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28/08/2012
LA QUADRATURA DEL CERCHIO MADE IN ITALY

FONDMETAL

Al suo 40° compleanno, l’azienda di Palosco tira le somme rilanciando sugli obiettivi di crescita: più 50% nell’aftermarket grazie a nuovi punti vendita e prodotti, come l’inedita ruota 9RR, un ulteriore aumento dell’Oes, anche in Usa, e una più articolata presenza in Italia

Francesco Lojola

QUARANT’ANNI e non sentirli. Sull’onda di uno spirito votato all’intraprendere e innovare, della capacità di anticipare tecniche, gusti e dettami di stile e di design in divenire, nonché del riuscito intento di mantenere la dimensione della media azienda agile e reattiva ai cambiamenti del mercato locale e internazionale. Così, l’anniversario di Fondmetal è il pretesto per raccontare una realtà già entrata nella “hall of fame” dell’Icsid, il network internazionale delle società dell’industrial design (a far compagnia ad Apple, Giugiaro e Pininfarina), e che continua a destinare alla ricerca e sviluppo un euro ogni dieci ricavati. Specialista delle ruote in lega leggera, si avvale di un unico stabilimento a Palosco, in provincia di Bergamo, con una capacità produttiva massima di 1,1 milioni di pezzi annui e 151 dipendenti per un fatturato 2011 di circa 33 milioni di euro, che salgono rispettivamente a più di 200 e oltre la soglia dei 43 milioni considerando anche le controllate FondTech e Aerolab; l’una, azienda di progettazione e sviluppo aerodinamico, l’altra, sorta dalla joint venture con Dallara Automobili (e ora proprietà di FondTech), attiva nell’ideazione di vetture da corsa, entrambe dotate di sofisticate gallerie del vento. 

 

Vendite Oes più che aftermarket

Fondmetal è e resta orgogliosamente tutta italiana: “Abbiamo anche pensato – dice l’amministratore delegato Stefano Rumi – alla possibilità di produrre oltreconfine. Il mondo corre veloce e dobbiamo essere preparati a combattere con tutte le armi. Oggi, però, l’intera produzione è made in Bergamo e ne andiamo fieri”. 

Un assunto che nemmeno la crisi può mettere in discussione. “Certo, il momento non è dei migliori per l’auto, stretta nella tenaglia fiscale e schiacciata da regole penalizzanti per un settore così importante per la nostra economia. Quanto poi al prodotto ruota, è un comparto dove tuttora non esiste una regolamentazione, ma soltanto divieti”, che finora hanno senza dubbio garantito solo i costruttori automobilistici. Con i quali peraltro, all’insegna dell’Oes, prodotti cosiddetti Original Equipment Spares ossia ricambi a catalogo (d’origine) della casa auto, l’azienda di Palosco conta su una quindicina di partnership: da Amg-Mercedes e Infinity a Porsche, Lotus e Lamborghini, da Pininfarina e Tesla a Toyota e Saab passando per Fiat, Mazda, Nissan, e poi ancora Renault, Seat e Suzuki. Così, ben il 70% dei cerchi Fondmetal si trasformano in accessori a listino della casa per vari modelli di vetture, mentre il restante 30% è immesso nel canale aftermarket. “Rispetto al quale – aggiunge Rumi – oggi il mercato italiano è pressoché in stallo. Ha certamente avuto un ruolo importante l’inverno secco, assai negativo per gli operatori, che hanno visto riempirsi i depositi di gomme e ruote winter rimaste poi invendute. Inevitabili, dunque, i problemi di liquidità che stanno impattando in maniera negativa sugli acquisti del prodotto estivo”. 

 

Volumi e fatturato in crescita

Ma gli obiettivi non cambiano, a cominciare dal giro d’affari, che a fine anno dovrebbe attestarsi sui 35 milioni di euro, consolidando l’Oes e incrementando i volumi destinati al mercato post vendita dei privati. Anche perché il 90% della produzione prende la strada dell’estero, soprattutto verso i paesi del centro e del nord Europa. “Non facciamo dell’aumento del fatturato un imperativo categorico, mentre lo è il mantenere alti i livelli qualitativi. Ciò che contraddistingue, insieme a tecnica, bellezza e stile, i nostri prodotti”, com’è alla base del più apprezzato made in Italy. “I mercati emergenti – osserva l’a.d. di Fondmetal – non sono ancora abbastanza maturi per i prodotti aftermarket. Quanto alle fabbriche auto dei premium brand europei in Cina e Brasile, già sono presenti diverse realtà produttive dedicate. E poi, cambio sfavorevole e difficoltà logistiche non consentono di avviare, per il momento, azioni mirate”. 

Negli Stati Uniti, al contrario, l’azienda è pronta a lanciare una nuova offensiva, “adeguando l’approccio a un gusto ben diverso da quello europeo, più attento alla sostanza e al sotteso tecnologico rispetto al puro design. In generale, l’aftermarket può crescere del 50% grazie a nuovi punti vendita e al rinnovo della gamma”. La quale si è appena arricchita dell’inedita ruota 9RR, con cui l’azienda bergamasca celebra il 40° compleanno. “È l’essenza della pluriennale esperienza del gruppo sui campi di gara del motorsport mondiale ed è la prima di una nuova famiglia di ruote sportive per auto ad alte prestazioni”. 

 

Si chiama 9RR la ruota del 40°

Con un design a sette razze sdoppiate, realizzata in monoblocco tramite fusione in bassa pressione da alluminio primario (AlSi7Mg-Sr trattato termicamente T6, a coniugare resistenza strutturale e leggerezza), la nuova 9RR è destinata a vetture sportive, anche da competizione, con un range di diametri tra 17” e 20” e, nella versione racing, con misure di 19” e 20”. 

Se il posizionamento della serie Fondmetal è al centro della piramide, con prodotti da 14” a 22”  per veicoli che spaziano dalle utilitarie ai Suv, al vertice si colloca invece l’altra linea di prodotto, marchiata Radius: ruote in lega leggera da 18” a 22” per berline e Suv di prestigio, contraddistinte da finiture particolari e inserti speciali. Lo scorso anno dallo stabilimento di Palosco, 50mila mq ove ha luogo l’intero ciclo produttivo, dai bozzetti del concept alla ruota finita e imballata, sono usciti circa 600mila cerchi. A smistarli, un magazzino automatizzato di 7mila mq capace di movimentare 2.800 pezzi all’ora. E poi, a distribuirli, un importatore in esclusiva per ogni nazione europea; in Italia sono invece dei distributori regionali ad approvvigionare i punti vendita, per l’allestimento dei quali Fondmetal fornisce espositori personalizzati, t-shirt, gilet, cappellini e abbigliamento vario per il personale, oltre all’immancabile materiale promozionale per i clienti. “Il rafforzamento della presenza sul mercato nostrano – conclude Rumi – è un ulteriore punto fermo di una strategia globale centrata sul valore dell’anima italiana”.

 

• Tecnologia e design, tra F1 e partnership

Erede di una famiglia di industriali metallurgici, Gabriele Rumi, il padre dell’attuale a.d. Stefano, nel 1972 dà origine a Fondmetal, presto trasformata da fonderia di prodotti in alluminio per conto terzi in azienda di produzione di ruote in lega. Prima concentrata sull’aftermarket e poi, con il primo modello speciale fornito in serie a Saab, sul mercato Oes. Con l’aumento dei volumi di vendita, il perfezionamento della produzione, l’ampliamento dei mercati e delle collaborazioni con le case auto, Fondmetal si fa gruppo: nel 1993 la nascita di FondTech (in società col guru dell’aerodinamica Jean-Claude Migeot) quattro anni dopo l’acquisizione di Radius e nel 2003 la creazione di Aerolab. Nel corso delle tre decadi, la presenza in Formula 1, prima con la produzione e la fornitura di ruote speciali in magnesio a vari team, poi la costituzione di una propria squadra e in seguito con l’acquisizione e la gestione del team Minardi F1, esperienza conclusasi nel 2000. Tra le realizzazioni Oes più significative si segnalano due modelli da 21” per i Suv Infiniti Fx ed Ex, vari progetti speciali per Pininfarina tra cui le ruote del concept Sintesi e un cerchio ultraleggero per la Tesla Roadster.

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