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03/07/2018
L'Indonesia è la prima tappa del roadshow Autopromotec 2019

Internazionalizzazione

 

La promozione internazionale della fiera bolognese riparte da Giacarta con la partecipazione alla rassegna Inapa

Emanuele Vicentini

Dopo la chiusura con successo di Autopromotec 2017, con numeri record anche riguardo il numero di visitatori professionali esteri – un forte incremento del 14% e delegazioni ufficiali provenienti da oltre 30 paesi – è partita l’attività promozionale in vista della prossima edizione della rassegna.

La prima missione, nell’ottobre scorso, in Colombia, Cile e Argentina, è stata seguita dall’Indonesia, la prima area prescelta nel Roadshow internazionale in vista di Autopromotec, che vedrà numerosi altri paesi coinvolti nei prossimi mesi.

A Giacarta, grazie al pieno supporto dell’ufficio ICE locale, si sono avuti incontri con i principali stakeholders del paese e una partecipazione istituzionale alla rassegna INAPA, principale evento del settore aftermarket automotive nel paese a cadenza annuale, con uno stand dedicato.

Perché l’Indonesia? È un’area sulla quale erano già state compiute operazioni preliminari negli scorsi anni, prima realizzando uno studio paese molto approfondito che aveva rivelato numeri interessanti sul paese nei prossimi anni, poi una robusta delegazione di operatori in visita in occasione di Autopromotec 2017, che ha dato feedback interessanti nelle valutazioni immediatamente successive.

Innanzitutto qualche dato: l’Indonesia immatricola circa un milione di veicoli l’anno in media, valutando il periodo 2010-2016 (oltre l’88% dei quali di marchio giapponese), ma soprattutto registra la vendita annuale di oltre 7 milioni di “due ruote” (ciclomototi, scooters, motocicli) di media negli ultimi 5 anni.

 

Tutto ciò, unito alla quasi totale assenza di infrastrutture ferroviarie e viarie di tipo alternativo, contribuisce a generare veri e propri gironi danteschi di traffico nelle strade della capitale Giacarta, e analogamente nelle altre principali città del paese (fonte: associazione GIAMM, che riunisce produttori importatori e distributori di ricambi e prodotti per il mercato automotive nazionale).

L’economia registra una crescita piuttosto costante negli ultimi anni, intorno al 5%, un dato considerato non particolarmente forte, soprattutto in base al fatto che il paese si è recentemente dotato di un ambizioso piano di potenziamento di tutte le opere infrastrutturali principali (strade, ponti, linee ferroviarie, linee metropolitane, adeguamento aeroporti) che, se non sarà possibile finanziare grazie a fondi nazionali, vedrà una grande prevalenza di project financing a capitali cinesi.

L’incontro con Hadi Surjadipradja, il direttore generale dell’associazione GIAMM (acronimo che sta per Gabungan Industri Alat-alat Mobil and Motor, ossia Indonesian Automotive Parts & Components Industries Association) così come con gli organizzatori fieristici sia di INAPA (Baki Lee dell’organizzatore fieristico GEM) che di IIMS (Indonesian International Motor Show) ha permesso di comprendere come il paese sia decisamente interessante per il comparto automotive, ma resti stretto tra le opportunità offerte dalla Thailandia per i centri di ricerca e sviluppo e il minor costo del lavoro del Vietnam per l’insediamento di grandi plant produttivi. La tassazione sui beni di importazione, piuttosto elevata, permette di rendere vantaggiosa una produzione interna di due e quattro ruote.

In particolare l’incontro con il direttore generale dell’associazione GIAMM è stata utilissima per conoscere tutti i dati chiave del mercato. Degli oltre 240 membri, ben 122 sono le joint ventures costituite da società giapponesi, occupando un totale di quasi 230 mila addetti. La gran parte delle società sono localizzate nell’area di West Java (147), seguita da Jakarta (43), Barten (31) ed East Java (16).

 

Le vendite di autoveicoli nel 2017 hanno sfiorato quota 1.080.000 mentre l’insieme eterogeneo dei due ruote ha segnato vendite di quasi 5.900.000 pezzi: entrambi i comparti hanno segnato in realtà una progressiva decrescita delle vendite a partire dall’anno record 2013. Oltre 3/4 delle vendite sono rappresentate da Honda, seguita da Toyota; i due brand occupano la quasi totalità del mercato.

Impressionanti i numeri che fotografano il parco circolante che inonda le ridotte strade indonesiane: a fine 2016, secondo l’ufficio preposto, erano oltre 18,5 milioni i veicoli registrati come circolanti mentre sfioravano i 98 milioni i due ruote in utilizzo.

A questo si possono sommare altri significativi dati estrapolati dallo studio targato 2016 e commissionato da Autopromotec e AICA dall’ufficio ICE di Giacarta: il mercato delle officine e reti di officina è sensibilmente cresciuto negli ultimi anni, con l’aumentare della classe media nel paese, e tale crescita si ritiene continuerà nei prossimi anni. La maggior parte vengono inquadrate come autofficine di medie e piccole dimensioni, con un mercato estremamente frastagliato. Se si immagina che all’incirca il 40% dell’intero parco circolante nel paese è localizzato nell’area metropolitana di Giacarta, conseguentemente anche una simile quota di workshops sul totale sono all’opera nell’area, con un tasso medio di crescita di circa il 9% annuo, passando da poco più di 42 mila nel 2012 a oltre 60 mila nel 2016. L’indotto che l’insieme di tali attività genera, nel 2016 è stato stimato in circa 7,1 miliardi di dollari, includendo le officine specializzate nelle due e nelle quattro ruote.

 

Nelle giornate successive, in fiera, si è poi avuta l’occasione di incontrare un discreto numero di stakeholders nazionali e provenienti da Cina, Malesia, Singapore, Filippine, mentre piuttosto limitate si sono rilevate le presenze europee. Nonostante il peso dei dazi, gli importatori di attrezzature italiane hanno confermato come i dati di vendita siano stati piuttosto confortanti nell’ultimo biennio, mentre i rappresentanti della stampa tecnica, motociclistica, automobilistica e industriale hanno mostrato un forte interesse verso tutto ciò che è italiano, sia esso un apparecchio tecnico, un nuovo modello di moto o auto o anche una rassegna fieristica pronta a promozionali, come nel caso di Autopromotec che, tra l’altro, proprio nello stand realizzato per l’occasione, presentava per la prima volta la sua nuova immagine istituzionale (vedi foto).

Alcuni dei principali interlocutori e stakeholders incontrati, anche i rappresentanti della stampa, avevano già viaggiato in Italia, se non per visitare Autopromotec, magari in occasione di EICMA il salone delle novità motociclistiche, oppure EIMA, il salone internazionale delle macchine agricole. Questo porta a un paio di considerazioni: da una parte un valore percepito decisamente alto che viene conferito a tutto ciò che trasuda italianità, dall’altra una ancora non ben strutturata specializzazione per comparti (spesso l’importatore di autoattrezzature è impegnato anche a importare parti o componenti per l’agricoltura e talvolta beni completamente fuori settore come ad esempio l’alimentare o la moda).

 

Un paese e un mercato complessi e ricchi di possibili opportunità, che necessiterà comunque di ulteriori attività esplorative, di nuove prese di contatto, di diffusione promozionale del marchio Autopromotec. L’obbiettivo possibile, a oggi, potrebbe essere quello del coordinamento, tra un anno, di un gruppo di aziende interessate a incontri di business network, opportunità di mercato ricerca di partners locali.

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