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Articoli - Archivio

08/07/2019
L'ultimo passo è la guida autonoma

Adas

 

I sistemi di assistenza al volante migliorano la sicurezza stradale

Paolo Ferrini

Due parole per introdurre il nuovo modello e poi una buona mezz’ora per parlare degli ADAS (Advanced Driver-Assistance Systems) ovvero dei sempre più numerosi dispositivi di sicurezza avanzata presenti su di esso. Ormai la maggior parte delle presentazioni stampa delle nuove automobili cui partecipiamo regolarmente sono articolate così: nuove tecnologie in primo piano con sistemi che alla maggior parte delle persone risultano abbastanza misteriosi e dal funzionamento abbastanza complicato. Cerchiamo quindi di fare, nel limite del possibile, un poco di chiarezza e scoprire chi sono questi “nuovi ospiti” saliti a bordo delle nostre automobili, facendone lievitare il prezzo d’acquisto.

Diciamo subito che gli ADAS sono sistemi studiati per aiutare il guidatore a svolgere al meglio il suo compito, cosa che è buona e giusta visto che è riconosciuto che il 95% degli incidenti sarebbe dovuto a errori umani e solo il restante 5% a problemi meccanici. Progettati per essere altrettante interfacce uomo-macchina, gli ADAS dovrebbero migliorare la sicurezza del veicolo e, in seconda battuta, anche quella stradale in quanto sono sviluppati per automatizzare, adattare e migliorare il funzionamento dei dispositivi di sicurezza presenti sul veicolo (l’ABS e i freni, ad esempio) al fine di aumentarne la sicurezza stessa e il comportamento su strada.

I dispositivi di sicurezza sono progettati per evitare eventuali incidenti e semplici collisioni utilizzando tecnologie che richiamano l’attenzione del guidatore su potenziali problemi o che assumono direttamente il controllo del veicolo facendo intervenire in modo appropriato i sistemi presenti a bordo. I sistemi adattativi possono automatizzare l’accensione dei fari, disattivare il controllo della velocità di crociera, aiutarci nelle manovre di parcheggio, collegare smartphone, mantenere il veicolo all’interno della corsia di marcia, vedere cosa c’è nell’angolo cieco dello specchietto retrovisore e molto altro ancora.

 

A richiesta, di serie, obbligatori

Oggi gli ADAS sono disponibili al cliente finale in molti modi diversi: inclusi nella dotazione di serie oppure acquistabili come equipaggiamento a richiesta, all’interno di pacchetti di accessori oppure in un momento successivo sul mercato del post-vendita. Le cose però sono destinate a cambiare progressivamente. Nel novembre 2017 il Parlamento europeo ha approvato la proposta di rendere i sistemi ADAS obbligatori per tutte le nuove auto. A partire da maggio 2022 diventeranno obbligatori sulle vetture di nuova omologazione in Europa circa una trentina di sistemi come frenata automatica, rilevamento dei pedoni, sistema per il mantenimento della corsia di marcia, un dispositivo che avverte il conducente in caso di percorrenza contromano e quello per il rilevamento del tasso alcolemico, così come avviene già adesso per altri dispositivi di sicurezza come l’ABS e L’ESP. In attesa che il futuro, non troppo prossimo, ci regali le auto a guida autonoma, i sistemi di assistenza alla guida attualmente sviluppati dai costruttori e presenti sempre in maggior numero anche su vetture non esclusivamente nel segmento premium consentono agli automobilisti di viaggiare a bordo in condizioni di sicurezza notevolmente superiori rispetto a quanto avveniva solo pochi anni fa.

 

Ruote e pneumatici sempre protagonisti

Ovviamente ruote e pneumatici sono sempre più coinvolti nel funzionamento degli ADAS: perché alla resa dei conti sta a loro trasmettere sull’asfalto gli effetti positivi da sensori e sistemi di bordo (pensiamo, ad esempio, all’avviso di collisione), ma anche perché essi stessi sono oggetto di monitoraggio. Questo è il caso del controllo istantaneo della pressione TPMS (Tire Pressure Monitoring System) che utilizza sensori posti nelle valvole di ogni pneumatico per individuare differenze di appena 0,1 bar rispetto alla corretta pressione di gonfiaggio. Se la perdita di pressione arriva a 0,3 bar, attiva una spia luminosa per ogni pneumatico su uno schermo grafico oppure su un display a colori. Confrontando il segnale nel tempo, si comprende se si tratta di foratura (continuo calo di pressione) o di sottogonfiaggio. Il sistema è praticamente indispensabile sulle vetture equipaggiate con pneumatici run-flat.

Il futuro però dovrebbe essere dei cosiddetti “pneumatici intelligenti” ovvero dotati di sensori in grado di misurare, identificare e reagire ai cambiamenti che intervengono nell'ambiente in più modi rispetto a quanto possa fare l'automobilista. Questi dispositivi infatti potrebbero misurare la profondità del battistrada e il grado di logoramento e avvisare il conducente quando sono necessari nuovi pneumatici o chiedergli di ruotarli tra anteriori e posteriori così da uniformarne l'usura e ottimizzare la loro longevità.

 

Chi controlla i controllori?

Ricalibrare un sistema ADAS potrebbe sembrare superfluo, vista la buona reputazione di affidabilità di cui godono in genere i sistemi elettronici. In realtà esiste tutta una serie di condizioni in cui la precisione può risultare compromessa. Inoltre, la profonda interazione dei sensori del sistema di assistenza rende necessario inizializzare tutti i sensori anche nel caso in cui si operasse su uno solo di essi. Questo perché, affinché la centralina possa leggere valori plausibili, è necessaria una coerenza totale tra i valori. Di regola, la calibrazione in officina diventa indispensabile dopo lo smontaggio o la sostituzione del sensore radar, dopo la riparazione del veicolo a seguito di un incidente, dopo la modifica del livello del veicolo sull’asse anteriore o posteriore, a seguito di un presunto impatto esterno sul sensore e se la centralina segnala un superamento delle tolleranze del campo di misura o se il castello è stato messo in posizione di manutenzione. In ogni caso, non importa se il sistema è basato su una telecamera o su un radar: in entrambi i casi bisogna disporre di uno strumento di diagnosi appropriato.

 

 

 

CYBERPNEUMATICO SECONDO PIRELLI

Cyber Car è una tecnologia Pirelli sviluppata per il primo equipaggiamento in collaborazione con le maggiori case automobilistiche, che permette al pneumatico di interagire con l’elettronica di bordo - e in particolare con i sistemi di assistenza alla guida - rilasciando informazioni su alcuni importanti parametri operativi per una marcia più sicura e prestazionale. Partendo dal presupposto che il pneumatico è l’unico punto di contatto con l’asfalto e che in quanto tale è in grado di raccogliere moltissime informazioni, importanti per una guida più sicura, prestazionale ed efficiente, nel 2002 l’azienda italiana ha iniziato a sviluppare la piattaforma CyberTechnologies.

Dal punto di vista tecnico, tutti i sistemi Cyber di Pirelli si basano su un sensore posto all’interno della gomma e collegabile al cloud Pirelli. Il sensore, dal peso di pochi grammi, misura lo stato operativo di ogni pneumatico e trasmette le rilevazioni a una centralina elettronica. Le informazioni raccolte sono comunicate a un’app o all’intelligenza di bordo oltre che a un’app. Cyber Car ha portato la digitalizzazione dell’auto in una nuova era in quanto è una forma inedita di intelligenza applicata all’automobile che integra i sistemi di assistenza già esistenti, offrendo maggiori prestazioni, risparmio e attenzione all’ambiente, utilizzando la quantità di dati che il sensore all’interno di ogni pneumatico sa raccogliere e comunicare.

I dati identificativi del pneumatico, la pressione, la temperatura interna e la profondità del battistrada sono fra i parametri che Cyber Car può fornire alla vettura che ha la possibilità di intervenire e di adeguare sistemi come ABS e controllo di stabilità. Leggendo, ad esempio, la “carta d’identità” del pneumatico (il tyre ID) il veicolo può cambiare il proprio assetto in modo da rendere la guida più sicura e confortevole. Fra i valori rilevati, anche il carico verticale, che è un parametro determinante per le auto elettriche. L’autonomia residua del pacco batterie viene attualmente calcolata utilizzando valori standard mentre, grazie al Cyber Car di Pirelli, l’elettronica di bordo restituisce informazioni più precise: conoscendo il peso della configurazione della vettura, il sistema di gestione dell’auto elettrica è in grado di calcolare in modo ancora più preciso quanti chilometri si possono percorrere prima di dover ricaricare.

Il sistema Cyber Car può poi mettere a disposizione dell’automobilista una serie di informazioni, tramite l’interfaccia del costruttore del veicolo, sui parametri operativi della gomma, quali carico verticale, temperatura e pressione, consentendo una tempestiva manutenzione in caso di pressione inadeguata. La manutenzione delle gomme viene facilitata anche con specifiche informazioni sul consumo del battistrada o sulla necessità di rotazione stagionale. Cyber Car può abilitare anche l’accesso a una serie di servizi personalizzati e ulteriormente personalizzabili secondo le esigenze di ciascuno, quali il car valet, l’assistenza su strada e in officina. Sul prossimo numero verranno trattate le altre novità sugli Adas presentate ad Autopromotec.

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