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L'Editoriale - Archivio

25/10/2016
INVASIONI DI CAMPO

Renzo Servadei

Fino a qualche anno fa avevamo una distinzione tra le attività di autoriparazione abbastanza netta: il carrozziere riparava le carrozzerie, il gommista si occupava del servizio alla ruota, il meccanico e l’elettrauto facevano il loro mestiere.

Poi, proprio mentre l’evoluzione tecnologica ha cominciato a richiedere sempre più specializzazione, paradossalmente i ruoli hanno iniziato a confondersi.

Il meccanico ha prima cominciato a fare il lavoro tipico dell’elettrauto, tant’è che lo stesso ha smesso addirittura di esistere, e in quel momento è nata infatti la figura del meccatronico. Ora molti meccanici si sono messi a invadere il campo dei gommisti.

Questo tipo di situazione è stato anche favorito dal fatto che alcune associazioni artigiane hanno spinto per abolire l’elenco delle attrezzature minimali nella legge 122/92 che disciplina l’autoriparazione, in nome di non si sa quale principio di liberalizzazione.

In realtà questo processo ha aperto la strada anche a numerosi improvvisati, finendo per impoverire l’intera filiera dell’autoriparazione. Gli stessi meccanici quindi non hanno tratto giovamento dal fatto che chiunque può di fatto fare qualsiasi cosa, anche perché i controlli sono molto scarsi. Si è quindi innescata la classica guerra di sopravvivenza.

Federpneus, Associazione Nazionale dei Rivenditori Specialisti di Pneumatici, per il momento in solitudine, sta invece conducendo una battaglia opposta, per ripristinare il concetto di specializzazione della categoria.  Lo fa non per meri interessi di bottega, ma soprattutto perché - non dimentichiamolo - la sicurezza stradale passa anche per una manutenzione effettuata da professionisti. Nel settore gomme anche le attività apparentemente più semplici, come la riparazione di un pneumatico, se praticate non da professionisti adeguatamente formati possono portare a conseguenze molto serie.

Certo, apparentemente la strada della semplificazione può apparire la più facile da seguire, come è più facile vendere un low cost piuttosto che argomentare la qualità.

Ma anche nel ventunesimo secolo senza professionalità non si va da nessuna parte. Ecco perché Federpneus continuerà la sua battaglia per una reale qualificazione della categoria, sperando che altre realtà si uniscano a lei. 

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