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Articoli - Archivio

20/12/2011
LA REGOLA DEL MINUTO

NOVITÀ LEGISLATIVE SUI TACHIGRAFI

Introdotti nuovi regolamenti e nuovi standard tecnici per evitare manomissioni da parte degli autisti. Dal 1° ottobre scorso è entrata in vigore la nuova "regola del minuto", mentre dal 1° ottobre 2012 nuovi dispositivi verranno installati sui camion di nuova immatricolazione

Fabio Quinto

Rivoluzione nel mondo dei cronotachigrafi (o meglio, dei tachigrafi, trattandosi ormai di dispositivi digitali). Dal 1° ottobre 2011, infatti, tutti i camion di nuova immatricolazione sono dotati di un nuovo dispositivo in grado di conteggiare i tempi di guida secondo la nuova "regola del minuto", varata dall'Unione Europea con il Regolamento 1266/2009. E il dispositivo è anche disponibile in aftermarket, visto che i nuovi tachigrafi sono in grado di far guadagnare anche 30 minuti di guida al giorno. Non solo: dal 1° ottobre 2012 i tachigrafi saranno dotati anche di nuovi dispositivi in grado di renderli più sicuri di fronte ai pericolosi dispositivi utilizzati per "taroccare" i tempi di guida.
Ma cominciamo dalle variazioni entrate in vigore dal 1° ottobre 2011 con l'introduzione della "regola del minuto". Sui vecchi tachigrafi ogni secondo di guida veniva automaticamente conteggiato come un minuto. Con i nuovi, invece, sarà l'attività più lunga nell'arco del minuto a essere conteggiata. In altre parole, per far scattare il minuto di guida occorreranno più di 30 secondi: una modifica non da poco, visto che è in grado di far guadagnare anche 30 minuti di guida al giorno, soprattutto alle aziende costrette a frequenti stop-and-go, come quelle che lavorano nei porti o nelle piattaforme logistiche della grande distribuzione. Ma attenzione: se la vecchia regola del minuto va in pensione, rimane quella dei 3 minuti, secondo la quale 60 secondi di stop all'interno di due periodi di guida lunghi più di un minuto vengono automaticamente conteggiati come tempo di guida.
Dal 1° ottobre 2012 i tachigrafi montati sui camion di nuova immatricolazione avranno ulteriori accorgimenti sul fronte della sicurezza. Riguardanti cioè l'eterna lotta tra il tachigrafo e i dispositivi per "taroccarlo", utilizzati per far continuare a guidare gli autisti oltre gli orari di guida previsti dalla legge. Una storia che dura in realtà da molti anni e che vale la pena di raccontare. Quando, nel 2006, l'introduzione del tachigrafo digitale mandò in pensione il vecchio "disco" analogico, i tecnici che avevano progettato il nuovo dispositivo ne erano sicuri: "Impossibile taroccarlo", giuravano. Si sa poi come è andata invece. "In realtà il dispositivo in sé è difficilmente manipolabile", spiega Lorenzo Ottolina, manager della divisione Tacographs, Telematics&Services di Vdo (gruppo Continental), uno dei principali produttori di tachigrafi. "Quello che però, a oggi, rimane vulnerabile è tutto quello che è all'esterno del tachigrafo, vale a dire il circuito che lo collega al sensore di movimento". Anzi, paradossalmente il Regolamento 561/2006 "ha reso ancora più vulnerabile l'impianto, togliendo tutti quei sigilli e quelle blindature dei cavi che proteggevano il cronotachigrafo analogico. Non ce n'era bisogno, si pensava: il dispositivo digitale registra infatti ogni interruzione dei fili, che poteva essere facilmente rilevata e sanzionata in sede di controllo". Quello di cui non si è tenuto conto, però, è che l'impianto "è manipolabile semplicemente interrompendo l'alimentazione, staccando la batteria. Un'operazione anche questa registrata dal tachigrafo digitale, ma assolutamente legale in caso di manutenzione del veicolo". Ecco quindi che intervengono i manipolatori: "Il più delle volte - prosegue Ottolina - si tratta di appassionati di elettronica che costruiscono strumenti fatti in casa con tanto di istruzioni, che poi rivendono alle aziende di autotrasporto che intendono violare la legge". L'applicazione di questi dispositivi costituisce un pericolo per la sicurezza degli utenti della strada, tanto per i camionisti quanto per gli automobilisti, oltre a un fattore che distorce la concorrenza e il mercato del già malandato autotrasporto italiano. Di più: secondo quanto riferisce la stessa Vdo, "oltre che illegali, queste frodi possono risultare anche sconvenienti. Si modifica infatti anche il conteggio dei chilometri effettivamente percorsi dal veicolo; il risultato può essere una errata gestione degli interventi di manutenzione del mezzo. Analisi specifiche presso officine autorizzate delle case costruttrici dei veicoli, possono evidenziare differenze di chilometri conteggiati tra l'asse motrice (dove vi è installato il trasmettitore del tachigrafo) e quello anteriore, invalidando eventuali interventi in garanzia o manutenzione programmata".
Ma come vengono fatte queste manomissioni? Si tratta, nella maggior parte dei casi, di calamite montate vicino al trasmettitore di movimento, in prossimità del cambio. "Una volta terminato il regolare orario di guida - spiega Ottolina - con un tasto l'autista attiva questa calamita che inganna il tachigrafo segnalando un mezzo fermo anziché in movimento. In caso di controllo da parte della Polizia, tirando una cordicella l'autista fa cadere in strada la calamita poco prima di fermarsi. E tutto appare regolare". Ma attenzione: questo è solo il metodo più semplice. "Ormai è preistoria", precisa Ottolina. Le Forze dell'ordine, infatti, "apponendo sul cambio della limatura in ferro, sono in grado di stabilire se su quella superficie, fino a poco tempo prima, era ancorato un magnete". Ecco quindi che i ‘taroccatori' "hanno iniziato a utilizzare un solenoide capace di regolare il campo magnetico". Con un importante inconveniente: "Il solenoide non è infatti sganciabile con una cordicella, come avveniva con la vecchia calamita. Ecco che così l'autista è costretto a rimuoverlo manualmente, magari inventando una scusa; non solo, il segnale magnetico grezzo fa risultare al cronotachigrafo un brusco e inverosimile passaggio da 90 a 0 km/h o viceversa". Gli impianti si sono così arricchiti di riduttori di velocità in grado di rendere più progressiva la finta sosta del camion. Per non parlare, poi, dei tasti di attivazione, nascosti nei punti più impensabili o addirittura sistemati su un telecomando.
Manomissioni sempre più sofisticate, quindi, alle quali l'Unione Europea ha risposto predisponendo nuovi standard tecnici che entreranno in vigore nel 2012. "Due saranno le principali novità. Primo, verrà introdotto un nuovo segnale di ingresso per il tachigrafo, indipendente dal sensore di movimento. Potrà essere montato sull'Abs, sull'Ebs o sugli assali: il tachigrafo sarà così in grado di verificare la perfetta corrispondenza di entrambi i segnali e di evidenziare eventuali anomalie. Aumenta così la difficoltà di manipolare in modo identico due segnali uno dei quali, quello di nuova introduzione, controllato anche dalla centralina del camion".
Seconda novità, un sensore di velocità più protetto dai campi magnetici: "Il trasmettitore dovrà infatti essere contenuto in un involucro antimagnetico capace di resistere ai finti segnali provenienti dai dispositivi pirata".
Basteranno questi due nuovi accorgimenti? "L'esperienza ci suggerisce una certa prudenza", risponde Ottolina. Ma la speranza è che queste nuove soluzioni, l'aumento dei controlli da parte delle Forze dell'ordine e soprattutto un po' di senso civico bastino a scoraggiare il fenomeno.

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