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04/07/2014
L'ATTIVITÀ PIRELLI NEL CAMPO DELLE COMPETIZIONI MOTORISTICHE

Pirelli Motorsport

 

Formula 1, Superbike e rally portano il logo della casa milanese in giro per i circuiti e le pista di tutti i continenti

 

Pietro Paolo Marziali

Una delle migliori forme di promozione a disposizione di chi costruisce pneumatici è quella di partecipare alle competizioni motoristiche, facendo apparire sticker col proprio logo nella carrozzeria delle vetture (a 2 o a 4 ruote) o banner ai bordi delle piste. Visti i budget necessari a queste esposizioni, la presenza dei loghi è legata alla disponibilità economica di ciascuna casa e alla zona di maggior importanza commerciale della stessa. Questo è il motivo per cui chi legge le riviste sportive europee vedrà con maggior frequenza i nomi delle aziende del nostro continente, mentre loghi esotici o da noi del tutto sconosciuti sono visibili sulle fotografie degli avvenimenti motoristici del quinto continente, come Australia e Nuova Zelanda. Se vogliamo dare alla Formula 1 l’importanza che le viene attribuita dal lettore medio, dobbiamo riconoscere che il primo banner apparso in prossimità della partenza di un evento qualificato “mondiale” è stato proprio quello dell’azienda che vogliamo esaminare in questo articolo, Pirelli. Nino Farina fu il primo vincitore di un Campionato Mondiale di Formula 1 nel 1950 con un’Alfa 158 e quindi 159, seguito l’anno successivo da Juan Manuel Fangio sempre su Alfa Romeo. “Ciccio”Ascari diviene Campione del Mondo con la Ferrari nel 1952 e nel 1953 duplica la vittoria. Con Farina, Fangio e Ascari sono quattro i Mondiali vinti di fila dai pneumatici della P lunga.

Pirelli non è però rimasta fedele a questo tipo di pubblicità, cedendo il posto negli anni a Englebert, Dunlop, Firestone, Michelin e Bridgestone. In questi ultimi anni, il management Pirelli ha riconsiderato la validità del sistema cui abbiamo appena accennato, tanto da aver concordato con la FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) un nuovo accordo, dal 2014 alla fine del 2016, per la fornitura esclusiva dei propri prodotti per la Formula 1. Il tutto sulla base degli esiti molto positivi del triennio precedente, che fra il 2011 e il 2013 aveva visto il ritorno di Pirelli nel Circus dopo 19 stagioni iridate di assenza. L’accordo prevede varie clausole, alcune delle quali lasciate alla segretezza fra i due enti, altre rese note, come il mutuo impegno di riservare almeno una sessione prima del via della stagione ai test delle coperture da bagnato.

 

I primi test di Jerez di fine gennaio sono poi stati seguiti dalle due sessioni di febbraio in Bahrain. L’intensità di test era giustificata dalle novità apportate dalla FIA ai regolamenti di questa stagione: nuovi motori 6V turbo di 1.600 cc, nuovi sistemi di recupero dell’energia, alettoni più piccoli e la necessità di terminare la gara con un determinato quantitativo di benzina. Al termine di queste sessioni di test Pirelli era pronta per l’inizio del campionato, affrontato con pneumatici profondamente rinnovati rispetto all’anno precedente. Per il 2014, gomme slick di nuova costruzione e nuove mescole, con anche un leggero aumento di peso. Per le full wet con nuove mescole e con nuovo disegno battistrada capace ora di espellere una quantità record di acqua. Come per il passato, Pirelli continua a definire le specifiche delle coperture ammesse e a gestire tutti gli aspetti del loro sviluppo, in stretta collaborazione con la FIA e gli altri team. La prima sessione di prove, svoltasi nello scorso gennaio, è servito alla stampa e ai team rivali per rilevare le caratteristiche delle vetture che si sarebbero affrontate un paio di mesi più tardi, con il Gran Premio d’Australia il 16 marzo. Fin dal 2011 i pneumatici F1 Pirelli sono evidenziati da una larga fascia colorata applicata sul fianco. La scelta cromatica è ben visibile; la prima ragione è quella di dare agli spettatori un’immediata conoscenza visiva sul tipo di copertura che sta equipaggiando una determinata macchina, la seconda poi è anche quella di aiutare i meccanici a districarsi negli agitati attimi delle sostituzioni. A uso degli spettatori televisivi più appassionati riassumiamo qui i colori delle bande laterali che distinguono le sei accoppiate colori-mescole:

 

Blu: wet

per pioggia intensa

 

Verde: intermediate

pista umida

 

Rosso: supersof

massima aderenza, ma durata mediante ridotta

 

Giallo: soft

performanti e con buona durata

 

Bianco: media

un buon compromesso

 

Arancio: dura 

il massimo della durata e resistenza, per condizioni di alta abrasività e/o con grande caldo

 

Secondo il regolamento, sono solo due le mescole che si possono scegliere e utilizzare a ogni gara; in caso di pioggia sono ammesse coperture da bagnato o intermedie. Per capire al meglio lo svolgersi dei vari Grand Prix bisogna sapere che ogni team ha quest’anno a disposizione un massimo di 135 set di pneumatici per i test. In particolare, per le tre sessioni di test pre-season ciascun team ha potuto contare su un massimo di 85 set: 25 per Jerez e 30 per ciascuno delle due sessioni in Bahrain. La pioggia caduta a Jerez il secondo giorno ha dato ai team anche l’opportunità di provare le gomme da bagnato, Cinturato full wet e Cinturato Intermediate sollevando così Pirelli dalla responsabilità di dovere provvedere a bagnare il circuito in caso di assenza di pioggia. Per chiarire ancor meglio l’impegno che Pirelli ha dovuto affrontare negli anni del suo contratto di fornitura esclusiva, l’azienda ha raccolto in un dossier i dati che sono stati distribuiti e commentati da Paul Hembery, Direttore del Pirelli Motorsport: “Questa volta abbiamo preferito assemblare i dati del triennio 2011-2013, ultimo periodo della nostra partecipazione alla massima formula - ha spiegato Hembery - Io stesso sono rimasto impressionato dai numeri che sono risultati dopo questo periodo. Abbiamo fornito un numero complessivo di 112.200 gomme; di queste 93.600 per le gare effettive e 18.600 per i test. Delle 93.600 gomme usate in gara, 68.800 sono state slick e 24.800 da bagnato. Solo nel 2013 le gomme slick usate sono state 23.300 e quelle wet 2.400. Per rispondere a chi accusa le gare di monotonia, segnaliamo che i sorpassi sono stati complessivamente 3.274. La velocità massima raggiunta da una gomma P Zero Racing è stata di 341,1 km/ora al Gran Premio d’Italia a Monza, al volante c’era Sebastian Gutierrez. Mettendo insieme i chilometri complessivamente percorsi (gare e test) con tutte le varianti di costruzioni e mescole, si arriva al considerevole numero di 358.784 unità. Il numero complessivo di persone in viaggio per ciascun evento è stato di 55, di cui 10 di differenti nazionalità e parlanti 14 lingue diverse. Nell’area di ospitalità Pirelli sono stati serviti complessivamente 12.500 pasti, cucinati 900 kg di pasta e mangiati 6.000 dessert.” E questa nota culinaria ha concluso i commenti di Paul Hembery sulla impegnativa, tecnicamente e finanziariamente, partecipazione di Pirelli al Campionato Mondiale di Formula 1.

 

L’impegno per le due ruote

Ma Motorsport, per Pirelli, non significa soltanto 4 ruote. La casa milanese è infatti massimamente impegnata a gareggiare anche con le moto: velocità e cross, con la ‘punta’ della partecipazione ai mondiali Superbike, Motocross e AMA Supercross.

Per supplire allo scarso numero di concorrenti (per motivi principalmente economici), da quest’anno si è deciso che, assieme alle preparatissime Superbike, scendono in pista anche le SBK EVO, che si differenziano per la gestione dell’elettronica del mezzo e di quella del motore; questo si traduce in una minor potenza massima del veicolo, che diminuisce e lo rende più simile al concetto “Stock”. Il regolamento della Federazione Motociclistica Internazionale (FIM) ha stabilito che il numero massimo di pneumatici utilizzabili da ogni pilota per l’intero weekend di gara (da venerdì a domenica) sia di 24, di cui 10 anteriori e 14 posteriori. Per ogni singolo pilota, il numero massimo di pneumatici utilizzabili per sessione non deve essere superiore a 13, senza distinzione tra anteriore e posteriore. Tutti i piloti delle due classi, Superbike ed EVO hanno a disposizione 4 tipologie di pneumatici da 17 pollici a seconda delle condizioni meteo e della sessione di prova (a seconda che si tratti di prove libere, qualifiche e gara):

Diablo Superbike: gomme slick, per l’asciutto. L’anteriore (nella misura 120/70) sarà disponibile nelle mescole SC1 (morbida) e SC2, mentre il posteriore (nella misura 200/60) nelle mescole SC0 (morbida), SC1 (media) e SC2 (dura).

Diablo Rain: da utilizzare in caso di pioggia. Ogni pilota avrà a disposizione un minimo di 8 set di pneumatici.

Diablo Wet: gomme intermedie per condizioni di pista non completamente asciutta né completamente bagnata. Ogni pilota avrà a disposizione un minimo di 3 set di pneumatici.

Diablo Superbike da qualifica: gomma supersoft per la Superpole del sabato.

Pirelli sottolinea che una soluzione posteriore tra quelle slick disponibili potrebbe essere diversa per i piloti della classe EVO e per quelli Superbike, per equilibrare le due categorie e aumentare lo spettacolo. A seconda delle occasioni le mescole delle EVO potrebbero essere più morbide, perché cambiano le potenze, il tipo di usura e la temperatura di lavoro.                       

 

Anche quest’anno la classe SBK deve affrontare, quattro turni di prova prima di affrontare la gara vera e propria: 3 turni di prove da 45 minuti cronometrati validi per la qualificazione nella SuperPole e 1 turno di prove libere per mettere a punto il set-up dei veicoli dopo le prove suddette, cui si aggiungono 2 sessioni di 15 minuti cui accederanno i primi 20 delle prove libere per disputarsi la Superpole (cioè l’ordine dello schieramento sulla griglia).

Prima delle qualifiche, a tutti i concorrenti vengono consegnati due pneumatici da Superpole, ma se ne può utilizzare soltanto uno a sessione. Resta inteso che le coperture restano di proprietà di Pirelli e sono utilizzate dai team in regime di leasing; dopo la gara devono essere restituite a Pirelli stessa. La situazione è analoga a quella vigente in Formula 1.

Pirelli ha pensato anche a chi, alla velocità, preferisce dare spettacolo tra sabbia, terra e fango. I 58 Titoli Mondiali testimoniano come il fuoristrada sia motivo di grande orgoglio per Pirelli, vincitore del doppio dei successi dei suoi avversari con i pneumatici Pirelli Scorpion MX.

 

E poi ci sono anche i rally            

Le teche di Pirelli sono piene di coppe e trofei vinti nei campionati ai quali la casa milanese ha partecipato negli anni: l’esperienza di Pirelli nel rally, iniziata negli anni ’70, conta oggi circa 200 titoli all’attivo. Da questa stagione Pirelli ritorna in gara nel Mondiale dopo che nelle stagioni 2008-2010 era stata monofornitore del WRC e dopo una lunga storia che già dal 1973 -anno d’inizio della serie iridata- ha spesso visto Pirelli presente, con tantissimi successi in gara (ben oltre 100) e una nutrita lista di titoli iridati conquistati. Da quest’anno Pirelli si è unita a Michelin, Hankook e DMack nel fornire i suoi prodotti per il campionato più blasonato (a proposito, la DMack, assolutamente poco nota da noi, è una azienda cinese che già da qualche anno partecipa al Campionato mondiale). Alla presentazione della linea Rally, avvenuta alla fine dello scorso anno a Birmingham, Mario Isola, Racing Manager Pirelli ha individuato come peculiarità della gamma da rally versatilità e specializzazione. Sono state sviluppate, infatti, delle coperture come l’RK per l’asfalto e lo Scorpion per la terra, che si adattano a tutti i terreni di gara, mentre altre soluzioni specifiche sono state progettate per gare particolari, con condizioni inusuali, come i rally di Monte Carlo e di Svezia.

L’RK da asfalto è stato realizzato nella misura 235/40R18 e può essere adottata dalle vetture più veloci; la sua mescola Hard è dedicata all’asciutto, mentre quella Soft è utilizzabile in caso di bagnato e bassa aderenza. Per il solo Rally di Montecarlo è stata preparata la Supersoft, pensata per le speciali condizioni climatiche di quelle prove speciali, assieme al Sottozero, nella stessa misura citata, disponibile con e senza chiodatura in base alle necessità. Per le prove su terra è stato sviluppato il nuovo Scorpion Xr nella misura 205/65-15, con battistrada simmetrico e struttura rinforzata. Le due mescole sono stata realizzate pensando alle diverse condizioni del fondo nelle gare del mondiale, con la Soft adatta alla Finlandia e all’Inghilterra e la Hard ottimizzata per percorsi più abrasivi. Il modello Sottozero Ice, infine, è stato progettato espressamente per il rally di Svezia, ed è offerto nella misura 205/65-15. Il battistrada è simmetrico, mentre l’inedita tecnologia (in particolare i 380 alveoli per i chiodi) è brevettata da Pirelli per la ritenzione dei chiodi nelle condizioni più impegnative.

La gomma destinata a un impiego più impegnativo è la RK, nella misura 235/40R18, per tutte le vetture top. Dedicato all’asfalto, questo prodotto presenta due incavi longitudinali, in linea con le disposizioni regolamentari, che lo rendono utilizzabile sia sull’asciutto che sul bagnato. Le due scanalature sono posizionate nella parte più interna del battistrada, per assicurare un maggior drenaggio dell’acqua, evitando fenomeni di aquaplaning, e contemporaneamente miglior prestazioni in curva, quando la vettura utilizza la parte esterna del battistrada. “Il numero e la specializzazione delle coperture necessarie ad affrontare le varie prove del WRC - hanno dichiarato in Pirelli - chiariscono l’impegno, umano ed economico, necessario a una azienda che voglia partecipare a tutte le prove del Campionato Mondiale con speranze di vittoria”. 

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