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24/04/2013
LA LOMBARDA E RINOVIS, VISIONE COMUNE E STRATEGIA DI CRESCITA

DAL MONDO DELLA RICOSTRUZIONE

Affrontare il mercato della ricostruzione unendo le forze: i protagonisti della fusione tra le due società illustrano le premesse, le criticità affrontate e i vantaggi ottenuti, per un caso di successo che potrebbe essere d’esempio

Mino De Rigo

“ORA CHE LA SITUAZIONE è consolidata e si sono raggiunti gli obiettivi prefissati, a due anni di distanza dalla decisione di unire le forze, è il momento di parlarne”. Una scelta compiuta dalle compagini societarie delle aziende di ricostruzione pneumatici La Lombarda e Rinovis, ben prima che la crisi si facesse virulenta e lo shakeout del comparto potesse spingere a riconsiderare i presupposti in base ai quali è dato restare sul mercato. Ecco allora, nel 2011, la prima incorpora l’intero reparto di produzione della seconda per dare vita a una realtà più grande, meglio attrezzata per affrontare il mutevole scenario di business.
Afferma Maurizio Gessati, contitolare de La Lombarda, che con Dario Gonella, contitolare della Rinovis, ha pilotato l’operazione che ha unito le due unità produttive: “Ci siamo studiati a lungo e, complice la comune appartenenza al direttivo dell’Airp, l’associazione italiana ricostruttori pneumatici, abbiamo avuto modo di confrontarci sulle percezioni e la visione del mercato, scoprendo, al riguardo, una sostanziale identità di vedute”. “Dopo anni di forte competizione reciproca – gli fa eco Gonella – la scintilla è scoccata quando ho proposto di concorrere insieme per aggiudicarci un appalto pubblico, dividendo poi il lavoro. Così è stato, e da qui è maturata l’idea: accentrare i due impianti di produzione all’interno di un sito più grande sfruttando ogni possibile sinergia e risparmio legati alla creazione di una sola azienda, senza peraltro rinunciare all’identità dei rispettivi marchi”.


Una storia lunga sessant’anni

La Lombarda, il cui consiglio d’amministrazione oggi è composto da Maurizio Gessati e dai cugini Dario e Mauro Gonella, nonché dal responsabile della produzione Alfredo Zanella, e nella cui compagine societaria è presente anche Gommauto Ambrosiana, uno dei più importanti rivenditori della Lombardia, ha incorporato le attività di ricostruzione di Rinovis. Quest’ultima resta sul mercato come azienda commerciale proprietaria di quattro punti vendita: a Massazza (Biella), accanto allo stabilimento di produzione di 5mila mq, Ivrea, Aosta e Novi Ligure (Alessandria). “Abbiamo mantenuto i macchinari più moderni di entrambi – riprende Gessati – e completato l’impianto con acquisti congiunti. Peraltro, entrambi concessionari del marchio Recamic di Michelin, siamo stati favoriti dal fatto che, pur caratterizzate da stili diversi, le nostre produzioni erano sostanzialmente simili”.
Aziende con una storia lunga sessant’anni, sia Rinovis che La Lombarda agli inizi dell’attività producevano solo pneumatici ricostruiti per vetture; poi, a cominciare dal 1970, l’aggiunta dei ricostruiti per autocarri, mezzi agricoli e movimento terra, e poi, a cavallo del nuovo secolo, l’abbandono dei primi. In un mercato che nell’ultimo lustro ha accelerato l’andatura, con gran parte delle case del nuovo intente a rinnovare l’intero catalogo delle gomme truck, ecco che per i ricostruttori si è fatto più impegnativo tenere il passo, guardando in particolare agli investimenti necessari sia per aggiornare la produzione, sia per rispondere alle richieste di una clientela sempre più esigente.


Insieme, più qualità e produzione

“Servono continui aggiornamenti e adeguamenti degli impianti, dei materiali e delle tecnologie impiegate – conferma Gessati – che diventano via via più onerosi per le piccole realtà del settore. Unire le forze ha significato anche superare queste difficoltà, nell’ottica di garantirci un livello tecnologico e qualitativo superiore a quanto avremmo potuto permetterci singolarmente, accanto a una maggiore capacità produttiva. In Italia spesso si critica il nanismo delle imprese esortandole ad aggregarsi, ma, nella pratica, l’individualismo prevale”.
In effetti il percorso per giungere alla fusione societaria non è stato privo di ostacoli. Dice Gonella: “Innanzitutto abbiamo dovuto, io e Mauro, convincere dell’opportunità dell’operazione i nostri genitori, i fratelli Aldo e Oreste Gonella fondatori della Rinovis, imprenditori di una generazione passata che la vivevano come una rinuncia, d’un tratto, a una buona fetta di quanto costruito negli anni, e poi superare le numerose complicazioni burocratiche. Più semplice, paradossalmente, è stato creare i presupposti organizzativi per la nuova realtà, compreso il condurre le attività interagendo con un socio che prima non c’era e al quale dover rendere conto”. Peraltro, trasferire e le accorpare le aziende, gli impianti e le dotazioni di fabbrica è costato oltre 300mila euro. “Più di ogni altra cosa – spiega Gessati – si è rivelato complicato mettere assieme nella pratica le due realtà produttive: come iniziare da zero, ma con lo svantaggio di non poterlo fare davvero ex-novo, visto che lo stabilimento già esisteva, mentre un sito nuovo non avrebbe posto i tanti vincoli burocratici che abbiamo dovuto superare con gli adeguamenti”.


Obiettivi di produzione

La rinnovata realtà di Massazza occupa 23 dipendenti e può vantare una capacità produttiva teorica annua pari a 26mila pneumatici ricostruiti.
“Oggi possiamo decretare il successo dell’operazione di fusione. Purtroppo lo scorso anno abbiamo avuto comunque un calo, ma inferiore alla flessione complessiva del comparto, come effetto della difficile congiuntura. Nulla a che vedere, comunque, con lo scivolone accusato dal prodotto nuovo autocarro, segmento che a livello nazionale ha perso oltre il 20%”. Aggiunge Gessati: “Consideriamo come un risultato soddisfacente riuscire a riconfermare i numeri dell’anno scorso, anche perché il settore per noi più importante è costituito dall’edilizia, che ora appare in seria crisi. Ma le carte da giocare non mancano”. La produzione indirizzata alle applicazioni di cava cantiere rappresenta rispettivamente circa la metà della produzione totale etichettata con i due marchi. Il resto è suddiviso tra linea, regionale, trasporto urbano e specializzazione nelle riparazioni di pneumatici agricoli e movimento terra. Attualmente il bacino di clienti è esteso all’intero Nordovest e a parte dell’Emilia Romagna e l’obiettivo a medio termine e di crescere ulteriormente.


A freddo e a caldo, la ricostruzione viaggia sul binario

Tre autoclavi per la ricostruzione a freddo, di cui una dedicata ai pneumatici di dimensioni maggiori usati da mezzi agricoli e movimento terra, e dieci presse per la ricostruzione a caldo. È la batteria produttiva dello stabilimento di Massazza (Biella) che per oltre il 90% opera in conto lavorazione, mentre il resto è rappresentato dalle coperture in vendita a magazzino. Dei pneumatici ricostruiti lo scorso anno poco più del 60% è stato prodotto a freddo. Afferma Maurizio Gessati: “Tendiamo a eseguire a freddo, sulla carcassa usata solo da nuova, la prima ricostruzione, riservando il trattamento a caldo per l’eventuale ricopertura successiva”. Aggiunge Gonella: “Per coprire le richieste relative al trattamento a caldo contiamo su una dozzina di stampi, con le misure più comuni in ambito truck, mentre le fasce battistrada applicate a freddo, per cui usiamo materiale Recamic, consentono di spaziare su tutta la gamma”.
Peculiarità dell’azienda, l’impianto di movimentazione a binario aereo, grazie al quale i pneumatici viaggiano da una postazione di lavoro all’altra senza mai toccare terra. Il progetto ha previsto un controllo completo della produzione. Il percorso inizia sempre con la shearografia della carcassa, e controlli di qualità vengono eseguiti fino allo stadio conclusivo. Il tracciamento dei pneumatici assicura la certezza matematica che proprio quella carcassa affidata dal cliente, e non un’altra, gli venga restituita. È fondamentale anche perché una data gomma, che è impiegata in un certo modo, offre maggiori garanzie rispetto a un’altra analoga ma con una storia diversa. Un codice a barre consente di monitorare lo stato in cui si trova e poi, nel caso si manifestino eventuali difetti, di tracciarne l’intera storia a ritroso (l’origine, le riparazioni pregresse, quando e chi l’ha presa in carico, i singoli interventi effettuati).
“Da vari concorrenti a conoscenza dell’operazione – concludono Gonella e Gessati – è giunto il riconoscimento della bontà dell’idea e della nostra capacità di portarla a buon esito. Oggi la crisi rappresenta un forte fattore di accelerazione ed è facile prevedere che la selezione di mercato proseguirà, lasciando attive sul mercato non più di una quarantina tra le attuali realtà produttive”.

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