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Articoli - Archivio

05/09/2011
L'anello di congiunzione

König e Thule

È quello della catena, che si frappone tra il pneumatico e il manto stradale, ghiacciato o innevato che sia. Dalle semplici maglie a quelle sagomate di minore ingombro, fino alle più attuali piastre composite di immediato montaggio, König e Thule rappresentano storia e futuro della trazione invernale 

Duilio Damiani

Le nuove tecnologie di comunicazione ricoprono un aspetto importante della promozione e dell'assistenza al cliente: oltre al sito web, sul quale tra l'altro è possibile individuare il corretto modello di catena corrispondente alla propria auto, autocarro o trattore, è stata predisposta un'applicazione per smartphone, in cui si riproduce un video con i consigli d'utilizzo e le pratiche istruzioni di montaggio.

 

Quando si parla di catene è facile parlare del marchio König, presente in tutto il mondo, merito anche dell'acquisizione nel 2004 da parte della svedese Thule - i cui prodotti sono distribuiti a livello globale. Ma König ha una storia ben più antica: fondata nel 1966 da una costola delle storiche Trafilerie Boghi di Lecco, dalle quali nel 1952 sono uscite le prime catene da neve, ha saputo reinventare quella che un tempo era una semplice serie di anelli saldati e adattati alla circonferenza del pneumatico, principalmente da camion, proponendo a tutti gli automobilisti una soluzione pratica e meno macchinosa di quanto si fosse fino ad allora immaginato. La prima pubblicità al femminile, dove una graziosa signorina sorpresa sulla strada dal maltempo, in tutta souplesse installa in autonomia le catene sulla sua auto, è del 1986, e con le Polar Flex a montaggio facilitato l'azienda di Molteno dimostra che inventiva e capacità possono rivoluzionare un dispositivo ritenuto quasi esclusivamente dedicato agli "addetti ai lavori". Oggi è più semplice.
No Problem, Comfort, Magic, Summit, sono i nomi che hanno seguito le tappe dell'evoluzione della catena, giunta fino ai giorni nostri adeguando comportamento e caratteristiche di pari passo alle richieste dell'industria automobilistica, attenta alla mobilità dei propri veicoli e pronta alla collaborazione per lo studio di soluzioni integrate. Da questa sinergia derivano prodotti che si adeguano alle più attuali esigenze, considerando ingombri sempre più contenuti, la cui massima espressione è rappresentata oggi dalla K7, sottile catena con i suoi 7 mm di spessore, in grado di rendere catenabili anche le sportive granturismo. Soluzioni specifiche che coniugano un elemento esterno, quale la catena appunto, al delicato complesso di ruota e sospensione, sempre più sofisticato e di basilare importanza per l'efficienza di ogni veicolo. Un accoppiamento pericoloso nel caso del montaggio di prodotti non idonei, che porterebbero non solo a danneggiare gli elementi meccanici e la carrozzeria, ma anche a provocare la rottura di freni e ammortizzatori, con le inevitabili conseguenze che si possono facilmente immaginare.
Attenta ai prodotti consumer almeno quanto a quelli professional, che si spartiscono quasi simmetricamente la produzione dell'azienda lombarda, l'acquisizione del brand italiano da parte del gruppo svedese ha apportato nuovi stimoli e obbiettivi, culminati in questo 2011 con la precisa identificazione delle due gamme d'impiego, contraddistinte con il marchio Thule quelle per l'utilizzo automobilistico, conosciuto globalmente anche per gli altri prodotti dedicati al trasporto, mantenendo invece per l'impiego professionale lo storico logo König. Una soluzione che ha voluto sottolineare la valenza internazionale dei due marchi, operando semplicemente una distinzione nel packaging, aggiornato con colori specifici, senza mutare la qualità delle catene in esse contenute.
Questa operazione, come ci viene confermato durante un'approfondita visita presso la sede operativa, non vuole assolutamente preannunciare un dislocamento produttivo, considerati gli investimenti di riammodernamento recentemente impiegati per il centro industriale lecchese, sede della produzione sin dal 1977, oggi interessato ad un aggiornamento secondo i parametri ISO 14000. Aggirandosi tra le linee d'assemblaggio, si nota infatti l'aggiornamento dei macchinari, in grado di ricavare dalla vergella (l'estruso d'acciaio che rappresenta la materia prima di lavorazione) fino a 11 chilometri di catene al giorno, saldando mediante le 57 postazioni ben 2800 anelli d'acciaio al minuto. Una produzione che prende inizio con il taglio e la curvatura dei singoli anelli, con fili dai 3,5 ai 13 mm di diametro secondo la destinazione d'uso. Prosegue nella composizione vera e propria dei segmenti di catena, nella sagomatura dei modelli più elaborati, nella procedura d'indurimento del metallo mediante processi di cementazione in atmosfera protetta (operazione ben più efficace rispetto la semplice tempra offerta dai prodotti economici) e trattamento finale di zincatura galvanica, in grado di rendere il metallo tenace all'aggressione degli agenti corrosivi mantenendo inalterate per lungo tempo le sue caratteristiche meccaniche. Sempre meglio controllare comunque a inizio stagione l'efficienza della propria dotazione, provvedendo dopo l'uso a una provvidenziale lavata, mantenendola all'asciutto nella confezione originale pronta per la successiva nevicata.
Il gruppo Thule opera su quattro business area: i box da tetto, i portabicilette, i sistemi di fissaggio su tetto e, naturalmente, le catene da neve. Anche le nuove tecnologie di comunicazione ricoprono un aspetto importante della promozione e dell'assistenza al cliente: oltre al sito web (www.konig.it), sempre aggiornato e sul quale è possibile individuare il corretto modello di catena corrispondente alla propria auto, autocarro o trattore, è stata predisposta un'applicazione per smartphone, in cui si riproduce un video con i consigli d'utilizzo e le pratiche istruzioni di montaggio. Così da disporre di un'assistenza veloce e intuitiva in qualsiasi momento ovunque ci si trovi. 

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