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Articoli - Archivio

24/04/2017
L'ECONOMIA CIRCOLARE È GIÀ REALTÀ NELLA FILIERA DEI PNEUMATICI

Ricostruzione, recupero, riuso

 

Un convegno in occasione di Autopromotec 2017 con i massimi rappresentanti dell’intera filiera del pneumatico per approfondire le opportunità economiche ed ecologiche legate a ricostruzione, recupero e riuso: un sistema virtuoso, ancora da valorizzare come tale

Guido Gambassi

L’economia industriale degli ultimi decenni ha visto, fra l’affermazione e la messa in crisi del modello legato alla globalizzazione, fra l’emergenza della crisi finanziaria mondiale e i riassestamenti più o meno rapidi che ne sono conseguiti, la presenza di un fattore comune trasversale a tutti i comparti e a tutte le tipologie di aziende, ovvero l’esigenza sempre più stringente di ottimizzare le risorse utilizzate. Ciò può essere banalmente ricondotto a una mera esigenza di conto economico, dove la riduzione del costo è sempre più spesso l’unica possibilità di aumentare o almeno preservare i margini operativi, erosi negli anni dall’inasprimento della concorrenza e dalle oscillazioni di mercato che hanno segnato molti settori. Eppure è molto più complessa la dimensione che rende necessaria la corsa generale a cercare di fare di più con meno, e coinvolge fattori strategici, quali la sempre minore reperibilità di materie prime, soprattutto quelle non rinnovabili, e l’istanza ormai ineludibile dell’impatto ambientale delle varie componenti, a monte come a valle del ciclo di vita dei prodotti.

 

È chiaro, insomma, che una delle principali sfide che l’Industria globale si trova a dover affrontare in questo secolo è infatti conciliare sostenibilità economica ed ecologica. In questa visione, si impone oggi a livello internazionale il concetto di economia circolare, vale a dire una logica di produzione industriale votata al completo riuso di un prodotto e delle sue componenti, nonché all’azzeramento dei quantitativi di spreco e scarto. Il settore automobilistico da tempo ha fatto della rigenerazione (o “remanufacturing”) delle proprie componenti una filosofia di azione sempre più diffusa e condivisa. Le opportunità sono tali per consumatori ed aziende che tutto fa ritenere che questa tendenza sarà in forte crescita nei prossimi anni. Tra i componenti automotive che meglio e da più tempo si prestano alla rigenerazione spicca proprio il pneumatico. In largo anticipo su tutti gli altri componenti del settore ed anche rispetto a normative specifiche che oggi favoriscono il riutilizzo delle parti del veicolo, da quasi un secolo il pneumatico si offre a queste pratica, proponendosi tramite la ricostruzione come una valida alternativa dal punto di vista della sostenibilità non solo economica, ma anche ecologica. Non solo: l’industria del pneumatico nella sua interezza rappresenta oggi un caso esemplare di applicazione concreta del concetto di circolarità, perché il pneumatico di qualità vive la sua prima vita su strada, per poi essere riscolpito, successivamente ricostruito, anche più volte, e infine, una volta recuperato come PFU, viene destinato al recupero dei suoi componenti in qualità di materie prime seconde, oppure al recupero energetico, chiudendo così un ciclo di vita da pneumatico e iniziando un secondo ciclo con numerose e importanti possibilità di utilizzo. Un modello quindi altamente strategico nel quadro dei sistemi produttivi odierni e soprattutto del futuro; in particolare le recenti dinamiche di crescita dei prezzi del petrolio da una parte, delle materie prime dall’altra, configurano per l’industria del pneumatico un ruolo ancora più centrale per tutte le pratiche di riuso e recupero.

 

Per approfondire le possibilità strategiche legate all’intera filiera dell’industria del pneumatico, e portare all’attenzione delle istituzioni e del pubblico la necessità di un’adeguata valorizzazione e incentivazione delle buone pratiche legate al settore, AIRP – Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, con la collaborazione di Ecopneus, ha organizzato un importante momento di confronto e dibattito in occasione di Autopromotec 2017 (Bologna, 24-28 maggio), con il convegno “Economia circolare: il caso virtuoso della filiera dei pneumatici”. L’evento, in programma per venerdì 26 maggio, vedrà la partecipazione di importanti rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee (sono previsti infatti l’intervento dell’On. Ermete Realacci, Presidente della VIII Commissione permanente Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, e la partecipazione dell’ On. Simona Bonafè – Eurodeputata e Membro della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo), e vedrà rappresentata sul palco dei relatori l’intera industria del pneumatico, con il presidente di AIRP Stefano Carloni, il direttore generale di Ecopneus Giovanni Corbetta, la partecipazione dei rivenditori tramite Federpneus, ma anche i massimi esponenti delle principali case produttrici: hanno già confermato la presenza Alessandro De Martino, Amministratore Delegato di Continental Italia, e Lorenzo Rosso, Presidente e Amministratore Delegato di Michelin Italia (altri produttori sono al momento in attesa di conferma). Vi sarà inoltre il contributo di natura più scientifica da parte di Lorenzo Mannella, esperto di comunicazione e disseminazione e trasferimento tecnologico che si occupa di economia circolare presso l’Università di Bologna, mentre la giornalista del Sole 24 Ore Laura La Posta sarà la moderatrice dell’incontro.

 

L’evento, oltre che di natura divulgativa, intende anche porre l’attenzione sui temi che maggiormente minacciano in più punti della filiera questo sistema virtuoso che, afferma AIRP, merita invece di essere incentivato e rilanciato. A livello nazionale sono diversi i fronti di azione sui quali i decisori pubblici potrebbero intervenire. A monte del ciclo, tutelare la concorrenza corretta nella produzione e distribuzione dei pneumatici costituisce un supporto ai prodotti di alta qualità, i soli che in quanto maggiormente ricostruibili possano entrare nella filiera “lunga” dell’economia circolare. Quanto alla ricostruzione, si tratta di una pratica fondamentale per risparmiare materie prime, petrolio, energia, e ridurre notevolmente il volume di prodotti destinati al fuori uso; nonostante il ruolo strategico della ricostruzione, questa attività è fortemente minacciata dalla crescente offerta di prodotti a basso costo non ricostruibili, per questo si auspica che il decisore pubblico possa incentivare il settore in virtù dei benefici ecologici che esso genera. Infine il sistema del recupero dei PFU vede oggi una serie di criticità che richiedono di essere affrontate per una più razionale organizzazione delle attività sul territorio nazionale.

 

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