter di 125 cc, peraltro in virtù del consistente acquisto di Poste Italiane, e soprattutto i maxiscooter, che hanno moltiplicato le proprie immatricolazioni segnando un netto travaso dai modelli di cilindrata inferiore e riconfermando indiscusso capofila di settore lo Yamaha Tmax. Profondo rosso, invece, tra i motocicli di 600 cc, attestatisi a -50,7%, seguiti nella contrazione dalle custom e dalle naked, entrambe con un calo superiore al 34%, e poi dalle over 1000 cc, che, pur accusando una flessione del 31,5%, rappresentano tuttora una fetta consistente del mercato moto, pari al 28,7%. Se il mercato delle due ruote è sofferente, lo è anche il comparto dei pneumatici al ricambio, seppure con una dinamica meno accentuata: nel complesso, stando alle stime condivise dai principali produttori, nel 2012 il calo si è attestato nell’ordine del 15%, con una perdita meno netta nell’ambito delle gomme per scooter e, dunque, più marcata per il venduto delle coperture per motocicli.
Poco più di un milione di pezzi il volume del primo, poco meno di 900mila la consistenza del secondo, cui però devono aggiungersi almeno altri 600mila pneumatici fuori statistica prodotti in Asia per scooter, motocicli, quad, tricarri e atv. Dall’analisi per segmento emerge la buona tenuta dei radiali per le enduro stradali, il progressivo calo delle hypersport con l’accentuarsi del travaso verso le sport touring motivato da performance stradali ormai comparabili e soprattutto da una maggiore versatilità e durata, e un calo per le gomme full race.

Bene i radiali per 
scooter ed enduro stradali
Al calo di queste contribuisce anche lo stop a numerosi trofei monomarca e campionati amatoriali, già volàno per un’intera community di motociclisti amanti della pista. Sul fronte degli scooter le performance migliori sono dei radiali, che pure attenuano lo slancio dopo anni di crescita al galoppo, mentre perdono terreno le gomme convenzionali per le medie e piccole cilindrate. L’evoluzione tecnologica di processo e di prodotto, che nell’ultimo lustro ha dato luogo a un vertiginoso sviluppo prestazionale, non accenna comunque a rallentare. Il multimescola è ormai pervasivo, come pure il trasferimento alle coperture scooter delle tecniche impiegate nei disegni e nei compound delle gomme moto, e se prosegue la tendenza diffusa ad alleggerire ulteriormente le carcasse a parità di robustezza, nuovi materiali approdano sotto la lente dei reparti di ricerca e sviluppo: dai polimeri inediti grazie ai quali contenere al meglio i salti di temperatura della gomma, nefasti per la sua durata, ai nanomateriali grazie ai quali spingere ancora più avanti gli attuali limiti di performance in tutte le condizioni di asfalto e di temperatura. Che la nuova generazione di radiali touring, per esempio, abbia raggiunto rese impensabili fino a qualche anno fa anche su fondi critici, come in presenza di bagnato freddo, lo testimonia la sostanziale rinuncia a promuovere gli omologhi invernali. Pneumatici che peraltro nell’immaginario collettivo restano legati alla neve, per affermare i quali oggi sarebbe necessario un ulteriore salto qualitativo.

Focus sulle nicchie più redditizie
Ossia, prestazioni comparabili in condizioni di asciutto e bagnato e al tempo stesso capaci di garantire una guida in ragionevole sicurezza anche su asfalto imbiancato. Come di consueto, la rassegna milanese ha aperto un’interessante finestra sui trend in prospettiva, con alcune nicchie in grande evidenza, nel quadro di un ritorno alle origini in forma corretta e riveduta: un trionfo di custom, di special e di modelli ispirati agli scrambler d’antan.
Ecco allora che il vezzo stilistico delle café racer, col tassello divenuto d’ordinanza, e dei chopper con posteriori esagerati in versione xxl rappresentano altrettanti segnali già accolti da chi produce coperture. Col prevedibile seguito di gomme tassellate dal comportamento stradale e maxicopertoni per custom ancora più maneggevoli e confortevoli, e al tempo stesso con più grip e durata. Se per i marchi motociclistici la sfida sta nel ridestare l’interesse per le due ruote tra le nuove generazioni e ora soprattutto nell’assecondare gli appassionati di ritorno, la scommessa di un’industria i cui prodotti hanno un ciclo di vita non più lungo di un quadriennio (una gomma si fa vecchia prima di una moto), deve fare adeguata leva sulle nicchie (tali almeno in Europa) più redditizie. È così che al salone meneghino, assenti molti importanti produttori, Pirelli ha proposto uno stand monoprodotto dedicato al custom touring, mentre Continental ha puntato su un’inedita linea classica, stradale e racing, accanto ai nuovi enduro on-road. Riflesso palese della crisi del mercato continentale, infine, una presenza a ranghi mai così ridotti anche da parte dei produttori asiatici. Alle defezioni di Maxxis, Duro e Kenda (quest’ultima nominalmente rappresentata dall’italiana Rms), ha fatto riscontro la partecipazione di Cheng Shin Tire e il debutto alla ricerca di distributori dell’indonesiana Deli Tire, delle cinesi Jiangmen Tenghui, Huoniao e Wanda Tyre, pressoché sconosciute sul mercato nostrano, nonché dell’americana Full Bore Usa Tires. Di seguito la panoramica delle principali novità 2012-2013 in vetrina al salone.


Continental ContiTrail Attack 2
Destinate alle enduro da turismo e primo equipaggiamento per i modelli 2013 Ktm Adventure T e R e Bmw R 1200 Gs, le nuove ContiTrailAttack2 adottano, accanto alla tecnologia traction skin (superficie ruvida, quasi come già rodata), una mescola contenente più silice rispetto alla precedente generazione e una nuova scolpitura. Il vantaggio consiste da un lato in una più rapida entrata in temperatura e una migliore aderenza sul bagnato e, dall’altro, in un consumo più uniforme della gomma insieme a una maggiore capacità del battistrada di espellere l’acqua. Le altre novità sono i radiali dedicati alle moto classiche da gara, i nuovi ContiRoadAttack 2, che impiegano la mescola Continuous Compound (per la più omogenea distribuzione dell’aderenza sul dritto e in piega) e sono disponibili nelle dimensioni standard, e gli omologhi inediti per veterane usate su strada, i ContiClassicAttack.

Pirelli Night Dragon
Con uno stand interamente dedicato alla nuova generazione di pneumatici custom touring Night Dragon, la casa della Bicocca si è rivolta ai motociclisti della fascia più ambita, gli hi-spender possessori di modelli costosi e spesso esclusivi, come le moto Harley Davidson. Studiati anche per le sleeper bike, usate nelle gare di accelerazione, i nuovi Night Dragon migliorano grip e capacità di scaricare i cavalli a terra: un progresso ottenuto, a detta della casa, senza compromettere la durata della gomma, grazie alle nuove mescole. Il battistrada è stato concepito per offrire un warm-up uniforme e ridurre il movimento che ne determina l’usura; gli intagli sono meno numerosi sulla carcassa radiale (con cintura di acciaio a 0°) rispetto a quella convenzionale (composta da 3 strati di poliestere e 2 di nylon) per offrire una maggiore superficie di contatto.

Sava Getaway Mc 60
Tassellato per la marcia su fondi battuti e sterrati, omologato per la strada ma utilizzabile anche nell’off-road, il nuovo Sava Getaway Mc 60 porta impressi i marchi M+S e Dp (Mud & Snow e Dual Purpose). Sul fianco, le frecce indicano la rotazione della gomma per l’uso on-road e (quella contraria) per il fuoristrada. Tra i tasselli, più piccoli sui bordi per massimizzare l’aderenza in curva, i canali sono stati rinforzati; due le dimensioni disponibili: 110/80-19 59 e 150/70-17 69. Sava Sport Force è invece l’inedito radiale sportivo della casa slovena che si avvantaggia di un tecnica tridimensionale per ottimizzare la profondità della scolpitura in funzione del consumo locale effettivo, una tecnologia specifica per irrigidire la carcassa e simulazioni basate sull’analisi agli elementi finiti per massimizzare l’impronta a terra. Misure da 110/70ZR17 a 190/55ZR17.

Cst Clincher, Full Bore Usa e Tianjin Wanda Tyre
Dal produttore taiwanese Cheng Shin Tire (è il maggiore costruttore al mondo di gomme per biciclette) la sola novità è l’aggiunta di 6 nuove misure da 12” e 14”, tra anteriore e posteriore, alla linea del best seller della gamma Atv, il radiale 6 tele Cst Clincher, destinato a un impiego tuttoterreno. Lo stesso vale anche per l’americana Full Bore Usa che presenta nuove dimensioni da 17” per i pneumatici M-66 Tour King, caratterizzati da un design specifico per Harley Havidson, chopper, cruiser e bicilindriche touring, con elevata capacità di carico, indice di velocità H, comfort e durata come atout dichiarati. Un quintetto di nuovi disegni tra i pneumatici per Atv, 2 sportivi (P826 e P827) e 3 di tipo utility (P362, P390 e P392), rappresenta infine l’inedito della cinese Tianjin Wanda Tyre.

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