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Info dalle Associazioni - Archivio

27/06/2012
Il Consiglio direttivo Federpneus fa un bilancio del mercato

Il Consiglio direttivo Federpneus, Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti di Pneumatici, fa il punto sul mercato e su alcune importanti novità del settore. Dopo una chiusura d’anno positiva, i primi mesi del 2012 registrano una profonda crisi nei comparti professionali. La recessione e la mancanza di credito hanno determinato un forte calo nel settore dell’autocarro, tra il 30 e il 40%. Interi comparti come quello dell’edilizia sono completamente fermi. Migliore la situazione del ricoperto che mantiene i numeri dell’anno precedente. Quello che maggiormente preoccupa è che anche aziende tradizionalmente solvibili spesso si trovano in difficoltà con i pagamenti.

Meglio, anche se con differenziazioni, la situazione del vettura. Il maltempo nel mese di febbraio ha, ma solo in parte, aiutato la rotazione dei magazzini sull’invernale nelle zone interessate dalle precipitazioni. Al di fuori di queste zone, si registra una quota significativa di invenduto. È soprattutto questa situazione che preoccupa, visto che l’aggravio dei magazzini riduce la capacità finanziaria del rivenditore. Migliore la situazione nel 4x4.

I consiglieri hanno approfondito il tema dei pneumatici fuori uso e del tavolo consultivo presso il Ministero dell’ambiente. Il tavolo ha un valore molto importante per la categoria perché permette un confronto concreto tra gli operatori del settore e le istituzioni per chiarire la normativa e risolvere alcuni problemi pratici della nuova disciplina.

Il tavolo ha in programma una fitta serie di riunioni, per cui è auspicabile che a breve, ove non sia necessario intervenire con modifiche al dettato legislativo, si possano avere almeno alcune risposte sui dubbi più importanti.

Continua l’attività di sensibilizzazione sul tema della lotta all’evasione dell’Iva da parte di Federpneus che da anni è impegnata in prima linea sul tema sia con una forte comunicazione che con proposte legislative concrete. L’evasione provoca oltre a un danno erariale anche fenomeni di concorrenza sleale tra rivenditori.

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