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03/05/2018
L'albo rilancia i controlli sui requisiti delle aziende

Autotrasporto

 

 

L’albo rilancia i controlli sui requisiti delle aziende. Legittimità dei costi minimi: le associazioni ne chiedono la piena applicazione. Basta anomalie, non più tollerabili imprese di trasporto a camion zero

Paolo Castiglia

Autotrasportatori senza camion, aziende di trasporto merci... senza mezzi di trasporto? Ora basta. Un Comitato Centrale dell'Albo degli Autotrasportatori in scadenza ad aprile, ma attivissimo, cerca di porre fine a questo malcostume: una delle ultime iniziative prese dalla struttura ministeriale che guida il settore è stata appunto quella di intensificare il controllo sulle imprese iscritte.

Il vice-presidente Silvio Faggi ha fatto il punto della situazione, spiegando che finora è stato avviata la procedura di cancellazione per 20mila imprese che erano iscritte all’Albo ma non più alla Camera di Commercio, mentre altre 20mila sono iscritte a entrambi gli organi ma non risultano possedere alcun veicolo industriale. Questa, afferma Faggi “è un’anomalia che va risolta”.

Restano così 85mila imprese che sono iscritte all'Albo e alla Camera di Commercio e che hanno almeno un veicolo e ora l’Albo vuole verificare che abbiano tutti i requisiti richiesti dalla Legge. “In questo scenario, l’Albo avvia un'iniziativa che permetterà alle imprese iscritte di verificare direttamente, previa registrazione, le informazioni in archivio loro riguardanti, con la possibilità di intervenire per la loro correzione, se errate, o la loro integrazione, se mancanti”, aggiunge Faggi.

“Ciò eviterà – insiste il rappresentante del Comitato Centrale – alle imprese di trovarsi esposte a richieste di approfondimento dello status della loro iscrizione, nonché di subire eventuali sanzioni nel caso di inadempimento”. Questo strumento è operativo dal 20 marzo sul sito web dell’Albo.

Stilando il bilancio dei tre anni di mandato di questo Comitato Centrale, Faggi cita anche il portale telematico “che permette la verifica dello stato di regolarità delle imprese di trasporto. Unire ben sei banche dati, istituite da altrettanti soggetti differenti, quando l'abitudine diffusa di enti e organismi vari è quella di generare prodotti che dialogano poco o per nulla tra loro, è stato davvero impegnativo. Ma il risultato è notevole e sotto gli occhi di tutti. Se usato in modo appropriato, questo portale può fornire agli Enti di controllo su strada, in tempo reale, informazioni utili e decisive sulla regolarità delle imprese. Penso, ad esempio, al trasporto dell'ultimo miglio, all'interno delle aree urbane, dove l'abusivismo è purtroppo elevato. I controlli eventualmente effettuati con l'ausilio di questo strumento sarebbero, in buona sostanza, più efficaci e, soprattutto, immediati”.

Il vice-presidente del Comitato centrale ricorda infine il progetto giovani, “che sta permettendo l’avvicinamento alla professione di conducente di veicoli pesanti, di nuova e giovane forza lavoro. Un programma reso possibile anche grazie al decisivo contributo dell'Albo. La mancanza di autisti professionali, preparati a intraprendere la propria attività nelle imprese inglobate in cicli produttivi e logistici sempre più complessi, è un problema reale di tutti i Paesi dell'Unione Europea. L’Albo Trasportatori è stato tra gli organismi nazionali che per primi hanno intrapreso un percorso concreto”.

Tornando al tema decisivo dei controlli, e della gestione delle imprese del settore, un approfondimento merita senza dubbio la decisione della Corte Costituzionale che stabilisce la legittimità dei costi minimi. A questo punto Confartigianato Trasporti ne chiede un’applicazione concreta, affermando che dopo la teoria, arriva la pratica.

Ma la sentenza numero 47 del 2 marzo 2018, che afferma la legittimità costituzionale dei costi minimi, spinge l’autotrasporto a chiederne il ripristino, dopo un lungo “congelamento”.

La prima associazione che lo rivendica è Confartigianato Trasporti in una nota diffusa con cui il presidente Amedeo Genedani chiede l’immediata ripubblicazione sul sito web del Ministero dei Trasporti dei costi minimi visto che finora, infatti, il ministero pubblica solo l’aggiornamento relativo al prezzo del gasolio.

“Le considerazioni in diritto della Corte Costituzionale illustrate nella sentenza sono chiare e inequivocabili – ha affermato, infatti, Genedani, quindi – non ci sono ormai più alibi per negare al settore dell'autotrasporto l'applicazione concreta e reale dei costi minimi d'esercizio dell'attività”.

Genedani conclude dichiarando che “alla luce di questa importantissima sentenza il mondo dell'autotrasporto deve avanzare immediatamente e in maniera unitaria l’operatività completa dell'articolo 83 bis del DL n. 122 del 2008 e chiedere che venga integrato con un sistema sanzionatorio capace di fare rispettare non solo l’applicazione dei costi minimi ma anche e soprattutto il rispetto dei tempi di pagamento”.

Per capire ancora meglio la situazione l’avvocato Barbara Tomì di Rovigo – in una nota su Trasportoeuropa – fa il punto sulla situazione delle sentenze avviate dagli autotrasportatori per riconoscere i costi minimi dopo l'ultima decisione della Corte di Giustizia Europea.

Secondo l’esperta la sentenza segna una svolta decisiva nella questione dei costi minimi per l’autotrasporto: nell’ultima ordinanza pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea il 21 giugno dello scorso anno, con chiarezza granitica, la Corte fa definitivamente salve le tariffe fissate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La censura europea resta limitata solo alle determinazioni rese da quel particolare organismo che era l'Osservatorio dell'Autotrasporto tra novembre 2011 e luglio 2012.

In altre parole, i giudici di Lussemburgo confermano in tutto l’interpretazione che il settore sostiene già da anni in difesa di tanti autotrasportatori italiani: non vi è alcun ostacolo all'applicazione dei costi minimi di fonte ministeriale.

Tale interpretazione aveva fatto breccia nelle aule di tribunale ancor prima dell'ordinanza europea di giugno 2016, tant’è vero che sono diverse le corti che hanno riconosciuto fondati i ricorsi promossi dagli autotrasportatori sulla base delle tariffe fissate dal ministero.

 

 

CAMION A GUIDA AUTONOMA SECONDO GOOGLE

Siamo vicini alla svolta elettrica anche nell’autotrasporto. La rivoluzione parte da oltreoceano: Waymo, società del colosso del web specializzata nella progettazione di veicoli autonomi, ha annuncia l’inizio di un test operativo ad Atlanta per veicoli industriali a guida autonoma. Pochi giorni dopo l’annuncio della sperimentazione di camion a guida autonoma fatto da Uber, anche Google rivela che entro la fine della primavera inizierà il trasporto sperimentale di spedizioni per il suo data center di Atlanta con questo tipo di veicoli. Lo farà attraverso la controllata Waymo, che negli ultimi mesi ha già iniziato alcune prove su strada in California e Arizona e ora si sposta nella città della Georgia, che è uno dei più importanti hub logistici degli Stati Uniti. “Questo progetto pilota, in collaborazione con il team logistico di Google, ci consentirà di sviluppare ulteriormente la nostra tecnologia e integrarla nelle operazioni di spedizionieri e vettori, con la loro rete di fabbriche, centri di distribuzione, porti e terminali”, spiega in una nota la stessa Waymo.

I veicoli viaggeranno in alcuni tratti senza l'ausilio dell'autista, che sarà sempre in cabina per motivi di sicurezza. Waymo lavora da anni sulle autovetture a guida autonoma e sui camion ha installato la stessa tecnologia e gli stessi software, seppure adattati ai veicoli pesanti: “Abbiamo compiuto rapidi progressi nei camion perché la nostra tecnologia di guida autonoma è flessibile. I nostri autocarri usano lo stesso set di sensori delle vetture, ma anche lo stesso software che ha permesso alle nostre autovetture di viaggiare senza conducente in Arizona. La nostra esperienza quasi decennale con le autovetture ci ha dato un vantaggio in fatto di autotrasporto e i nostri ingegneri e gli esperti di intelligenza artificiale stanno sfruttando gli stessi cinque milioni di chilometri che abbiamo già auto-guidato su strade pubbliche, oltre ai cinque miliardi di miglia che abbiamo guidato nella simulazione”.

 

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