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21/02/2013
L'USIGNOLO CANTA PIÙ FORTE DELLA CRISI

L’INNOVAZIONE NELL’ASSETTO R.E.M.O. 
Parole chiave di Corghi, che ha lavorato sull’efficientamento dei processi e sulla razionalizzazione degli investimenti, tecnologia ed export, per un 2013 che si prefigura come l’anno dell’innovativo assetto R.e.m.o., già annunciato in più versioni differenti

Mino De Rigo

SEBBENE COSTRETTI ancora sulle montagne russe della crisi, è destino che i capofila di settore continuino a tracciare la strada senza abbandonare la sostanza dei piani programmati né i progetti di innovazione e sviluppo. Tanto più se l’obiettivo è consolidare penetrazioni e quote, riaffermando il proprio primato. È così per il marchio dell’usignolo, che si mostra capace di adattarsi alla metamorfosi di un mercato domestico inevitabilmente assai più critico e che al contempo spinge forte sul volano delle attività oltreconfine, dalle quali ricava l’80% del fatturato.
Dice il presidente Giulio Corghi: “Inutile negare che abbiamo risentito della congiuntura, ma siamo riusciti a contenere la flessione del giro d’affari, rispetto al 2011, entro i limiti di una sola cifra. Il 2012 si è rivelato peggiore anche perché non ha potuto godere della coda di ordinativi che invece ha caratterizzato i primi mesi dell’anno precedente, quando il mercato continentale ancora reggeva. Abbiamo fronteggiato il complicarsi della situazione puntando a sfruttare al meglio gli investimenti effettuati e continuando a recuperare efficienza nell’ambito dei processi e dell’organizzazione interna”. Da un lato, dunque, la scelta di concentrarsi sulle attività a maggiore valore aggiunto e, dall’altro, di avviare un’ampia opera di razionalizzazione grazie alla quale imprimere al business un nuovo slancio.

Risvegliare i mercati dormienti
“In virtù di tutto questo ora possiamo guardare con fiducia all’anno nuovo, certi di essere ben attrezzati per affrontare qualsiasi circostanza. Crediamo nella nostra capacità di risvegliare i mercati dormienti, contando di rianimare anche quelli più penalizzati dalla crisi”. Con l’avvio di iniziative ad ampio raggio sotto il profilo commerciale, a partire dall’ampliamento della presenza diretta laddove non risulti vantaggioso affidarsi ancora a importatori locali, accompagnate dalla determinazione a cogliere i frutti delle più recenti innovazioni di prodotto. “La rinnovata spinta all’export – sottolinea Giulio Corghi – presuppone ancora un forte impegno sui mercati di sbocco tradizionali, senza per questo trascurare quello nazionale. E soprattutto impone l’ingresso e la progressiva espansione sui mercati più nuovi, Bric in testa, dove già stiamo registrando buoni risultati”.
“Quando abbiamo capito quanto il mercato asiatico fosse interessato alle nostre autoattrezzature – spiega il presidente – abbiamo deciso di fabbricare direttamente in Cina. Si tratta di una produzione di smontagomme classici a piatto che abbiamo selezionato in modo tale da non dover trasferire particolari conoscenze né dover sostenere investimenti elevati. Non si tratta di una delocalizzazione, ma di una linea apposita di prodotti a basso contenuto tecnologico per il Far East e il mercato Sud Americano, prodotti che non potremmo mai produrre in Italia a costi adeguati”.

Nel dna l’innovazione tecnologica
L’innovazione tecnologica è l’altra arma strategica su cui Corghi da sempre fa affidamento. Per l’azienda reggiana, che investe annualmente il 5% del fatturato e impegna un dipendente su dieci nel reparto di ricerca e sviluppo, il 2013 sarà l’anno di R.e.m.o. (Robotic Equipment for Measuring by Optics). Frutto di uno studio avviato otto anni fa e affidato a un team di 13 specialisti, costato in tutto 55mila ore di lavoro e quasi 6 milioni di euro, l’innovativo sistema per assetto, senza staffe, “è pronto – sostiene Corghi - ad affermarsi e a consacrare il primato del marchio anche nel settore delle attrezzature per l’allineamento delle ruote. Lo abbiamo fortemente voluto e quando, nel 2005, abbiamo avviato il progetto, abbiamo deciso di procedere con le nostre forze e di avvalerci del solo contributo scientifico di un paio di atenei emiliani. Rispetto ai piani originari i tempi si sono allungati, ma abbiamo continuato a investire, sicuri di giungere al risultato”. Alla base dell’idea dello sviluppo, il concetto di operare senza toccare i cerchi, salvaguardandone l’integrità e risparmiando tempo, ciò che invece è proprio dagli assetti tradizionali che richiedono l’applicazione delle staffe su cui sono collocati i sensori passivi di misura.

Touchless e 3D, generazione R.e.m.o.
“Il tentativo di superare questa logica e i relativi brevetti sviluppati dai due nostri principali competitor ci ha condotto a esplorare tecnologie più sofisticate. E dunque ottica, optoelettronica, robotica e sistemi di visione artificiale. Costruito in modo totalmente autonomo, R.e.m.o. impiega soluzioni tecniche sviluppate in proprio. Le ottiche, per esempio, sono espressione di nostri brevetti: non esistono in commercio e sono dedicate unicamente al sistema”, che rappresenta il prototipo di una nuova generazione. Dopo il debutto nel giugno scorso alla rassegna internazionale Reifen, a Essen, R.e.m.o. è stato adottato in Italia da parecchi centri servizi. “Chi se ne avvale – afferma Corghi – ne è entusiasta. La prima voce di soddisfazione è il risparmio di tempo: del tutto automatico e in grado di eseguire le misure con impareggiabile rapidità, il sistema permette di estendere i controlli alla vettura per un servizio mai così ampio e curato, e ciò costituisce anche uno stimolo a rivedere l’organizzazione del lavoro in un’ottica di maggiore efficienza”. Dai due robot a laser e telecamere che scorrono ai lati del ponte, in circa un minuto ecco sortire, comunicata all’unità centrale, la geometria delle ruote con tolleranze di centesimi di millimetro. “L’automazione non solo evita la possibilità di errori da parte dell’operatore, ma previene pure l’eventualità di operazioni sbagliate.
Con il continuo sviluppo del sistema e le crescenti economie di scala i costi sono destinati a diminuire, rendendo R.e.m.o. accessibile a un più ampio novero di acquirenti. Avremmo potuto presentare immediatamente anche una versione più economica, ma abbiamo preferito far esordire il sistema più completo”. Una possibile variante grazie alla quale sforbiciare i costi prevede i robot installati a bordo del ponte. Poi potrebbe essere la volta di una versione con sensoristica semplificata.

• R.e.m.o. Conquista il premio italiano meccatronica
Riconoscimento prestigioso e viatico benaugurante, lo scorso novembre Corghi ha ricevuto dall’associazione confindustriale di Reggio Emilia il Premio Italiano Meccatronica 2012. Un attestato che gratifica le imprese innovative capaci di accrescere la propria competitività internazionale grazie a soluzioni meccaniche evolute, la cui “intelligenza” ne rappresenta la caratteristica distintiva. I sistemi meccatronici costituiscono infatti la nuova frontiera delle produzioni di maggior valore dell’industria meccanica, grazie ai quali aumentare la distanza rispetto alla concorrenza dei paesi emergenti dell’est europeo e dell’estremo oriente.
La casa dell’usignolo si è aggiudicata il premio “per le innovative soluzioni tecniche sviluppate a partire dallo smontagomme Artiglio inventato nel 1961, fino all’attuale R.e.m.o., sistema basato su tecnologie di visione artificiale e scansione 3D della ruota completa per misurarne la convergenza senza l’intervento dell’operatore”. Corghi ha avuto la meglio su un terzetto di finaliste, imprese che costituiscono altrettanti modelli di riferimento per l’innovazione meccatronica (che coniuga, appunto, meccanica, informatica ed elettronica) come Cosberg, per l’automazione dei processi di montaggio, Pitom, per i droni, Smoov Asrv, per l’automazione di magazzino, cui s’è aggiunta, meritevole di una menzione speciale, Bellco, azienda attiva nell’elettromedicale rinata in pochi mesi dopo il disastroso terremoto che ha colpito l’Emilia nel maggio scorso.

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