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Articoli - Archivio

17/12/2013
LA CRISI ACCENDE FUOCHI DI PROTESTA

AUTOTRASPORTO


Forte confronto col governo sul delicato nodo del taglio dei rimborsi delle accise sul gasolio,  sotto i riflettori anche sicurezza e controlli


Paolo Castiglia

ACQUE AGITATISSIME all’interno del mondo dell’autotrasporto, con uno scenario che sullo sfondo vede il rischio di proclamazione del fermo nazionale dei servizi di trasporto merci. Spesso poi il fermo si evita, viene in qualche modo scongiurato, ma, in attesa di sapere cosa succederà, proviamo a descrivere il disagio degli autotrasportatori italiani. Di fatto gli incontri di novembre tra le associazioni di rappresentanza delle imprese  e il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Rocco Girlanda, non hanno portato – secondo i rappresentanti degli autotrasportatori - elementi concreti che potessero tranquillizzare i protagonisti di un settore in grave difficoltà. Lo ha spiegato Unatras, l’unione delle associazioni dell’autotrasporto merci, spiegando anche che “per quanto riguarda l’abrogazione della norma che introduce il taglio dei rimborsi delle accise per l’autotrasporto di merci e persone il governo non ha portato nessun elemento di certezza se non quella che confida nell’impegno del  ministro per ripristinare questa agevolazione nel pieno delle sue originarie previsioni”. L’Unatras, pur confidando nell’impegno del ministro, “non può che riscontrare l’assoluta assenza di atti concreti e tangibili rispetto agli impegni presi e pertanto annuncia la convocazione  del proprio esecutivo con all’ordine del giorno la valutazione degli incontri avuti con il Ministero e l’eventuale proclamazione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto”.


Gli autotrasportatori hanno espresso inoltre insoddisfazione per il rigetto degli  emendamenti presentati, per assegnare all’Albo ruoli e funzioni “che possano  arginare la competizione sleale e garantire la rappresentatività della categoria”. Le fibrillazioni del mondo politico, secondo uno dei leader storici del settore, il presidente di Fai-Conftrasporto Paolo Uggè – “costituiscono un diaframma che impedisce l’adeguata attenzione sui temi posti ma ciò, se risulta comprensibile per chi svolge attività politiche, non è accettabile da chi rappresenta il mondo delle imprese: le diatribe presenti nei due partiti maggiori che si stanno dilaniando in dibattiti interni per questioni di solo potere sono portatrici delle contraddizioni che si registrano nel governo e che generano dichiarazioni ripetute e iniziative spesso in contrasto tra di loro”. In effetti lo stato attuale è molto complesso, le imprese di autotrasporto falliscono o sono sul punto di chiudere e “le misure necessarie – insiste Uggè -  segnalate dai vari settori non vengono né approfondite né tanto meno prese in considerazione e i risultati parlano da soli: in Europa quasi tutte le altre economie hanno invertito la tendenza mentre l’Italia continua a non dare segnali di cambiamento, a registrare riduzione del Pil e dei consumi. A questo si aggiungono le notizie spesso contrastanti che lasciano intuire nuovi interventi che colpiscono i cittadini”. Ma cosa chiede il settore in materia di autotrasporto? Per prima cosa chiede con urgenza interventi per ricondurre la gestione dell’Albo degli autotrasportatori dagli ambiti provinciali al livello centralizzato nazionale, così da contrastare il fenomeno delle imprese fittizie, assegnando al Comitato dell’albo, oggi struttura dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, maggiori compiti di coordinamento sui controlli da realizzare per assicurare il rispetto delle regole, anche al fine di dare esecuzione alle indicazioni comunitarie sulla necessità di redigere liste delle imprese virtuose e di quelle meno virtuose, rispettivamente le cosiddette white list e black list.

Anche qui interviene Uggè: “A questo proposito dobbiamo dire che se l’Albo non viene messo nella condizione di operare da subito, attraverso gli atti opportuni, anche la direttiva del ministro rischia di non produrre effetti concreti, soprattutto se disposizioni simili non verranno emanate da Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, e Ministero dell’Interno. Non saranno sufficienti quindi disegni di legge, anche se collegati alla legge di stabilità, o delle dichiarazioni ulteriori per evitare azioni di protesta. Se non saranno date le certezze, la strada verso la proclamazione del fermo è segnata”.Altro aspetto fondamentale è rivedere gli schemi dei contratti vigenti, introducendo la responsabilità solidale tra committente e vettore e disciplinando la possibilità di cessione dei contratti in subvenzione, anche al fine di eliminare i fenomeni di lavoro nero e di sfruttamento della manodopera, anche nel settore del recapito postale. L’Unatras ritiene infine indispensabile mantenere lo stanziamento di 330 milioni previsto per il 2014 dal disegno di legge di stabilità e evitare in modo assoluto di prevedere un aggravio dei costi attraverso interventi di riduzione del recupero sull’accisa per il gasolio da autotrazione.

 


Il valore dell’associazionismonell’autotrasporto


Le associazioni dell’autotrasporto devono lavorare in modo unitario per risolvere i problemi del settore, puntando sulla qualità e sulla professionalità delle imprese iscritte. È questa la sintesi di quanto emerso durante il convegno “Il valore dell’associazionismo nell’autotrasporto”, che si è svolto il 12 ottobre scorso all’interno di truckEmotion, l’evento dedicato ai veicoli industriali ospitato all’Autodromo di Monza. L’appuntamento è stato l’occasione per approfondire in che modo sono cambiate le associazioni del settore e come si relazionano nei confronti dei loro iscritti, ma anche per assegnare il Premio Speciale truckEmotion a Ion Purice, l’autista rumeno che ha salvato la vita a una bambina vittima di un incidente stradale sull’autostrada A4, e alla sua impresa, la Bierreti, premiata dal Comitato Centrale dell’Albo e dalla rivista Tir.




Sistri, ecco come funziona il trasporto rifiuti pericolosi 


Rendere più “semplice e razionale” l’utilizzo del sistema di tracciamento telematico dei rifiuti. È lo scopo che ha spinto il Ministero dell’Ambiente a pubblicare una circolare con provvedimenti relativi alla delicata questione. Dopo un primo punto che riporta il quadro generale sull’applicazione del Sistri, come emerge dalla legge di conversione 125 del 30 ottobre 2013 del decreto legge 101 del 31 agosto 2013, la circolare entra nel merito al secondo punto, che specifica chi sono i soggetti obbligati ad applicare il Sistri dallo scorso primo ottobre. Tra questi, precisa il Ministero, ci sono “enti o imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale. Anche in tal caso la norma si riferisce ai soli rifiuti speciali pericolosi”.

 

Per quel che riguarda gli autotrasportatori esteri, la circolare specifica che il Sistri è obbligatorio per quelli che “effettuano trasporti di rifiuti all’interno del territorio nazionale o trasporti transfrontalieri in partenza dal territorio”, secondo quanto stabilito dal secondo comma dell’articolo 11 del decreto 101/2013. I vettori esteri che portano rifiuti da un Paese estero verso l’Italia o che attraversano il territorio nazionale senza effettuare operazioni di carico o scarico non sono soggetti al Sistri, ma solo alle disposizioni di tracciabilità previste dal Regolamento comunitario 1013/2006.La circolare precisa anche che l’introduzione del Sistri al 1° ottobre 2013 (che vale sempre e comunque solo per i rifiuti pericolosi) riguarda solamente gli autotrasportatori professionali, ossia quelli che “trasportano rifiuti speciali pericolosi prodotti da terzi”. Per ora, resta escluso il trasporto in conto proprio “che è soggetto ad altra decorrenza”. Anche il quarto punto della circolare interessa i trasportatori. Esso parla del coordinamento tra obblighi dei soggetti iscritti al Sistri e quelli non iscritti, almeno fino al 3 marzo 2014, quando il sistema diventerà obbligatorio anche per i rifiuti non pericolosi e per quelli speciali pericolosi. 

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