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Articoli - Archivio

01/03/2016
IVECO EUROCARGO, E' LUI IL RE DEL 2016

Tecnica truck

 

Il medio italiano, interamente prodotto nello stabilimento di Brescia, si aggiudica il titolo di Truck of the year 2016. La nuova versione strizza l’occhio agli utilizzi urbani, ma i motori restano fedeli al solo SCR. E le dotazioni tecnologiche sono degne di un pesante

 

 

Massimo Lanari

Dopo il grande, il medio. Nel 2013, la tecnologia Euro 6 raggiunta con il solo SCR - unita al lancio di un modello tutto nuovo - fruttò all’Iveco Stralis Hi-Way il titolo di Truck of the year. Ora, il 2016 è l’anno del medio: l’Eurocargo. È lui, infatti, il camion dell’anno 2016. L’annuncio, dato a novembre durante il Solutrans di Lione, chiude in bellezza un 2015 durante il quale Iveco ha festeggiato i suoi quarant’anni di attività. Era infatti il 1° gennaio 1975 quando dall’unione di Fiat Veicoli Industriali, Lancia, OM, Magirus-Deutz e Unic nasceva il marchio Iveco, che stava per Industrial vehicle corporation. Una galassia con il cuore in Italia ma che, ben prima dell’era Marchionne, nasceva da subito con una dimensione e un respiro internazionali: Magirus-Deutz era tedesca, Unic francese.

E nel 1990 si aggiunse la spagnola Pegaso. Ma torniamo all’attualità. Cos’ha convinto i giurati a premiare il camion italiano, interamente prodotto nello stabilimento ex OM di Brescia con fornitori in gran parte tricolori e con i motori Tector che arrivano direttamente dallo stabilimento FPT Industrial di Torino?

 

Perché

Gianenrico Griffini, il presidente italiano della giuria dell’International truck of the year, la vede così: l’Eurocargo rappresenta “un nuovo camion del segmento dei medi che innalza ulteriormente gli standard in un settore estremamente competitivo nel quale costituisce il principale punto di riferimento da 25 anni”.

 

Il tempo dei sorrisi

Un punto lo ha sicuramente messo a segno la nuova linea varata a fine 2015, che ha aggiornato quella lanciata nel 2010 che si era vista “soffiare” il titolo nel 2011 dal suo più acerrimo rivale, il Mercedes-Benz Atego in versione ibrida. Le linee del nuovo Eurocargo sono ispirate a quelle del fratello maggiore, lo Stralis, ma anche a quelle del nuovo Daily e risultano particolarmente riuscite. Le prese d’aria e la nuova calandra, in particolare, sembrano quasi “sorridere”. Ma non si tratta solo di estetica: secondo la Casa torinese, frontale e deflettori sono in grado di migliorare la penetrazione aerodinamica del 2% rispetto alla serie precedente. Certo, oltre agli elementi di rottura si notano anche gli elementi di continuità. E non potrebbe essere altrimenti, visto il successo di un modello alla ribalta dal 1991 e che in Italia detiene una quota di mercato di oltre il 67%, ma che sfiora il 50% in Spagna, supera il 37% in Francia, arriva al 24% nel Regno Unito e al 20% in Germania, per una quota di mercato europea complessiva che, nel 2015, arrivava al 32,6%.

 

Ufficio in movimento

Insomma, in Europa il segmento dei medi – compreso tra le 6 e le 18 tonnellate – è dominato da Eurocargo (32,6%) e Atego, e per gli altri rimangono le briciole o quasi. Peccato, però, che questo segmento nell’ultimo decennio si stia pian piano restringendo, schiacciato com’è dai “piccoli grandi” - a cominciare dal Daily, con il suo telaio a longheroni – e dai grandi in versione multiruolo. Sarà per questo motivo, dunque, che nel nuovo Eurocargo vengono enfatizzati gli elementi “cittadini” a scapito delle caratteristiche “extraurbane”. Basta guardare l’abitacolo: il mobiletto centrale, la manovrabilità e i vani portaoggetti per tablet, PC e smartphone strizzano l’occhio più ai leggeri che ai pesanti. Un vero e proprio ufficio in movimento.

 

Gamma ampia

Ma l’Eurocargo medio era e medio rimane, proponendo una gamma vastissima da vero tuttofare. A cominciare dalla classe dimensionale. Si parte dall’autotelaio 4x2 da 6,2 tonnellate di PTT con cabina ribassata dotata di un solo gradino e si arriva a quelli da 18 ton di PTT con cabina a due gradini, che possono formare la motrice di un autotreno di 35 tonnellate. Per non parlare, poi, dei 4x4. A proposito di cabina, ne esistono ben 4, anzi 8: corta a tetto basso, lunga a tetto alto, lunga a tetto basso e doppia, tutte a uno o due gradini. I segmenti cruciali rimangono quelli da 7,5, 10 e 12 tonnellate.

 

A Torino si fa scuola

Dal punto di vista della meccanica, si guarda invece al mondo dei pesanti, almeno per quanto riguarda i sistemi di post-trattamento. La tecnologia SCR è quella già vista sullo Stralis e che sta trovando buoni riscontri sul mercato. Al punto che, già dallo scorso anno, Scania ha lanciato un nuovo motore da 450 CV dotato solamente di SCR, seguendo così la strada già intrapresa da Iveco a partire dal 2012. Tornando al segmento dei medi, già nella serie precedente i motori Tector 4 e 6 erano stati adeguati agli standard Euro 6. Ora, per i nuovi motori si parte dal Tector 5 a 4 cilindri, un 4,4 litri con potenze sa 160, 186 e 207 CV; e si arriva al Tector 7, un 6 cilindri (6,7 litri) con potenze da 220, 252, 280 e 320 CV. La funzionalità dei motori più piccoli risulta particolarmente potenziata, visto che l’erogazione della coppia è stata migliorata grazie ai nuovi pistoni e ai nuovi iniettori. Guarda caso, un’altra strizzata d’occhio ai “piccoli”. A queste motorizzazioni si aggiungono poi le versioni a metano, basate sul Tector 6 da 5,9 litri da 204 CV e 750 Nm, con un’autonomia di 400 km. Per quanto riguarda i cambi, si parte dai manuali a 6 e 9 rapporti, oltre all’automatizzato a 6 e 12 marce e al cambio automatico, particolarmente utile per gli allestimenti legati alla nettezza urbana.

 

Consumi giù

Puntano invece decisamente in alto le dotazioni tecnologiche in grado di abbattere i consumi e di aumentare la sicurezza. Basti pensare all’Eco roll che, su lievi discese, disinnesta la marcia quando il veicolo può mantenere la velocità sfruttando la sua inerzia. Oppure l’Ecoswitch, che permette di scegliere tra modalità di marcia standard e quella con limitazione di velocità e che inibisce la funzionalità manuale del cambio automatizzato. Arrivano anche il sistema di segnalazione in caso di superamento della corsia di marcia e il sistema di frenatura automatica di emergenza. Cosa dire: non ci resta che aspettare le novità per il prossimo 2017. 

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