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Articoli - Archivio

03/07/2018
L'Ue istituisce i dazi provvisori sui pneumatici autocarro importati dalla Cina

Dumping

 

Conclusa l’indagine sui pneumatici autocarro importati dalla Cina, la Commissione europea ha riconosciuto il regime di dumping e introdotto dazi provvisori sulle importazioni. Il futuro però è incerto, sia per i ricorsi dei produttori cinesi che per il timore di ripercussioni sull’export

Guido Gambassi

Dopo nove mesi di lavoro e di indagini la Commissione europea ha deciso di istituire, in via provvisoria, dei dazi antidumping sui pneumatici autocarro e bus (TBR) importati dalla Repubblica Popolare Cinese. Tre le tappe fondamentali di questo iter: l’11 agosto 2017, rispondendo alla richiesta di una coalizione di produttori di pneumatici e ricostruttori europei, la Direzione generale del commercio della Commissione europea (DG Trade) ha avviato un’indagine volta a verificare la presenza di pratiche di dumping da parte della Cina in merito all’esportazione di pneumatici TBR. Nell’ambito di questa indagine sono state interpellate le aziende europee attive nella produzione e ricostruzione dei pneumatici in oggetto, con questionari, raccolta di dati statistici e ispezioni presso gli stabilimenti produttivi. Il secondo passaggio si è avuto il 2 febbraio 2018, con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del “Regolamento di esecuzione (UE) 2018/163 della Commissione del 1 febbraio 2018 che dispone la registrazione delle importazioni di pneumatici nuovi e ricostruiti per autobus o autocarri originari della Repubblica popolare cinese”. In pratica, pur non avendo ancora concluso le indagini sul dumping, il DG Trade ha ritenuto sostanzialmente fondate le accuse di dumping mosse dalla coalizione che ha sporto la denuncia, e in via precauzionale ha disposto la registrazione delle importazioni al fine di una successiva eventuale applicazione retroattiva dei dazi, a fare data dello stesso 2 febbraio.

 

Dopo la chiusura dell’indagine si è avuto il terzo step, con la pubblicazione del “Regolamento (UE) 2018/683 della Commissione del 4 maggio 2018 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di determinati pneumatici, nuovi o ricostruiti, di gomma, del tipo utilizzato per autobus o autocarri, con un indice di carico superiore a 121 originari della Repubblica popolare cinese e che modifica il regolamento di esecuzione (UE) 2018/163”. Il dazio stabilito si applica per un periodo di sei mesi e varia, in base ai differenti marchi, da un minimo di 52,85 euro a un massimo di 82,17 euro. La Commissione Europea dunque ha riportato elementi di prova sufficienti dell’esistenza di pratiche di dumping sulle importazioni di pneumatici dalla Cina. Come si legge tra le motivazioni del provvedimento, “è emerso un margine di sottoquotazione medio ponderato compreso tra il 21 % e il 31 % dovuto alle importazioni del prodotto in esame dal paese interessato nel mercato dell'Unione”.

All’introduzione dei dazi plaudono i ricostruttori italiani, che proprio a causa dell’invasione dei pneumatici low cost nel mercato del ricambio hanno subìto nell’arco di dieci anni un calo di vendite del 49%. Stefano Carloni, presidente Airp, commenta così il provvedimento: “La pubblicazione di questo regolamento ha una portata storica per noi ricostruttori, che da molto tempo denunciamo la concorrenza sleale dei prodotti venduti sottocosto. Per un verso vediamo finalmente applicati dazi compensativi per ristabilire una parità di condizioni sul mercato. D’altra parte è importante anche sottolineare che l’accurata indagine condotta dalla Commissione dimostra in modo inequivocabile il grave danno che l’industria europea ha subito a causa del regime di dumping che si è protratto per lunghi anni”.

 

Il futuro, però, è ancora incerto. La Commissione europea in questi mesi è impegnata ad affrontare i ricorsi e le proteste che arrivano in grande numero da parte dei produttori di pneumatici cinesi e dei loro importatori. Inoltre prosegue l’indagine parallela al dumping che è stata avviata per verificare la presenza anche di sovvenzioni pubbliche sui pneumatici in questione, e che dovrebbe concludersi a luglio. A novembre, scaduti i sei mesi previsti per i dazi provvisori, il Comitato per la difesa commerciale si riunirà nuovamente per valutare, alla luce dei ricorsi presentati dalle aziende interessate e delle eventuali contrattazioni svoltesi nel frattempo, se mantenere, modificare o rimuovere i dazi, se applicarli in via retroattiva a tutti i pneumatici importati dal 2 febbraio scorso – e probabilmente se accorparli ad altre misure per compensare le eventuali sovvenzioni accertate. Nessun esito però è da ritenersi scontato.

 

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