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Articoli - Archivio

17/12/2013
INVERNALI SOTTO LA LENTE DELLA SICUREZZA

 

Pneumatici Sotto Controllo


A ribadire la necessità nella stagione fredda di un set completo di pneumatici invernali i test di Assogomma al passo dello Stelvio: netto il divario, anche in assenza di neve, sia rispetto agli estivi sia a prototipi ibridi con la sola mescola o con il solo disegno winter



Mino De Rigo

 

Repetita iuvant. E se in gioco c’è la sicurezza stradale vale davvero la pena ribadire il concetto, come insegna il motto latino. Ecco allora Assogomma riproporre i test i cui protagonisti sono i pneumatici invernali, “capaci di dare sicurezza – sottolinea Fabio Bertolotti, direttore dell’associazione che riunisce i produttori del comparto – nel corso di tutta la stagione fredda, offrendo al contempo praticità e comfort”. Quest’anno per l’appuntamento, ormai rendez-vous di prammatica per addetti ai lavori, rappresentanti delle istituzioni e giornalisti, è stato scelto il passo dello Stelvio. Nel confermare sia con l’esperienza diretta che col supporto dei dati strumentali l’acclarata superiorità delle coperture invernali nelle diverse condizioni atmosferiche proprie dei mesi più freddi, i test hanno offerto nuovi spunti di interesse. Fra tutti, l’inedito confronto tra un set di gomme winter, uno di coperture estive e due treni di pneumatici prototipali, rispettivamente il primo con mescola invernale e battistrada estivo, e il secondo, viceversa, con compound estivo e intaglio invernale. Una prova servita a soppesare il contributo ai fini prestazionali delle componenti costituite da disegno e lamelle da un lato e dalla mescola dall’altro. I riscontri relativi alle quattro identiche Alfa Romeo 159 2.4 Jtd impegnate in frenata a 45 km/h in rettilineo su neve impastata dalla pioggia, a temperature di poco oltre lo zero, hanno restituito un responso assai chiaro.

 


Più del battistrada conta la mescola


Rispetto al set winter, dalla supremazia scontata, a comportarsi meglio è stato il treno sperimentale con mescola invernale e disegno estivo: spazi di arresto in media superiori del 33%, contro il 110% in più registrato dalle coperture con battistrada invernale e mescola estiva; fanalino di coda, il set di pneumatici estivi, con i quali la frenata si allungava del 122%. Non basta, allora, che una gomma sia lamellata (e marcata M+S) per ottenere le migliori prestazioni nella stagione fredda, ma si deve invece guardare alle caratteristiche più propriamente invernali simboleggiate sul fianco del pneumatico dall’icona con le tre cime che sormontano un fiocco di neve. La preponderanza del contributo della mescola rispetto al battistrada è emerso anche nei test di trazione. Con una dimostrazione sul piazzale della funivia, protagonista un terzetto di Alfa Romeo Giulietta equipaggiate con pneumatici estivi nuovi, con invernali intonsi e con invernali già usurati, dal battistrada residuo di 2,5 mm. Subito alla prova d’accelerazione sui 30 metri con partenza da fermo, la vettura munita di gomme winter usate: la differenza rispetto all’omologa con set di invernali nuovi si riassumeva in pochi decimi di secondo e una velocità di uscita inferiore di circa il 10%. Ben più lento, invece, il passaggio della Giulietta con coperture estive: tempo di percorrenza superiore del 30% e velocità più ridotta in percentuale analoga. Non nuovo ma sempre molto istruttivo, poi, il test condotto equipaggiando tre Abarth 500 rispettivamente con un treno invernale, un treno estivo e un set misto, montando le gomme winter solo sull’asse (anteriore) di trazione.


Mai gomme diverse sui due assi Un ovale ricavato sul piano, da percorrere a 30 km/h, solcando qualche centimetro di neve fradicia, condizione assai frequente sulle strade nella brutta stagione dopo una nevicata cui seguono l’innalzarsi della temperatura e la pioggia. Alla disinvoltura con cui è stato possibile affrontare le curve del piccolo toboga con la 500 munita di coperture winter, hanno fatto riscontro prima gli inevitabili e attesi slittamenti della city car equipaggiata con gli estivi, e, poi, le reazioni tanto imprevedibili quanto pericolose della terza vetturetta. Proprio perché all’abbrivio l’aderenza è garantita dalla presenza delle gomme invernali sull’asse di trazione, chi guida viene illuso di poter marciare in sicurezza; una volta giunto ad affrontare la curva, però, ecco il posteriore che si scompone provocando una sbandata improvvisa che facilmente si trasforma in testacoda, nonostante i controlli di trazione e di stabilità sempre attivi. Il consiglio che ne deriva, caldamente ribadito anche dalla direttiva del Ministero dei Trasporti del 30 gennaio scorso, è di montare sempre gli invernali su entrambi gli assi, a scanso di rischiosissime derive. Altro parallelo rinnovato dai test di Assogomma, il confronto fra pneumatici invernali, gomme estive e coperture estive con catene. Scopo dichiarato, paragonare la guidabilità e il comfort lungo un percorso misto, con partenza in lieve pendenza su fondo innevato, curva a gomito e rettilineo in discesa su asfalto sgombro da neve, sul quale accelerare fino a 50 km/h prima della frenata conclusiva. Ferma al palo, dopo ripetuti tentativi di avvio, l’Alfa Romeo Giulietta in configurazione estiva, la sfida si è presto ristretta alle altre due identiche vetture.



La trazione integrale non basta


Più rapida la prima, più disinvolta nel percorrere la curva sull’asfalto imbiancato, mentre la Giulietta con catene tendeva a “perdere” il posteriore, e più efficace anche in frenata, grazie a spazi di arresto più brevi. Inutile dire, poi, della maggiore confortevolezza. Un’ulteriore sessione di test improntati all’handling è servita, infine, anche a sfatare un mito assai radicato fra i possessori di Suv: la convinzione che basti la trazione integrale, pur montando gomme estive, a garantire una marcia in tutta sicurezza nelle diverse condizioni invernali. Cosa che si è rivelata falsa non solo su strada innevata (che specie in discesa può diventare un incubo, nell’incapacità di frenare il veicolo), ma anche sul normale asfalto a temperature attorno allo zero: proprio le condizioni rilevate nello stretto e tormentato itinerario tra Bormio e lo Stelvio. Con gli ultimi chilometri percorsi più volte in saliscendi, a bordo di altrettante coppie di Toyota Rav (4wd), prima con set estivo e poi con treno invernale, Alfa Romeo Mito Tdi (120 cv e trazione anteriore) e di Jaguar Xf (147 cv e trazione posteriore). Al volante del suv giapponese in configurazione estiva, una palpabile sensazione d’incertezza nell’affrontare le curve, causata dalla perdita di aderenza: ad accompagnare lo slittamento, tanto più evidente quanto più repentina era la sterzata (come per evitare un veicolo in senso opposto uscendo dalla curva), lo stridore della gomma incapace di aderire al terreno e il conseguente allargarsi della traiettoria. L’inerzia del suv accentuava il fenomeno in discesa e, in frenata a 70 km/h, lo portava a scomporsi: il veicolo saltellava e gli spazi d’arresto si allungavano. Tutto quanto svaniva una volta a bordo della Toyota equipaggiata con gomme invernali, capace di un comportamento fluido e omogeneo anche nel seguire bruschi cambi di traiettoria. Poi, Alfa Romeo Mito e Jaguar Xf offrivano altrettante variazioni sul tema dell’aderenza, confermando gli effetti già sperimentati.Davvero facile, a questo punto, concludere: a ogni stagione il proprio pneumatico.



LA POLSTRADA AI TEST: EDUCAZIONE E PREVENZIONE


La presenza della Polstrada ai test organizzati da Assogomma è divenuta puntuale consuetudine. Proprio perché si tratta “sia di dare risalto a quanto oggi la tecnologia applicata ai pneumatici offre a vantaggio di una mobilità più sicura, sia di sensibilizzare gli utenti della strada rafforzando l’informazione e l’educazione in tema”. Giuseppe Bisogno, neo direttore del servizio di Polizia Stradale, è netto: “È fondamentale far comprendere quanto sia pericoloso avventurarsi su percorsi invernali senza gli adeguati presìdi. I benefici offerti dai pneumatici winter valgono ben più della spesa, che peraltro si riduce ai costi di sostituzione”. Prevenire, insomma, è la priorità. “Le sanzioni ci sono, ma rappresentano l’extrema ratio. L’obiettivo primario è formare una cultura della sicurezza.


Rischiare la propria e l’altrui incolumità è cosa ben più grave di una contravvenzione. Come ogni anno nel periodo invernale, siamo già impegnati a pianificare i controlli coordinandoci con gli altri enti interessati”.

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