Condividi su

Articoli - Archivio

02/03/2017
ITALIA INDIETRO NEL TRASPORTO MERCI EUROPEO

Autotrasporto

 

Troppo differenti condizioni di lavoro, livelli di retribuzione e  costo degli autisti

Paolo Castiglia

La quota italiana nell’autotrasporto internazionale comunitario è solo del 2,5%, ossia il dieci percento di quanto trasportano i camion polacchi. È quanto emerge da ricerca dell’istituto francese Comite National Routier, che spiega come metà del traffico internazionale sia svolto dai camion immatricolati in soli quattro paesi. Siamo di fronte alla prima statistica che mostra il profondo cambiamento dell’autotrasporto europeo, presentata dal CNR, e riguarda il confronto del traffico di autotrasporto merci – in termini di tonnellate per chilometri – tra i veicoli immatricolati nei vari paesi comunitari tra il 1999 e il 2014.

Nel 1999, i primi dieci Paesi erano, nell’ordine decrescente, Germania, Paesi Bassi, Francia, Spagna e Italia mentre nel 2014 troviamo Polonia, Spagna, Germania, Paesi Bassi e Repubblica Ceca, con l’Italia scivolata al dodicesimo posto, dopo la Bulgaria e prima della Slovenia. Restringendo l’analisi al periodo compreso tra il 2006 e il 2014, il Paese che ha guadagnato più traffico in termini percentuali è la Bulgaria (+164%), seguita da Polonia (+124%) e Lituania (+59%), mentre chi ha perso di più sono Danimarca (-67%), Austria (-58%) e Italia (-51%).

In termini di valori assoluti, nel 2014 il traffico maggiore (sempre in tonnellate per chilometri) lo hanno registrato i veicoli immatricolati in Polonia con 154,303 miliardi di ton/km, con una percentuale di trasporto internazionale del 61% (l’altro 39% si è svolto solo nei confini nazionali).

Inoltre, i camion polacchi trasportano un quarto delle merci movimentate in Europa in regime di autotrasporto internazionale. Segue la Spagna, con 67,610 miliardi di ton/km e un peso dell’autotrasporto internazionale del 35%; i camion spagnoli trasportano il 10,9% delle merci su strada in regime internazionali. Al terzo posto troviamo i camion tedeschi, con 47,110 miliardi di ton/km ma una percentuale d’internazionale di solo il 15% e una quota di autotrasporto in ambito comunitario del 7,6%.

Al quarto posto ci sono i camion dei Paesi Bassi, con 39,632 miliardi di ton/km e una percentuale d’internazionale del 56%, che hanno una quota comunitaria del 6,4%. I veicoli industriali di questi quattro paesi trasportano la metà delle merci che viaggiano in regime internazionale all’interno dell’Ue. L’Italia è nel 2014 al dodicesimo posto con 15,456 miliardi di ton/km, ma di questi solo il 13% avviene in ambito internazionale

Da quando è stato liberalizzato il mercato del trasporto merci internazionale nel 1990, poi, l’Unione europea ha dato vita a un’ampia produzione legislativa in materia, che avrebbe anche dovuto garantire condizioni di lavoro standardizzate, in un clima di concorrenza sostenibile. Tuttavia tale armonizzazione non si è realizzata in quanto nei vari Stati membri vi sono condizioni di operatività delle imprese molto diverse. Lo studio condotto dal CNR mette anche in evidenza le divergenze relative alle condizioni di lavoro, ai livelli di retribuzione e al costo degli autisti internazionali in Europa che vedono l’Italia posizionata ai primi posti nell’infelice classifica sul costo del lavoro dei conducenti.

“Il deficit di armonizzazione tra le legislazioni sociali dei vari Stati membri ha causato il proliferare di normative interne antidumping – ha dichiarato il presidente di Anita, Thomas Baumgartner – Francia, Germania, Austria e Belgio hanno introdotto leggi a protezione del mercato del lavoro nazionale”. Nel nostro paese, la recente attuazione della direttiva Enforcement ha consentito al nostro legislatore di introdurre strumenti di tutela delle condizioni di lavoro del personale distaccato, o somministrato, in Italia e di ampliare la protezione ai lavoratori impegnati in operazioni di cabotaggio stradale

“Ora, l’auspicio è che la nuova disciplina nazionale ponga un freno alle pratiche sleali ed elusive della normativa comunitaria e al contempo limiti il troppo diffuso ricorso al cabotaggio – ha aggiunto Baumgartner – riequilibrando così le quote di mercato tra gli operatori europei”.

Sono fuori dalla nuova disciplina, invece, i trasporti internazionali i quali sono in attesa di un chiarimento da Bruxelles. “Pertanto, è necessario trovare soluzioni in grado di potenziare le quote di mercato in questo settore in cui le imprese italiane hanno perso e continuano a perdere margini d’azione”. “In tale contesto, la proposta  sulla decontribuzione per gli autisti impiegati nei trasporti internazionali, pur con le criticità sollevate dal punto di vista del diritto comunitario, può e deve rappresentare uno spunto per la ricerca di soluzioni efficaci e idonee a restituire la competitività persa negli ultimi anni e permettere alle imprese di tornare ad assumere in Italia”. 

 

 

Emissioni: i camion moderni inquinano meno delle auto

Sembra un dato impossibile, per il nostro comune sentire, ma la ricerca scientifica in proposito è molto chiara: uno studio dell’International Council on Clean Transportation mostra che i motori Euro VI dei veicoli industriali producono in Europa meno Nox rispetto agli Euro 6 delle autovetture. L’organismo internazionale, che segue l’inquinamento dei trasporti, ha calcolato le emissioni medie di ossidi d’azoto prodotte dai veicoli industriali e dagli autobus che montano motori Euro VI e quelli delle autovetture diesel Euro 6, mostrando che queste ultime sono oltre il doppio rispetto ai veicoli pesanti. Secondo l’ICCT, la differenza è dovuta alle diverse tecnologie utilizzate nella riduzione degli Nox dai gas di scarico, che evidentemente sui veicoli pesanti sono più efficaci.

Le misurazioni sono avvenute su ventiquattro esemplari di camion e autobus, sia in laboratorio, sia su strada con strumenti certificati dall’ente tedesco KBA. La media delle emissioni di Nox è stata di 210 milligrammi per chilometro. Le rilevazioni sulle autovetture avvenute in strada hanno mostrato una media di 500 milligrammi per chilometro. L’ICCT sottolinea anche che le prove per certificare le emissioni inquinati dei veicoli pesanti sono anche molto più rigorose rispetto a quelle delle autovetture. Nel primo caso, infatti, dal 2013 è obbligatorio svolgere i test con veicolo in movimento, mentre per le autovetture basta una misurazione in laboratorio su prototipi, che ovviamente sono predisposti per tale prova.

 

 

Accordo Albo – Unrae per la formazione degli autisti dei Tir

Aprono le scuole del camion: nel programma dell’Albo Autotrasporto per agevolare la formazione dei giovani al mestiere di autista di veicoli industriali, l’Unrae realizzerà corsi nelle scuole professionali. L’accordo firmato a gennaio 2017 tra Albo degli Autotrasportatori e associazioni dell’autotrasporto è stato sottoscritto anche dall’associazione che raccoglie i costruttori esteri Unrae e quelli italiani Anfia.

Questi due organismi s’impegnano a svolgere corsi negli istituti scolatici professionali e di formazione: “Nell’ambito delle attività promosse dal Protocollo d’intesa, Unrae s’impegna a promuovere e organizzare eventi illustrativi e dimostrativi dei veicoli di ultima generazione, nei quali coinvolgere giovani allievi di scuole professionali, contribuendo inoltre allo svolgimento delle attività di informazione e formazione, mettendo anche a disposizione personale docente, nonché il materiale didattico necessario”, ha spiegato in proposito Franco Fenoglio, presidente di Unrae.

 “In questo particolare momento storico, mentre la cronaca ci offre notizie tragiche che vedono coinvolti veicoli industriali, il nostro pensiero non può non andare a quanti ogni giorno percorrono, in condizioni non sempre ideali e di piena sicurezza, le strade del nostro continente per garantire alle produzioni e ai mercati il flusso di beni necessario alla loro sopravvivenza e sviluppo, sottolineando come resti fondamentale la formazione di conducenti responsabili del proprio lavoro e del mezzo, come è stato dimostrato dai recenti drammatici eventi”, ha spiegato ancora Fenoglio, concludendo con un appello: “Chiediamo pertanto alle autorità competenti di porre in essere tutti i possibili controlli per mantenere l’autotrasporto nell’ambito del suo indispensabile ruolo di comparto strategico per l’economia”.

Il contributo dei costruttori di veicoli consisterà in lezioni teoriche e pratiche all’interno delle scuole. Nelle lezioni frontali in aula, i docenti illustreranno le principali caratteristiche costruttive e le prestazioni dei veicoli industriali dell’ultima generazione e spiegheranno il funzionamento della strumentazione di bordo. Nella parte pratica, personale specializzato mostrerà il funzionamento dei camion all’interno della cabina.

 

Emissioni: i camion moderni inquinano meno delle auto

Sembra un dato impossibile, per il nostro comune sentire, ma la ricerca scientifica in proposito è molto chiara: uno studio dell’International Council on Clean Transportation mostra che i motori Euro VI dei veicoli industriali producono in Europa meno Nox rispetto agli Euro 6 delle autovetture. L’organismo internazionale, che segue l’inquinamento dei trasporti, ha calcolato le emissioni medie di ossidi d’azoto prodotte dai veicoli industriali e dagli autobus che montano motori Euro VI e quelli delle autovetture diesel Euro 6, mostrando che queste ultime sono oltre il doppio rispetto ai veicoli pesanti. Secondo l’ICCT, la differenza è dovuta alle diverse tecnologie utilizzate nella riduzione degli Nox dai gas di scarico, che evidentemente sui veicoli pesanti sono più efficaci.

Le misurazioni sono avvenute su ventiquattro esemplari di camion e autobus, sia in laboratorio, sia su strada con strumenti certificati dall’ente tedesco KBA. La media delle emissioni di Nox è stata di 210 milligrammi per chilometro. Le rilevazioni sulle autovetture avvenute in strada hanno mostrato una media di 500 milligrammi per chilometro. L’ICCT sottolinea anche che le prove per certificare le emissioni inquinati dei veicoli pesanti sono anche molto più rigorose rispetto a quelle delle autovetture. Nel primo caso, infatti, dal 2013 è obbligatorio svolgere i test con veicolo in movimento, mentre per le autovetture basta una misurazione in laboratorio su prototipi, che ovviamente sono predisposti per tale prova.

 

 

Accordo Albo – Unrae per la formazione degli autisti dei Tir

Aprono le scuole del camion: nel programma dell’Albo Autotrasporto per agevolare la formazione dei giovani al mestiere di autista di veicoli industriali, l’Unrae realizzerà corsi nelle scuole professionali. L’accordo firmato a gennaio 2017 tra Albo degli Autotrasportatori e associazioni dell’autotrasporto è stato sottoscritto anche dall’associazione che raccoglie i costruttori esteri Unrae e quelli italiani Anfia.

Questi due organismi s’impegnano a svolgere corsi negli istituti scolatici professionali e di formazione: “Nell’ambito delle attività promosse dal Protocollo d’intesa, Unrae s’impegna a promuovere e organizzare eventi illustrativi e dimostrativi dei veicoli di ultima generazione, nei quali coinvolgere giovani allievi di scuole professionali, contribuendo inoltre allo svolgimento delle attività di informazione e formazione, mettendo anche a disposizione personale docente, nonché il materiale didattico necessario”, ha spiegato in proposito Franco Fenoglio, presidente di Unrae.

 “In questo particolare momento storico, mentre la cronaca ci offre notizie tragiche che vedono coinvolti veicoli industriali, il nostro pensiero non può non andare a quanti ogni giorno percorrono, in condizioni non sempre ideali e di piena sicurezza, le strade del nostro continente per garantire alle produzioni e ai mercati il flusso di beni necessario alla loro sopravvivenza e sviluppo, sottolineando come resti fondamentale la formazione di conducenti responsabili del proprio lavoro e del mezzo, come è stato dimostrato dai recenti drammatici eventi”, ha spiegato ancora Fenoglio, concludendo con un appello: “Chiediamo pertanto alle autorità competenti di porre in essere tutti i possibili controlli per mantenere l’autotrasporto nell’ambito del suo indispensabile ruolo di comparto strategico per l’economia”.

Il contributo dei costruttori di veicoli consisterà in lezioni teoriche e pratiche all’interno delle scuole. Nelle lezioni frontali in aula, i docenti illustreranno le principali caratteristiche costruttive e le prestazioni dei veicoli industriali dell’ultima generazione e spiegheranno il funzionamento della strumentazione di bordo. Nella parte pratica, personale specializzato mostrerà il funzionamento dei camion all’interno della cabina.

torna all'archivio