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24/02/2017
L'AUTO: BENE INDISPENSABILE PER GLI ITALIANI. AUMENTANO ACQUISTI E MANUTENZIONE

Mondo dell’autoriparazione e aftermarket

 

Nel 2016 spesi 36,5 miliardi di euro in nuove vetture. Bene il settore dell’aftermarket che chiude in positivo e guarda al 2017 come l’anno della nascita definitiva dell’officina 4.0 

Dino Collazzo

Più acquisti e maggiore manutenzione. L’automobile rappresenta ancora un bene irrinunciabile per molti italiani tanto da spendere il loro denaro sia per comprare nuove vetture che per prendersene maggiormente cura. Non siamo ancora ai livelli ante-crisi quando, complice anche incentivi molto generosi, le vendite erano maggiori e sulla domanda d’acquisto non pesavano redditi più bassi e la preoccupazione per il futuro. Qualcosa, però, nel mercato dell’auto inizia a muoversi.

E lo dimostra anche la ripresa del settore dell’aftermarket dove sono aumentati gli acquisti riferiti a pezzi di ricambio, accessori e pneumatici. Per quel che riguarda l’automobile negli ultimi due anni si è assistito a una crescita a doppia cifra, complice, secondo un’analisi del Centro studi Promotor, sia un lento ritorno della fiducia nei consumatori che lo scongelamento di quote di risparmio privato – in Italia ammonta a 3.943,5 miliardi di euro, stando all’ultimo bollettino pubblicato della Banca d’Italia – destinato anche all’acquisto di autovetture. A fronte, infatti, di un parco circolante notevolmente invecchiato – l’età media in Italia è di 10 anni e 4 mesi – si è generata una forte domanda di sostituzione che ha cominciato a scaricarsi sul mercato, dando così l’input per la ripresa. Analizzando i dati sugli acquisti, nel 2016, secondo una stima del Centro studi Fleet&Mobility sulla base di dati Unrae, gli italiani hanno sborsato 36,5 miliardi di euro per comprare la macchina nuova, facendo registrare un incremento del 20,1% rispetto al 2015 (la spesa è stata di 30,3 miliardi di euro).

Il giro d’affari registrato nell’ultimo anno, con 1 milione e 824 mila immatricolazioni auto (dati Centro studi Promotor), è il terzo migliore di sempre dopo quelli del 2007 e 2008 quando le immatricolazioni superavano di molto i 2 milioni e la spesa oscillava tra i 50 e 45 miliardi di euro. Con l’arrivo della crisi però è iniziata una fase di contrazione che solo ora comincia a invertirsi. Guardando al valore medio dell’auto si nota che nel 2009 superava di poco i 16 mila euro, mentre oggi il prezzo medio netto è salito a 20 mila euro, cifra da considerarsi al netto degli sconti ma senza gli optional praticati dalle Case automobilistiche. Il motivo di questo incremento è da imputare, ma non solo, alle scelte degli italiani sempre più orientati verso Suv e Crossover, entrambi cresciuti del 26% rispetto all’anno precedente, a dispetto di un contributo più contenuto di vetture di piccola taglia e di utilitarie.

A giocare un ruolo determinante nell’accelerazione del mercato auto, secondo Gian Primo Quagliano, presidente di Econometrica e del Centro studi Promotor, hanno influito tre elementi. «Il primo è stato il calo dei prezzi di benzina e gasolio che ha consentito agli automobilisti di risparmiare 7 miliardi di euro nel 2015 e 4,9 miliardi nel periodo gennaio-ottobre 2016. Il secondo è il basso livello dei tassi d’interesse che ha facilitato il ricorso al credito per l’acquisto di auto. Mentre nel terzo caso è stato il diffondersi, anche tra i privati, di modalità di acquisizione di vetture già sperimentate nelle flotte auto. Mi riferisco al noleggio a lungo termine che consente di accedere all’auto senza investire forti somme, ma semplicemente con l’impegno di pagare una rata che copre sia la messa a disposizione che il costo di molti beni e servizi necessari per utilizzarla». L’altro fronte da tenere in considerazione per capire lo stato di salute dell’auto, oltre ai dati su immatricolazioni e volume d’affari, riguarda il costo per il suo mantenimento. In questo caso a fronte di un calo complessivo delle spese, avutosi nel corso degli ultimi anni, si nota un aumento per alcune di esse, e cioè per manutenzione e riparazione e per l’acquisto e cambio dei penumatici. Tradotto in cifre si parla di 31 miliardi di euro nel 2015, pari a una crescita dell’1,6% rispetto al dato del 2014. Guardando al quadro generale, secondo l’ultima rilevazione Aci (Automobile club d’Italia), i soldi sborsati in totale nel 2015 per il mantenimento dell’auto sono stati 147 miliardi di euro.

Rispetto all’anno precedente, in cui i costi ammontavano a 155 miliardi, si è avuta una riduzione del 5% su cui ha influito il calo del prezzo del carburante (-15,7%) – benzina e gasolio sono destinati a salire nei prossimi mesi per via della decisione dell’Opec di limitare la produzione di petrolio – la diminuzione del Rca (- 6,5%) e del prelievo fiscale (-1,2%). Queste tre voci insieme hanno comportato un risparmio per le famiglie di oltre 7,5 miliardi di euro. All’opposto sono cresciute le spese legate alla manutenzione, agli spostamenti (pedaggi autostradali), parcheggi e ricoveri per autoveicoli. Per quanto riguarda la manutenzione, a determinare un maggiore esborso di denaro da parte degli italiani è stata la crescita dei prezzi per le riparazioni che, secondo un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec, è stata dell’1,2%. A questo si è aggiunto anche l’aumento, del 2,8%, degli interventi nelle officine.

Tutto ciò è la diretta conseguenza di un miglioramento del quadro economico che ha spinto molti italiani a incrementare la spesa in manutenzione, dopo averla congelata negli anni passati. E a cui si connette l’incremento del parco circolante che nel 2015 è stao dello 0,7% in più rispetto all’anno precedente. L’effetto congiunto di questi fattori ha determinato una spesa in manutenzione che, come evidenziato, è stata di 31 miliardi di euro. Si tratta di una cifra che conferma la vitalità del settore assistenza, tornato a crescere dopo la contrazione avutasi nel biennio 2012-2013. Prova ne è il trend positivo registratosi, nel primo semestre del 2016, per le singole famiglie di prodotti. Infatti, in base agli ultimi dati del barometro aftermarket di Anfia, sulle cinque categorie considerate – componenti elettrici ed elettronici, quelli motore, undercar, di carrozzeria e abitacolo e i materiali di consumo – le prime quattro hanno riportato tutte il segno positivo nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, mentre si è avuto un calo per l’ultima.

Al di là però di questi aspetti, che consentono di fotografare la situazione in questo momento, ciò che è importante capire è come evolverà l’attività di manutenzione e riparazione nel prossimo futuro. E questo alla luce di considerevoli innovazioni tecnologiche nel campo automobilistico che produrranno un radicale mutando di scenario anche nel mondo dell’autoriparazione, alle prese con strumentazioni e servizi di assistenza sempre più complessi e all’avanguardia. L’auto del domani sarà sempre più un oggetto sofisticato con sistemi elettronici, software e motori più affidabili e sicuri. La filiera dell’aftermarket e il mondo dell’autoriparazione dovranno dunque stare al passo con questi cambiamenti per non rischiare di rimanere indietro. E per farlo occorrerà mantenere alto il valore della qualità dei prodotti offerti e investire in tecnologia e professionalità.

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