Condividi su

Articoli - Archivio

29/04/2014
L'AUTOTRASPORTO PRETENDE REGOLE COMUNI A LIVELLO EUROPEO

Autotrasporto

Occorrono nuove regole sul cabotaggio internazionale. Intanto arrivano novità importanti sulla sicurezza stradale





Paolo Castiglia

Armonizzazione delle regole del trasporto europeo e sicurezza stradale segnano la sfida del futuro per il settore del trasporto merci sui strada. Secondo i più attenti l’armonizzazione comunitaria delle imprese e dei lavoratori mobili è la scommessa da vincere.

In particolare il tema del cabotaggio è tra quelli che maggiormente stanno impattando sull’andamento economico del settore, ed è per questo che l’Unatras e l’Anita hanno avanzato delle proposte per ricondurre la pratica del cabotaggio nell’alveo della leale concorrenza tra le imprese italiane ed europee.

In particolare sono tre le iniziative che potrebbero essere assunte: primo, prevedere la presunzione di responsabilità del vettore estero, con la conseguente applicazione delle sanzioni previste per il trasporto abusivo, che transita in Italia a vuoto (senza carico) e che non riesce a dimostrare il motivo per cui circola sul nostro territorio; secondo, introdurre il concetto della recidiva che prevede nel caso di sanzioni ripetute, il divieto per l’autotrasportatore di circolare in Italia per almeno sei mesi; terzo, avviare ripetute operazioni di polizia stradale nei punti di carico e scarico in cui maggiormente si concentra la presenza di vettori esteri. È bene dire che le prime due proposte sono già previste dal regolamento comunitario 1072 e quindi velocemente applicabili nel nostro paese.Le proposte che ho descritto sopra possono essere utili e hanno il pregio di non danneggiare nessuno. Non sono però risolutive. Il cabotaggio va infatti inserito in una visione molto più ampia che è quella della competitività del nostro sistema, la cui soluzione deve essere affrontata esclusivamente a livello europeo e tenendo conto della deindustrializzazione del nostro paese a vantaggio di altri stati europei.

La geografia dei flussi è profondamente mutata, le merci prodotte all’estero sono aumentate e aumenteranno sempre più. Noi dobbiamo accompagnare l’autotrasporto italiano, aiutandolo ad essere competitivo in Europa e mettendolo nelle condizioni per misurarsi con i cambiamenti economici che ci sono stati e che ci saranno. “Su questo – spiega Pasquale Russo, segretario generale della Fai, una delle associazioni di categoria dell’autotrasporto più rappresentative - troveremo nei paesi della vecchia Europa dei preziosi alleati. Quest’anno a Parigi si terrà la Conferenza europea dei ministri dei trasporti sul trasporto merci stradale, decisa nell’ultimo consiglio europeo dei ministri del trasporto lo scorso dicembre. È in quell’occasione che le questioni del cabotaggio abusivo e dei relativi controlli, il dumping sociale operato con l’abuso degli interinali e la più importante questione dell’armonizzazione vanno poste. Questa è la strada maestra, a nostro parere”.“Ho appreso – insiste Russo - che altri invocano a gran voce l’applicazione della clausola di salvaguardia. Tutti sanno che una simile opzione deve essere prima autorizzata da Bruxelles e che la durata non può essere superiore a sei mesi rinnovabili al massimo per altri sei. Ulteriore considerazione la merita il fatto  che il regolamento comunitario prevede in questi casi il diritto di reciprocità: cioè se in Italia fosse vietata la circolazione in cabotaggio le imprese italiane non potrebbero andare all’estero in regime di cabotaggio”.Sul fronte della sicurezza stradale siamo davanti a una svolta: ha recentemente preso il via un progetto pilota che prevede l’installazione su 2.000 veicoli di una piccola telecamera (chiamata Roadscan) dotata di accelerometro e localizzatore Gps, che diventa a tutti gli effetti un testimone in grado di ricostruire un incidente in maniera oggettiva. Tutto grazie a un accordo fra la Fondazione Ania e il Gruppo Federtrasporti che così mette in campo un’idea geniale per contrastare incidenti e truffe assicurative: i mezzi pesanti si trasformano in pratica in testimoni ambulanti di ogni tipo di incidente.“Con questo test - spiegano alla Federtrasporti - il primo del genere a essere condotto in Europa nel mondo del trasporto pesante, vogliamo dare un prezioso aiuto in quel pluriennale percorso verso la riduzione degli incidenti che, a partire dal 2002, quando la frequenza sinistri dei veicoli si attestava intorno al 72,8%, è arrivata nel 2013 al 33,4%”.

Un esperimento simile è stato già condotto dalla Fondazione Ania sui bus che svolgono servizio urbano in alcune città d’Italia. L’idea del progetto sviluppato con Federtrasporti, è quella di monitorare ciò che accade anche in ambito extra urbano.“Nel periodo in cui abbiamo monitorato i bus – spiega Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania – abbiamo rilevato delle caratteristiche ricorrenti nei sinistri che riguardano i mezzi di trasporto pubblico urbano. In molti casi, ad esempio, abbiamo rilevato che gli incidenti sono dovuti a momenti di distrazione degli autisti. Con questo esperimento, vogliamo capire quali sono le cause più ricorrenti che provocano gli incidenti stradali in cui sono coinvolti i mezzi di trasporto pesante.

I roadscan, inoltre, consentono di ricostruire le dinamiche dei sinistri, attribuendo le giuste responsabilità. I dati che si ricavano da queste osservazioni costituiscono un’ottima base per la formazione degli autisti”. 



• AUTOTRASPORTO: ALBO PRONTO A RIPARTIRE CON LE NUOVE COMPETENZE 

Le sfide che attendono il nuovo Comitato Centrale dell’Albo Autotrasporto sono particolarmente complesse. La legge di Stabilità ne ha aumentato le competenze nell’ottica di realizzare un maggior controllo sul possesso dei requisiti richiesti alle imprese per esercitare la professione ma anche di verificare in modo più preciso lo svolgimento della loro attività economica.

Tra le principali attribuzioni assegnate al Comitato Centrale dalla attuale legislazione vi è quella di curare la formazione, la tenuta e la pubblicazione dell’Albo nazionale delle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, oltre a quella di accreditare gli organismi di certificazione di qualità e di attuare le direttive del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in materia di autotrasporto.L’Albo deve anche curare attività editoriali e di informazione alle imprese di autotrasporto, anche attraverso strumenti informatici e telematici, oltre a svolgere funzioni di studio e di consulenza con specifico riferimento a progetti normativi, alla risoluzione delle problematiche connesse con l’accesso al mercato dell’autotrasporto e alla professione di autotrasportatore e verificare l’adeguatezza e regolarità delle imprese iscritte, in relazione alle modalità concrete di svolgimento dell’attività economica e alla congruità fra il parco veicolare e il numero dei dipendenti autisti.

Attenzione anche alla regolarità della copertura assicurativa dei veicoli, anche mediante l’utilizzazione dei dati presenti nel Ced presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dei collegamenti telematici fra i sistemi informativi di Inail, Inps e Camere di Commercio. Da ultimo ma non certo meno importante deve svolgere attività di controllo sulle imprese iscritte, al fine di garantirne la perdurante e continua rispondenza ai requisiti previsti per l’esercizio della professione.

 



• REGNO UNITO: PEDAGGIO PER I VEICOLI PESANTI

Nuovi costi: dal 1° Aprile 2014 nel Regno Unito occorre dotare i mezzi della “vignetta” di pagamento per i veicoli di massa complessiva pari o superiore a 12 tonnellate - in linea con quanto previsto dalle norme europee in tema di pedaggio - della validità di un giorno, una settimana, un mese, un anno e la cui entità è commisurata al peso e al numero di assi del veicolo.

L’importo dovuto da ciascun autocarro non è stato ancora deciso, ma è compreso tra 1,70 e 10 sterline al giorno, con importo decrescente in base alla durata temporale. Tale decisione mira ad assicurare introiti dal traffico commerciale per sostenere i costi di manutenzione delle strade, finora non soggette a pedaggio.

La società Northgate Public Services si è aggiudicata il contratto d’appalto per lo sviluppo e la gestione del sistema di esazione nei confronti dei vettori esteri, che prevede diverse modalità di pagamento per l’acquisto preventivo della vignetta (acquisto online, tramite telefono, presso appositi terminali di vendita).

Il sistema permetterà alle autorità di gestione l’individuazione dei soggetti inadempienti rispetto al pagamento del pedaggio, al fine dell’applicazione delle relative sanzioni: 300 sterline e fermo del veicolo in caso di mancato pagamento.

torna all'archivio