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Articoli - Archivio

20/04/2011
L'asse sterzante allunga la vita al pneumatico

Mondo Truck

 

Uno studio della Bpw evidenzia i vantaggi di questo accessorio per i semirimorchi
che in Italia continua ad avere una grande diffusione, nonostante la crisi.

di Massimo Lanari

Assale sterzante al tramonto? Ritorno del freno a tamburo sui semirimorchi? Niente di più falso. È l'opinione di Massimo Sironi, direttore generale di Bpw Italia. A sollevare dubbi sulla diffusione dell'autosterzante era stata l'esigenza da parte delle flotte di fornire ai propri autisti mezzi più semplici ed economici possibili, in grado inoltre di massimizzare la portata utile. In tempi di crisi economica niente assale sterzante, quindi. Questi stessi motivi sembravano spianare la strada anche a un ritorno del freno a tamburo e a una generale semplificazione tecnica - in nome della riduzione dei costi - dei semirimorchi in circolazione sulle strade italiane. Alcuni indizi: l'olandese D-Tec propone anche per l'Italia un portacontainer con tre assi fissi e freno a tamburo, il Drum; e anche i tedeschi della Krone tendono a proporre centinati basati sugli standard europei, con tre assali fissi. Una tendenza alla semplificazione che molti allestitori italiani applicano ad altri aspetti: la Merker, ad esempio, per il suo portacontainer estensibile Box Zoom propone un dispositivo di allungamento posteriore meccanico anziché pneumatico, con la possibilità di applicare i freni a tamburo. Mentre per gli "isolati", Emilcamion propone addirittura un meccanismo di apertura della sponda posteriore (denominato Leonardo) meccanico e non più idraulico.
Ma torniamo agli assali autosterzanti. "La loro diffusione in Italia - afferma Sironi della Bpw - appare stabile. La scelta delle grandi flotte, soprattutto quelle che si dedicano ai trasporti internazionali, per i tre assi fissi è in realtà una storia vecchia, che la crisi economica non ha cambiato granché. Anzi: sembra addirittura che i tedeschi seguano gli italiani, visto che in Germania si assiste a un incremento della domanda di assali sterzanti". Per avere un'idea dei numeri di questa caratteristica così diffusa in Italia basta pensare che "da noi il terzo assale sterzante è presente sul 30% dei semirimorchi, in Germania nel 4% dei casi". I suoi vantaggi? "Primo, l'autoarticolato guadagna in agilità e manovrabilità, così importante sulle tortuose strade italiane. Secondo, il consumo di pneumatici si riduce notevolmente, grazie a uno strisciamento più basso soprattutto nelle manovre". Per avere un'idea della riduzione del consumo dei pneumatici con l'assale sterzante, basta consultare la ricerca formulata dalla stessa Bpw illustrata dai grafici presenti in queste pagine: con l'autosterzante il cambio gomme avverrebbe dopo 240mila km per tutti e tre gli assi, mentre senza si arriverebbe a un intervento dopo 90mila km sul primo asse, dopo 160mila sul secondo e dopo 60mila sul terzo. Il che si traduce in un risparmio di 40 gomme. Certo, ci sono anche gli inconvenienti: uno sterzante costa il 20% in più rispetto a un fisso, e la tara del semirimorchio può salire di 150-180 kg. La produzione odierna da parte della Bpw "nel 2010 si è attestata sui 200mila pezzi, di cui il 4% erano autosterzanti. La percentuale di questi ultimi è rimasta costante nonostante la contrazione produttiva, che prima della crisi si aggirava sui 480mila pezzi all'anno".
Stesso discorso vale anche per i freni a tamburo: "Il 90% dei semirimorchi monta freni a disco. Il tamburo è scelto solo per i cerchi da 17,5" e da alcuni allestitori, ma si tratta comunque di una scelta residuale", afferma Sironi. Anche se, un anno e mezzo fa, qualche segnale in questo senso c'è stato: "All'inizio del 2009 nel Nord Europa il 25% dei semirimorchi delle flotte aveva optato per il freno a tamburo, ma la tendenza è subito rientrata in nome della sicurezza e della qualità del mezzo".
Questa la fotografia della situazione attuale, quindi. Ma cosa cambierà in futuro? La Bpw per i suoi assali si sta muovendo soprattutto nello sviluppo dei dischi freno, con il lancio del nuovo Eco Disc. Più leggero di ben 13 kg (che su un semirimorchio, moltiplicati per 6 fanno ben 78 kg in meno), consente al meccanico di non dover più smontare la pinza durante il cambio del disco. "Per il 2012 lanceremo altre novità, che riguarderanno soprattutto le pinze", annuncia Sironi.

 

 • BPW in sintesi


La Bpw Bergische Achsen è un importante costruttore europeo di assali e sospensioni per rimorchi e semirimorchi. La sua presenza in Italia risale al 1996, quando acquisì la storica azienda di assali Officine meccaniche Carlo Battaglino di Verona. Oggi la sede italiana di Bpw ha unicamente compiti commerciali, amministrativi e di assistenza ai clienti, dopo che la produzione è stata trasferita in Ungheria all'inizio del 2010.

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