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Pneurama Weekly - Archivio

16/10/2018
Iperammortamento: anche alcune attrezzature per i gommisti rientrano nell'agevolazione fiscale

Restano ancora pochi mesi alle aziende italiane per usufruire dei vantaggi fiscali del programma Industria 4.0, e ottenere l’iperammortamento al 250% per l’acquisto di beni strumentali innovativi. L’iperammortamento, introdotto con la legge di bilancio 2017, può essere utilizzato per l’acquisto di dispositivi con caratteristiche avanzate, ritenuti elementi di sviluppo verso le imprese 4.0. Si tratta, per esempio, di macchine utensili a controllo numerico e/o logico, interconnesse ai sistemi informatici della fabbrica, integrate in modo automatizzato con il sistema logistico o con altre macchine del sistema produttivo. Devono inoltre avere un’interfaccia semplice uomo-macchina, rispettare i parametri di sicurezza e salute sul lavoro, nonché essere controllabili da remoto e consentire un monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo. l'Iperammortamento si riferisce agli investimenti compiuti tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2018, con la possibilità di allungare questo periodo alla data del 31 dicembre 2019 a fronte di ordini accettati dal venditore entro il 31 dicembre 2018 con il pagamento di un acconto pari o superiore al 20% del costo totale del bene acquistato.

Nei mesi scorsi AICA – Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature, ha posto importanti quesiti al Ministero dello sviluppo economico (MISE) per verificare la possibilità di usufruire dell’iperammortamento, sulla base della normativa in vigore, per gli operatori che acquistano sistemi per il controllo e la manutenzione dei veicoli, in relazione ad alcune tipologie specifiche di attrezzature. I chiarimenti arrivati dal MISE confermano l’ammissibilità dei prodotti in questione, e rappresentano quindi un’informazione di sicuro interesse per gli operatori del settore del controllo e della manutenzione di veicoli. Sintetizzammo qui di seguito alcuni tra i principali quesiti dell’AICA e le risposte del MISE.

 

Banchi prova freni, centrafari elettronici, misuratori battistrada pneumatici e sollevatori per veicoli.

Considerato che i beni possono beneficiare dell’iperammortamento solo se riconducibili a una delle voci riportate nell’elenco di cui all’allegato A alla legge n. 232 del 2016, AICA ha chiesto se i banchi prova freni, i centrafari elettronici e i misuratori battistrada per i pneumatici possono essere ricompresi nell’elenco nel punto 1 dei “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità” recante “sistemi di misura a coordinate e no (a contatto, non a contatto, sistemi ibridi, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro-metrica o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica”. Relativamente alla classificazione dei banchi prova freni, l’AICA ha aggiunto la specificazione che gli stessi “verificano requisiti geometrici perché misurano l’efficienza frenante e quindi calcolano lo spazio di arresto del veicolo, e cioè ne determinano un requisito geometrico”. Per i sollevatori per veicoli l’AICA ha chiesto che possano essere ricompresi nel punto 11 dei “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori e azionamenti” e, in particolare, tra gli “strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati”. Sulla  base delle informazioni contenute nel quesito dell’AICA il MISE ha ritenuto di poter condividere la classificazione proposta dall’AICA con la  precisazione che, ai fini della fruizione del beneficio, i beni ricompresi nella categoria dei “Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità” devono soddisfare il requisito generale dell’interconnessione, mentre per i sollevatori per veicoli occorre rispettare i 5+2 requisiti obbligatori previsti dalla disciplina agevolativa per i “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori e azionamenti”.

 

Assetto ruote, smontagomme diagnostico, equilibratrice diagnostica

L’AICA ha richiesto  la conferma che le macchine indicate di seguito rientrino nella categoria “sistemi di misura a coordinate e non (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro- o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica”. Le macchine in questione sono:

  • - Misuratore dell’assetto della convergenza robotizzato (assetto ruote)
  • - Smontagomme diagnostico
  • - Equilibratrice diagnostica

 Il MISE ha precisato che il misuratore dell’assetto della convergenza robotizzato (assetto ruote), lo smontagomme diagnostico e l’equilibratrice diagnostica possono essere ritenuti compresi nella categoria sopracitata, in quanto possono essere ritenuti un sistema ibrido che verifica uno specifico requisito geometrico. Devono, però, essere supportati da un sistema informativo in grado di rendere il processo documentabile e connesso.

 

Concetto di integrazione con la rete di fornitura

In merito al concetto di “Integrazione con la rete di fornitura” che è rilevante ai fini del diritto al beneficio dell’iperammortamento l’AICA ha chiesto se si può considerare anche l’eventuale comunicazione automatica (es. con una “app”) inviata dalla cabina di verniciatura di una carrozzeria al cliente finale per avvisarlo che l’auto è pronta, oppure la comunicazione dalla cabina al fornitore di vernici per avvisarlo che la vernice sta finendo. Il MISE ha risposto che con il termine ‘rete di fornitura’ si deve intendere sia un fornitore a monte sia un cliente a valle. Ciò implica che entrambi gli esempi sopracitati possono essere inclusi nell’agevolazione fiscale. È necessario però soffermarsi su come avviene la ‘comunicazione automatica (es. con un “app”)’: questa infatti presuppone che ci sia un processo di scambio di dati (in questo caso ‘prodotto finito pronto per la consegna’ o ‘gestione degli ordini delle materie prime (vernice)) con un sistema informativo e non un semplice avviso o notifica.

Ciò significa, quindi, che la condizione è da ritenersi verificata se esiste un sistema che tramite specifici dispositivi individua la necessità da comunicare (es. ‘vernice in esaurimento’ o ‘prodotto in fase di completamento’), la comunica ad una piattaforma o software gestionale, il quale, integrando altre informazioni ( es. tipologia di vernice, data di consegna, individuazione del fornitore, oppure ‘verifica della data dell’ordine, verifica pagamento etc.) fa arrivare la comunicazione all’utilizzatore ( cliente o fornitore) che può avvenire anche tramite una app.

A livello pratico quindi, se la cabina di verniciatura comunica con il proprio fornitore o il proprio cliente tramite una piattaforma o un software gestionale volto ad ottimizzare la gestione degli ordini o dei clienti, allora tale condizione soddisfa il vincolo n°3 necessario per ricevere l’agevolazione fiscale.

Nel caso in cui, invece, la comunicazione tra carrozzeria e cliente, avviene solo tramite un semplice avviso (equiparabile quindi ad un semplice avviso telefonico), allora la condizione ‘Integrazione con la rete di fornitura’ non è ritenuta soddisfatta

  

Concetto di integrazione con altre macchine del ciclo produttivo

In merito al concetto di “Integrazione con altre macchine del ciclo produttivo” l’AICA ha chiesto se si può intendere il semplice dialogo M2M (scambio di segnale) tra cabina di verniciatura e zone di preparazione a monte. Il MISE ha risposto che La comunicazione tra verniciatura e zona di preparazione a monte è da intendersi come comunicazione M2M se:

  • - il segnale è univocamente identificato e ha un protocollo che lo renda integrabile anche all’esterno del contesto industriale in cui si trova; ciò vuol dire che la comunicazione deve avvenire con un protocollo riconosciuto internazionalmente (ad es. standard Ethernet (TCP/IP)) e che ci sia una configurazione basata sull’esistenza di un hub/router centrale il cui ruolo è quello di collezionare e processare i dati (ricevuti via cavo o in modalità wireless) da diversi dispositivi.
  • - c’è lo scambio di un’informazione precisa inviata dalla cabina di verniciatura alla fase di preparazione a monte. Si intendono, quindi, lo scambio di un dato o di una richiesta specifica e non di un segnale acustico o visivo.

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