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Articoli - Archivio

21/12/2011
LA PEDEMONTANA VENETA

INFRASTRUTTURE

La nuova autostrada Pedemontana Veneta con i suoi 94,5 km a due corsie per senso di marcia, collegherà Montecchio Maggiore (Vicenza) a Spresiano (Treviso). 17 km saranno in galleria (sia naturale che artificiale), 51 km in trincea e 26,5 in rilevato. Costo dell'opera, 2,13 miliardi di euro, con un contributo pubblico di appena 173 milioni di euro

Fabio Quinto

Ci siamo: un'altra grande opera s'è mossa nel panorama infrastrutturale italiano. Stiamo parlando della Pedemontana Veneta, il cui via ai lavori è avvenuto ufficialmente lo scorso 10 novembre. A tirare un primo respiro di sollievo è tutta una fascia di cittadine come Arzignano, Malo, Thiene, Marostica, Bassano del Grappa, Montebelluna, Castelfranco Veneto e Cittadella, tra le province di Vicenza e Treviso. Un'area fra le più ricche e industrializzate d'Italia e d'Europa, rimasta incredibilmente senza infrastrutture. Dotata di vecchie Strade statali, regionali e provinciali letteralmente congestionate: basti pensare alla Ss 11 Padana superiore in provincia di Vicenza, dove circolano 40mila veicoli al giorno; o alla Ss 47 della Valsugana attorno a Bassano, con 30mila veicoli al giorno; oppure alle punte di 42mila veicoli al giorno sulla Ss 111 Gasparona tra Thiene e Bassano. A rendere i tempi di percorrenza eccessivamente lunghi, nell'area, è anche l'alta densità di camion: i tecnici di Veneto strade parlano di una percentuale di mezzi pesanti pari a circa il 40%, ma durante la giornata - e considerando anche i veicoli commerciali al di sotto delle 3,5 tonnellate - a occhio nudo si può constatare come il rapporto tra auto e autocarri sia praticamente di uno a uno.
La nuova autostrada Pedemontana Veneta dovrebbe ovviare a questa situazione: con i suoi 94,5 km con due corsie per senso di marcia, collegherà Montecchio Maggiore (Vicenza) a Spresiano (Treviso), intercettando l'A31 Vicenza-Piovene Rocchette nei pressi di Thiene e arrivando fino all'A27 Venezia-Belluno. Di questi, 17 km saranno in galleria (sia naturale che artificiale), 51 km in trincea e 26,5 in rilevato. Costo dell'opera, 2,13 miliardi di euro, con un contributo pubblico di appena 173 milioni di euro. Il resto lo hanno messo i privati, trattandosi di un'opera di project financing: la società concessionaria che ne gestisce la costruzione, cioè, sarà la stessa che poi ne riscuoterà i pedaggi; che, per percorrere l'intero tracciato, saranno pari a 9 euro (0,095 euro al km) per le automobili, 12 euro (0,127 euro/km) per i camion a tre assi e 22 euro per i camion a 5 assi (0,233 euro/km). Tariffe di circa il 20% superiori a quelle applicate da Autostrade per l'Italia: il "prezzo" da pagare per la realizzazione dell'autostrada da parte dei privati, che oramai appare l'unico modo per costruire infrastrutture nel nostro paese. Saranno però esentati i residenti dei 70 comuni limitrofi. Nessuna esenzione, invece, per i camion.
Secondo quanto dichiarato da Silvano Vernizzi, commissario straordinario per l'emergenza traffico nelle province di Vicenza e Treviso e già "padre" del Passante di Mestre, "l'apertura al traffico dell'intera opera avverrà tra sei anni, nel 2017". Il primo cantiere a partire è stato quello di Romano d'Ezzelino (Vicenza), al quale seguiranno nei prossimi mesi quelli di Castelgomberto e Mason Vicentino. L'autostrada, una volta inaugurata, secondo i tecnici di Veneto strade dovrebbe attrarre qualcosa come 43mila veicoli al giorno (dei quali il 35-40% saranno mezzi pesanti), contribuendo quindi non solo a decongestionare la viabilità locale, ma anche attirando parte del traffico dell'A4 tra Vicenza e Venezia.
Quella della Pedemontana Veneta è però una storia travagliata, che iniziò addirittura nel lontano 1961. Allora si voleva costruire un'arteria per dare sviluppo a un Veneto economicamente arretrato rispetto al resto dell'Italia settentrionale. Con il passare degli anni i termini della questione si sono ribaltati: erano le infrastrutture che dovevano "inseguire" un territorio sempre più ricco e bisognoso di mobilità. Negli anni '80 i cantieri sembravano a portata di mano: ma le ristrettezze del bilancio statale e soprattutto l'opposizione di molti comuni e degli ambientalisti (a contestare l'opera ce n'era un folto drappello anche durante l'inaugurazione) ritardarono a più riprese la realizzazione dell'autostrada. Nel 1998 arriva il primo finanziamento pubblico da 243 milioni di euro, ma con l'imposizione del "massimo riuso dei sedimi stradali esistenti". Nel 2001 si arriva finalmente all'accordo tra i comuni in sede di conferenza dei servizi. E l'autostrada Pedemontana Veneta viene trasformata formalmente in "superstrada". L'opera, cioè, rimane a pagamento e a due corsie per senso di marcia più quella di emergenza, ma con una sezione più stretta: 24 metri anziché 25,5, con raggi di curvatura più stretti (per garantire un adeguato "slalom" tra costruzioni, case e aree di particolare pregio paesaggistico) e una distanza minima per gli edifici di nuova costruzione di 20 metri anziché 60. Nel 2005 l'opera ha usufruito delle procedure accelerate della legge obiettivo, fino all'approvazione della valutazione di impatto ambientale, che però ha richiesto alcune modifiche per rendere il tracciato meno impattante sul territorio. Nel marzo del 2006 il Governo tramite il Cipe, dà l'ok al progetto preliminare; nel successivo mese di ottobre la Regione Veneto emana un bando di gara per individuare i privati che realizzeranno e gestiranno l'opera. È seguito un lungo contenzioso di fronte a Tar e Consiglio di Stato, la battaglia si è conclusa il 31 marzo del 2009. Sis ha così completato il progetto e sono stati risolti gli ultimi contrasti con alcuni comuni. I cantieri, dopo mesi di continui rinvii, hanno finalmente potuto prendere il via.

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