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Articoli - Archivio

05/07/2011
Il rispetto delle regole dà valore al mercato

Tavola rotonda su pneumatici e cerchi

Norme violate, contraffazioni e sicurezza del consumatore sono i temi che s’intrecciano al business di cerchi e pneumatici: l’impegno nel mettere ordine, discusso in una tavola rotonda ad Autopromotec, è un vantaggio per tutti

di Mino de Rigo

Per chi gioca allo stesso tavolo devono valere le medesime regole: la correttezza professionale e la legittimità nell’agire sono principi cardine per ogni mercato che dia valore alla competizione.

 

Il salone Autopromotec è stato il palcoscenico più adatto per una importante tavola rotonda promossa da Pneurama: “Il rispetto delle regole, un vantaggio per tutti”, che ha visto la partecipazione di Corrado Bergagna, presidente Assoruote; Fabio Bertolotti, direttore Assogomma; Angelo Infante, coordinatore della Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e per le Marche Agenzia delle Dogane; Guido Schiavon, presidente Federpneus; Maurizio Vitelli, direttore generale Ministero dei trasporti; tenente colonnello Gianfranco Zarro, comandante Gruppo La Spezia Guardia di Finanza.
Per chi gioca allo stesso tavolo devono valere le medesime regole: “la correttezza professionale e la legittimità nell’agire sono principi cardine per ogni mercato che dia valore alla competizione”, come sottolineato dal direttore di Pneurama Renzo Servadei nell’introdurre la tavola rotonda. Al centro del dibattito, moderato dal direttore di Quattroruote Carlo Cavicchi, il business che ruota attorno a cerchi e pneumatici, tra norme disattese, violazioni tributarie e sicurezza del consumatore.

La sicurezza dei prodotti
È di poche settimane fa il sequestro, legittimato dalla Corte di Cassazione, da parte della Guardia di Finanza di La Spezia di oltre 50mila cerchi in lega per automobili. Prodotti che sono presenti sul mercato anche in forma di replica, talora in violazione del marchio originale.
Il tenente colonnello Gianfranco Zarro, comandante del Gruppo spezzino responsabile dell’operazione, ha spiegato: “Si trattava di riproduzioni che non solo violavano i diritti di proprietà intellettuale ma che, pur di aspetto identico agli originali differivano nelle dimensioni del canale e ad esami più approfonditi hanno mostrato una marcata porosità delle leghe. Si è pertanto deciso di approfondire ulteriormente l’esame con apposite perizie tecniche. Prove di resistenza allo sforzo e agli impatti, dalle quali sono emersi diversi casi di frattura delle razze, lesioni delle leghe, deformazioni e problemi di squilibrio”. Difetti assai pericolosi per l’acquirente, non in grado di rendersene immediatamente conto, che possono influire sulla tenuta di strada e sulla stabilità in frenata.
“E i rischi aumentano – ha aggiunto il presidente di Assoruote Corrado Bergagna – più sono grandi i cerchi. Soprattutto anche quando cerchi per vetture pesanti e veloci, come i Suv, mostrano carichi nominali inferiori anche del 20/25% rispetto a quanto richiesto. La relazione pericolosa tra prezzi troppo bassi e sicurezza è in generale una questione di qualità. Contiamo sull’emanazione da parte del Ministero dei trasporti di apposite norme di omologazione” a tutela degli standard costruttivi e della conformità geometrica del sistema ruota-freni-sterzo del veicolo.

Cerchi e norme
“A breve – ha affermato Maurizio Vitelli, direttore generale del Ministero dei trasporti – rilasceremo un decreto riguardante cerchi e pneumatici, colmando le lacune normative esistenti; e poi, per mezzo del combinato disposto della legge 120/2010 (che ha modificato di recente il Codice della strada in materia di sicurezza) regolamenteremo la loro omologazione e approvazione. Un apposito tavolo tecnico vi sta lavorando da oltre un anno e l’approdo è ormai prossimo. A valle del nuovo decreto, l’omologazione dei cerchi sarà obbligatoria”.
Per contrastare l’effetto distorsivo sul mercato comunitario causato dall’importazione di cerchi sottocosto dalla Cina, lo scorso anno l’Ue ha imposto un dazio antidumping pari al 20,6%.
“L’Agenzia delle Dogane – ha detto Angelo Infante, coordinatore di Direzione della Direzione interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche – dispone di strumenti per contrastare chiunque voglia aggirare i dazi antidumping. Al fine di coniugare le esigenze di tutela degli interessi tributari ed anche extratributari (in primo luogo, salute e sicurezza) con quelle di velocizzazione dei traffici commerciali, tra tutte le spedizioni presentate (lo scorso anno quasi 12 milioni di dichiarazioni doganali, per un totale di quasi 17 milioni di singoli), mettiamo sotto la lente le sole spedizioni a rischio”. La selezione viene operata sulla base di una analisi dei rischi mediante un sofisticato sistema informatico (definito “circuito doganale di controllo”) che tiene conto, tra l’altro, degli elementi sintomatici di possibili aggiramenti dell’antidumping, quali ad esempio lo spostamento da una posizione tariffaria ad un’altra o da un’origine ad un’altra. E al microscopio passano anche le variazioni dei flussi di traffico. I dati sono elaborati in tempo reale e sulla base di essi scattano i controlli (sui documenti, sulla merce o anche mediante apparecchiature scanner del mezzo di trasporto e dei containers).
Nel 2005 l’Agenzia ha conseguito un riconoscimento internazionale per la creazione di una banca dati multimediale, alimentata dagli stessi titolari dei diritti di proprietà intellettuale. Poiché la normativa comunitaria consente all’importatore di scegliere liberamente il punto di ingresso delle merci nel territorio dell’Unione Europea, l’Agenzia ha promosso un coordinamento a livello comunitario nel contrasto alle frodi.

Le regole dei pneumatici
Anche nel settore dei pneumatici non mancano i comportamenti fuori regola e l’omologazione, legata a doppio filo al rispetto degli standard di sicurezza, rientra fra i temi più caldi, se è vero che qualche anno fa a Milano la Polizia Locale eseguì controlli su 5mila motocicli, rilevando che uno su cinque montava gomme non omologate. Le successive modifiche al CdS hanno esteso il divieto oltre alla circolazione anche all’importazione, vendita e montaggio di pneumatici privi dell’omologazione europea, prevedendo anche la possibilità del sequestro dei materiali non conformi “ma tuttora – ha sottolineato Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma – si stima che oltre il 3% dei veicoli in circolazione in Italia contravvenga alla regola. Sui 36,5 milioni del parco vetture nazionale rappresenta una quantità significativa. Ecco che un assiduo controllo alle dogane può contrastare chi alimenta questo mercato.
Un altro provvedimento europeo riguarda la messa al bando degli oli altamente aromatici, vietati nell’Ue dall’inizio del 2010”. Etrma, l’Associazione europea dei produttori di pneumatici, ha infatti individuato un 11% di prodotti testati che sono risultati non conformi. “Chiediamo che le Autorità competenti attivino controlli sul mercato per tutelare sia i consumatori, sia le Industrie Costruttrici ed i Rivenditori  di pneumatici.
“Da parte nostra – ha assicurato il presidente di Federpneus Guido Schiavon – c’è la massima determinazione nel far rispettare le regole. Dal costante dialogo con le amministrazioni dello Stato per tutelare chi lavora con correttezza e onestà, contrastando l’evasione dell’Iva, al forte impegno sul fronte della sicurezza, divenuto prioritario già quando collaborammo alla stesura della legge 122/92 che, allo scopo di assicurare più elevati livelli di sicurezza stradale, disciplina e qualifica la categoria dei gommisti stabilendo precisi requisiti tecnici e dotazioni di attrezzature specifiche”.   

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