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In Lab - Archivio

04/11/2015
LA METAFORA MUSICA E IMPRESA

Non si suona solo per condividere lo stesso ritmo. Non è questo il fine dell’orchestra. Il ritmo però è un mezzo per unire le forze in modo organico e generativo. Il ritmo fornisce energia all’organizzazione! Esattamente come un cuore sano che pompa regolarmente il sangue a tutte le parti del nostro corpo

Franco Marzo - smart management Coaching & business development

Che cos’è? Scadenze e cadenze!

La caratteristica generale del ritmo è la regolarità. Il primo ritmo con cui veniamo in contatto è quello del cuore della mamma. Lo sentiamo per la prima volta dentro la sua pancia, protetti e al calduccio. Per questo il suono regolare ci tranquillizza anche da adulti e, parlando sempre di cuore, un’eventuale aritmia diventa fonte di grande preoccupazione. Il ritmo rappresenta inoltre la velocità e la divisione del tempo con cui si sviluppa un brano musicale (e la vita più in generale). La velocità si esprime attraverso un valore: ad esempio “allegro” conta 126 battute al minuto ed è più veloce di “adagio” che ne conta solo 60. La divisione del tempo si esprime con una frazione: ad esempio 3/4 prevede un accento (zum) ogni due tempi (pa, pa), ovvero zum pa pa, zum pa pa, tipico del valzer. Il 4/4, tra i più comuni nella musica leggera, prevede un accento (zum) ogni tre tempi: zum pa pa pa, zum pa pa pa.  Il ritmo di un’azienda è come quello della musica: velocità e accenti, il tutto all’interno di regole note e condivise. La musica aziendale è scandita dai tempi: produzione, servizi, vendite, incassi, ricerche, budget, finanziamenti etc. Vi sono aziende “veloci” che cambiano i prodotti e servizi ogni anno (telefonini, computer, servizi finanziari) e aziende più lente che li cambiano ogni 10-20 anni (se pensate alla vostra polizza auto o a nuovi farmaci). Negli ultimi decenni il ritmo delle aziende ha subito potenti accelerazioni. Negli anni ’80 le case automobilistiche lanciavano un modello ogni 10 anni, oggi propongono novità significative ogni due o tre anni. Nella moda c’erano due collezioni, autunno-inverno e primavera-estate, oggi ogni 15/30 giorni arrivano nuovi modelli. Nel settore alimentare i prodotti freschi ruotano due tre volte la settimana. Ogni attività ha i suoi ritmi tipici che condizionano e vincolano coloro che vi lavorano. Pensate alle farmacie, ai bar, ai ristoranti, ai panifici, chi vi lavora deve accettare le relative regole, e difficilmente le potrà cambiare. 

 

A cosa serve? A lavorare insieme e a farsi trovare pronti!

La regolarità consente ai musicisti di suonare insieme e al pubblico di partecipare attivamente battendo piedi o mani. Rispettare il ritmo (le regole) è tanto più importante quanto maggiore è il numero di musicisti coinvolti. Un solista può cambiare regole a suo piacimento, ma pensate a un orchestra in cui ognuno segua un suo ritmo personale… sarebbe un frastuono insopportabile. In azienda la regolarità consente di sincronizzare i processi senza perdite di tempo o colli di bottiglia. Ad esempio in officina “appena la macchina è pronta scatta la fatturazione”; “al termine di ogni ciclo di lavorazione l’attrezzatura viene predisposta per iniziarne un altro”; “se i tempi di consegna sono di 30 giorni, potrò ordinare il materiale una volta al mese”; “quando parte la campagna pubblicitaria, ho già pronto il prodotto in vetrina”. In ogni attività è bene stabilire la regolarità con cui le cose devono accadere e farsi trovare pronti a eseguire la propria parte per non deludere le aspettative o peggio, creare danni. Per aiutare a mantenere il ritmo si possono inserire degli “accenti”. Pensate a quando i soldati perdono il passo e il caporale grida: “passo!”. In azienda gli accenti sono i momenti di verifica: il controllo dei costi, l’andamento delle vendite, la rotazione del magazzino, i tempi medi di incasso, la soddisfazione del pubblico, la riunione settimanale, mensile o semestrale. Chi è fuori ritmo, ha un’occasione per rientrare “prima che il pubblico inizi a fischiare o ad abbandonare il teatro...”.

Come si fa? Fissare e osservare le regole!

Per prima cosa il ritmo deve essere semplice. In orchestra non sono tutti percussionisti o batteristi, e anche il violino e il cantante devono poter seguirlo agevolmente. Per questo va scritto su carta e reso noto a tutti i “musicisti”. La forza del ritmo è tale da caratterizzare perfino il genere musicale. Dal blues, al rock, per non parlare di reggae, tango o mazurka, il ritmo conferisce lo stile inconfondibile di ogni brano. Nello sport le regole non si chiamano ritmo, tuttavia caratterizzano univocamente i vari giochi, dal calcio, al basket, dalla pallavolo alla Formula 1.  Stabilire le regole è in generale un’attività complessa e difficile. Se pensiamo alle regole più famose della cultura occidentale, i 10 Comandamenti, sappiamo bene chi le ha dettate… Tuttavia non ci dobbiamo scoraggiare.

Per prima cosa è bene fissare le regole di base. Per farlo occorre individuare i valori a cui ci si vuole ispirare o che si vuole promuovere sul mercato. Ad esempio, per promuovere i valori della “proprietà” e della “famiglia”, i 10 Comandamenti prevedono due regole molto semplici: “non rubare” e “onora il padre e la madre”, un divieto e un imperativo che tutti possiamo rispettare anche senza essere filosofi; nel caso di un brano musicale se voglio trasmettere “gioia”, fisserò 126 battute al minuto (allegro), viceversa per la tristezza saranno sufficienti 40 battute al minuto (grave). I valori sono idee importanti per cui vale veramente la pena impegnarsi.  Ogni azienda deve avere valori di base di riferimento per tutti. Chi produce orologi avrà la precisione, chi produce aerei la sicurezza, chi produce alimenti la bontà o la genuinità, chi ripara autovetture sicurezza, affidabilità, puntualità, costo, tempi di consegna, etc. Quali sono i vostri valori di base? Le cose a cui tenete e credete di più? È molto importante decidere per quali valori distinguersi sul mercato, due, tre, massimo quattro, e poi cercare di definire le regole per diffonderli ai collaboratori. Proviamo con un esempio. Supponiamo che il valore di un’autofficina sia la sicurezza. Tra le possibili regole potrebbero comparire:

 

1. fare almeno due chilometri di collaudo prima di consegnare la macchina;

2. usare solo ricambi di qualità;

3. controllare sempre la pressione delle gomme.

 

Se il valore di riferimento è la cura del cliente, allora occorrerà pensare come una mamma per il figlio:

 

1. lavare sempre l’auto prima della consegna;

2. introdurre una leggera profumazione nell’abitacolo;

3. inserire un biglietto di auguri di buon viaggio.

 

Una volta definite le 8/10 regole di base, esse andranno scritte su carta e condivise con tutti i collaboratori. A quel punto i “musicisti” sapranno che quando “stoneranno” verranno corretti e, se recidivi, invitati a cambiare orchestra. Chi non condivide le regole di base farà un’enorme fatica a rispettare “accenti” o momenti di verifica: scadenze, tempi, numeri, date, risultati, obiettivi, etc. 

Un’ultimissima considerazione. Non si suona solo per condividere lo stesso ritmo. Non è questo il fine dell’orchestra. Il ritmo però è un mezzo per unire le forze in modo organico e generativo. Il ritmo fornisce energia all’organizzazione! Esattamente come un cuore sano che pompa regolarmente il sangue a tutte le parti del nostro corpo.

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