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Articoli - Archivio

07/05/2019
L'industria dei pneumatici è un settore in espansione

Trend di mercato

 

Cosa avverrà all’industria mondiale delle coperture? Le stime sono diverse ma uno spostamento del focus verso est sembra molto probabile

Nicodemo Angì

La posizione del baricentro di un sistema dipende da come sono distribuite le sue masse e la cosa non cambia molto parlando dei sistemi economici e industriali: se le “masse” sono raggruppate da una parte il baricentro sarà piuttosto vicino a questa concentrazione.

Un fenomeno simile si sta verificando nel settore automotive, una delle più importanti industrie mondiali: le prospettive della motorizzazione evidenziano un progressivo aumento del “peso” dei paesi in via di sviluppo e quindi l’industria, anche quella occidentale, si sta orientando verso la nuova posizione del baricentro.

Vediamo prima di tutto le tendenze globali riguardo il mercato dei pneumatici.

 

Mercato favorevole

Una ricerca di Imarc group, intitolata "Mercato dei pneumatici: tendenze globali del settore, quota, crescita, opportunità e previsione 2018-2023", evidenzia che vendite crescenti sia nel settore dei veicoli privati sia in quello dei veicoli commerciali e dei camion, in particolare nei paesi in via di sviluppo, stanno aumentando la domanda di pneumatici.

In effetti l’aumento della popolazione, l'urbanizzazione spinta, i cambiamenti dello stile di vita e un certo aumento dei redditi disponibili hanno aumentato su larga scala il potere di acquisto dei consumatori. Questo ha incrementato la domanda di automobili e anche degli altri veicoli, con la conseguente crescita del mercato globale dei pneumatici.

Oltre a questi fattori, a spingere il mercato sono l’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo da parte dei produttori e le tecnologie avanzate, come i pneumatici a risparmio energetico e quelli run-flat. Un ruolo importante lo hanno inoltre i pneumatici ricostruiti che sono più convenienti in termini di costo e stanno quindi contribuendo alle vendite in tutto il mondo. Si prevede inoltre che anche l’emergente tendenza a diversificare le dimensioni dei pneumatici a seconda del modello di veicolo sarà di stimolo per la crescita del mercato nei prossimi anni.

 

Fattori positivi e qualche nube

Ricordiamo che il mercato mondiale delle coperture ha raggiunto un volume di circa 3,4 miliardi di unità nel 2017, crescendo a un tasso annuo composito di circa il 4,4% nel periodo 2010 – 2017. Nel 2018 la previsione è di circa 3,66 miliardi di pezzi mentre i 4 miliardi di pezzi saranno superati entro il 2023.

Questo mercato può essere suddiviso in due settori: il primo impianto e la sostituzione. La domanda generata dal settore Oem è legata direttamente alla vendita dei veicoli nuovi ed è quindi ad alta ciclicità. Il settore della sostituzione dipende dai modi di utilizzo ed è meno ciclico rispetto al primo equipaggiamento perché la consistenza del parco circolante è molto più stabile rispetto alla vendita del nuovo.

Essa permette inoltre ai costruttori margini più alti dato che non c’è il rapporto diretto con le Case automobilistiche che hanno un forte potere contrattuale.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, la Cina è attualmente il più grande mercato al mondo per i pneumatici. L'industria automobilistica cinese, in particolare, è cresciuta a un ritmo altissimo e ha catalizzato lo sviluppo della produzione locale dei pneumatici, in termini sia di produzione sia di consumo. Le altre aree più importanti per questa industria sono Europa, Stati Uniti, India e Giappone.

Continental rileva come l’ultimo trimestre del 2018 abbia segnato un declino globale del 4% nella produzione delle automobili e dei veicoli commerciali leggeri. Il costruttore prevede che questo decremento possa continuare anche nel primo semestre del 2019 a causa della debolezza del mercato cinese, delle guerre commerciali a suon di dazi e dell’entrata in vigore delle nuove omologazioni ambientali Wltp.

 

Crescita a Oriente

Le previsioni rimangono comunque positive perché altri veicoli non arretrano e perché entra in ballo la minore ciclicità del mercato della sostituzione. Un altro colosso del settore è poi l’India, che ha una grande industria produttiva ed è anche un importante mercato a livello globale. L’industria dei pneumatici implica investimenti “pesanti” e questo si riflette sul contributo al Pil manifatturiero del paese. Se il settore automotive valeva (nell’anno fiscale 2016) il 7,1% del Pil e quasi il 49% del Pil manifatturiero indiano, la produzione dei pneumatici vale il 3% del Pil totale. L’industria indiana ha luci e ombre, come un uso di coperture radiali ancora limitato nel settore dei commerciali leggeri e dei mezzi pesanti. Questo mix dev’essere modernizzato anche in funzione della riduzione dei consumi e quindi delle emissioni. In questo senso si ha ben presente la necessità di espandere l’uso della silice, che sappiamo bene essere un filler che migliora molte delle prestazioni dei pneumatici. L’industria indiana punta anche a ridurre (almeno nel settore delle gomme per veicoli privati) l’uso del nerofumo, non molto amichevole dal punto di vista ambientale.

Le manifatture indiane stanno perfezionando i processi produttivi, al punto che l’associazione dei dealer riferisce che le gomme di un’auto media attualmente pesano 2-3 kg in meno rispetto a prodotti analoghi del 2013. Questo affinamento sta riguardando anche le coperture per i motocicli e i veicoli a 3 ruote, diffusissimi nel Paese. La suddivisione del mercato nei consueti segmenti del primo impianto e della sostituzione vede in posizione predominante il secondo segmento con circa il 56% del volume totale, lasciando quindi al settore Oem il restante 44%. Considerando i volumi si può vedere che i veicoli a 2 e 3 ruote hanno il 54%, le automobili il 23% e i camion e gli autobus sono al 13%. Il segmento commerciale ammonta a circa il 21% in termini di volume ma considerando i ricavi esso balza al 73%, trattandosi di pneumatici ben più costosi.

Vediamo ora il vivace settore dell’export, le cui stime indicano una crescita dell'8-10% nei prossimi tre anni. Questi presumibili risultati positivi derivano da una domanda che viene prevista stabile e da una maggiore accettazione dei pneumatici indiani nei mercati esteri, grazie ai prezzi competitivi e a una qualità migliore. Per l'anno fiscale 2019, la crescita in termini di unità e tonnellate è pari all'8-8,5% e al 6,5-7%, rispettivamente. Gli ultimi dati della Automotive tyre manufacturers association (Atma) stimano che l'India contribuisca al commercio globale dei pneumatici per 1,5 miliardi di dollari (pari al 1,72%) su un mercato da 80 miliardi di dollari. Atma prevede comunque che l'export possa arrivare fino a circa il 5% sul totale globale. Una certa preoccupazione deriva però dall’aggressivo export cinese, che pratica anche il dumping perché una certa debolezza interna ha creato grandi giacenze. Le mete principali dell’export indiano sono Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna, Turchia, Paesi Bassi, Emirati Arabi Uniti, Brasile e Australia.

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