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Articoli - Archivio

21/02/2013
LA RISORSA "PNEUMATICO FUORI USO"

LE ATTIVITÀ DELLA SOCIETÀ CONSORTILE ECOPNEUS
Ecopneus in campo per una cultura complessiva del riciclo, fondamentale per ambiente, economia e sicurezza stradale

Paolo Castiglia

RILANCIARE una cultura complessiva del riciclo dei pneumatici fuori uso, con conseguenze positive fondamentali sull’ambiente, sull’economia e sulla sicurezza stradale. Questo lo scopo di Ecopneus, protagonista con due appuntamenti importanti al grande evento della fiera Ecomondo di Rimini dal 7 al 10 novembre 2012: la presentazione del libro “La seconda occasione per dare nuova vita ai nostri rifiuti” scritto da Quintino Protopapa e Giovanni Corbetta, direttore generale Ecopneus, e il workshop, sempre targato Ecopneus, dal titolo: “Gomma Green – Riciclo e sostenibilità negli asfalti, nello sport, nella sicurezza stradale. Gli utilizzi della gomma riciclata dai pneumatici fuori uso”.
Come noto Ecopneus è uno dei principali responsabili della gestione e trattamento dei pneumatici fuori uso in Italia e quest’anno ha voluto arricchire la sua presenza con la presentazione in anteprima del libro, che già dalla prefazione intende “presentare con leggerezza e gusto, i comportamenti ragionevoli e virtuosi necessari per gettarsi alle spalle un passato fatto di sprechi e reindirizzare le nostre abitudini, ma anche il nostro modo di pensare, verso una nuova concezione del rifiuto e del futuro”, come ha spiegato in occasione dell’evento Edo Ronchi, ex ministro dell’Ambiente e oggi presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
Un elemento fondamentale che riguarda l’operatività anche socio-ambientale di Ecopneus – come ci ha spiegato in un colloquio molto interessante a margine della presentazione del volume il direttore Corbetta – riguarda l’avvio del nuovo sistema di gestione dei pneumatici fuori uso. “Da poco più di un anno – ci ha raccontato – Ecopneus ha iniziato le attività di ritiro e gestione dei Pfu di propria responsabilità presso i punti di generazione del rifiuto registrati, garantendone il totale e corretto recupero. Risultato che ha una valenza sia ambientale che economica, perché evita l’abbandono di decine di migliaia di tonnellate di Pfu ogni anno, permettendo di recuperare preziosi materiali da reimpiegare nei processi produttivi”.
Grazie a un innovativo sistema informatico di gestione, infatti, e attraverso la collaborazione con aziende selezionate sulla base di parametri quali qualità del servizio offerto, tecnologie impiantistiche, capacità, efficienza ed esperienza, Ecopneus ha strutturato e coordina una rete su tutto il territorio nazionale che gestisce: il ritiro dei Pfu presso i punti di generazione registrati in tutta Italia e trasferimento ai punti di stoccaggio, il successivo trasporto dagli impianti di stoccaggio agli impianti di frantumazione, il trattamento, riciclo e recupero presso gli impianti selezionati, con la supervisione di tutte le attività di recupero.
Al workshop del giorno successivo, poi, il direttore Giovanni Corbetta, partendo dalle caratteristiche e dai vantaggi che ha portato e porterà ancora il sistema di gestione Ecopneus, ha illustrato come “dal corretto invio a recupero dei pneumatici fuori uso sia possibile ottenere materie prime seconde dalle applicazioni particolarmente vantaggiose, ad esempio nel settore strade e arredo urbano”. Dai lavori è emerso come, ha spiegato Corbetta, “la possibilità di ottenere materiali orientati alla nostra sicurezza e al nostro comfort, sia quando siamo alla guida che quando siamo vicino a una strada, costituisce al tempo stesso una conferma della valenza e dell’importanza del recupero e uno stimolo a incentivare sempre più un corretto incanalamento dei flussi di recupero di questo materiale”.
Le infrastrutture viarie, infatti, sono uno degli elementi che influenzano la guida, e uno sui quali poter agire per cercare di arginare le eventuali conseguenze degli incidenti stradali. Data la capacità di assorbimento agli urti dei materiali polimerici (gomma) e la loro inferiore rigidezza rispetto ai materiali comunemente utilizzati per le protezioni stradali, i granuli derivati dal recupero dei Pfu sono particolarmente adatti a ridurre le conseguenze di urti e impatti di ogni tipo”.
Il workshop ha affrontato in quattro momenti diversi, gli aspetti principali dello sviluppo del mercato e delle applicazioni della gomma riciclata da Pfu. Dalla definizione di standard univoci per le materie prime seconde alle strategie da implementare per rafforzare e sostenere il mercato, fino ai vantaggi e ai benefici dei prodotti che è possibile ottenere partendo da granulo e polverino di gomma da pneumatico fuori uso.
E proprio in questa direzione è da inserire il Catalogo dei Prodotti in gomma da Pfu, realizzato da Ecopneus in collaborazione con il Matrec e consultabile liberamente online dal sito Ecopneus.
L’iniziativa nasce da un progetto della società consortile che in collaborazione con il Matrec (Eco Material database), la prima banca dati Made in Italy di eco-design internazionale, ha svolto uno studio sui prodotti e manufatti in gomma riciclata commercializzati in Italia e li ha inseriti in un catalogo online che ha l’obiettivo di accendere i riflettori sulle aziende e sui prodotti che contemplano processi produttivi a basso impatto ambientale, realizzati con gomma da Pfu e destinati a molteplici impieghi.
Che si tratti di pannelli insonorizzanti per l’abbattimento dell’inquinamento acustico, di campi di calcio, di rivestimenti per i guard-rail, delle pavimentazioni antitrauma per le aree gioco dei bambini o di quegli elementi dell’arredo urbano come dissuasori di sosta, rallentatori e delimitatori di traffico, le possibilità di impiego di questi materiali sono vastissime e in tutte quante vengono esaltate le naturali proprietà della gomma.
A oggi sono 180 le schede di prodotto consultabili, che fanno riferimento a oltre 40 diverse tipologie di prodotto. L’adesione delle aziende è gratuita e volontaria e non ha finalità commerciali.

• La mission di Ecopneus
La mission di Ecopneus è gestire raccolta, trattamento e successivo recupero di larga parte delle oltre 380.000 tonnellate di pneumatici che ogni anno arrivano a fine vita in Italia. Ricadono infatti nella sua responsabilità una quantità di Pfu proporzionale alla quota di mercato detenuta dai soci. Ecco quindi che “l’investimento di risorse e un forte impegno a favore di ricerca e sviluppo, per il supporto alla diffusione di soluzioni applicative per granulo e polverino derivanti dal trattamento dei Pfu, a sostegno e al fianco delle aziende del settore – ha dichiarato nell’occasione il direttore Corbetta – sono parte integrante degli obiettivi di lavoro della società consortile e dare visibilità alle aziende attive nel recupero di materia riciclata da Pfu contribuisce, a nostro avviso, a rafforzare un mercato di potenziale forte sviluppo”.

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