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Articoli - Archivio

07/03/2014
INCUBO AUMENTI AUTOSTRADALI PER I CAMIONISTI

 


Autotrasporto


Il coordinamento unitario di Unatras sul piede di guerra per scongiurare ulteriori aggravi dei costi. Le associazioni di categoria chiedono una diminuzione del costo del lavoro. Da Strasburgo intanto via libera ai nuovi cronotachigrafi



Paolo Castiglia

È come se un padrone di casa, in questo momento di crisi, avesse aumentato l’affitto dell’ufficio di un professionista già alle prese con le difficoltà del momento. Per un camionista, che ha per ufficio la cabina del suo mezzo pesante, l’aumento dei pedaggi autostradali ha lo stesso, drammatico effetto: tutto il dibattito negli ultimi tempi tra associazioni di categoria dell’autotrasporto e Governo si è svolto quindi su queste pressante tematica.

Il coordinamento unitario di Unatras, la maggiore rappresentante di padroncini, ha chiesto un incontro, oltre che col Governo,  anche con Aiscat, che associa le società concessionarie autostradali, per aprire un tavolo di confronto sulla proposta di sconti riservati agli autotrasportatori che usano alcune tratte in modo ricorrente.La presidenza di Unatras ha anche chiesto al ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, di favorire questa possibilità “confermando la necessità di recuperare gli aumenti ingiustificati concessi dal primo gennaio 2014, tramite sconti direttamente al casello a valere sulla fatturazione mensile delle imprese”. 

 

Sconto sui pedaggi

Un’altra richiesta avanzata dall’unione degli autotrasportatori al ministero riguarda il rimborso degli sconti sui pedaggi, già in vigore oggi attraverso contributi pubblici: Unatras chiede che siano drasticamente ridotti i tempi di erogazione dei fondi, che oggi sono di due anni e mezzo. Unatras si attende “impegni concreti” e sulla questione, la presidente di Fita-Cna, Cinzia Franchini, ha ribadito che l’associazione “è pronta alla mobilitazione delle sue strutture territoriali”.

Non è stato risolutivo un primo incontro di metà gennaio con il sottosegretario Ghirlanda che ha voluto avviare la consultazione con le federazioni al fine di recepirne le intenzioni sulle loro aspettative per la ripartizione delle risorse messe a disposizione del settore.


Costo del lavoro

Altra richiesta fondamentale è stata quella di chiedere interventi concreti sul costo del lavoro. Innanzitutto il mantenimento della riduzione del premio Inail che deve trovare adeguate risorse nel fondo già stanziato. La posizione definita con il Ministero dei Trasporti è di mantenere i 90 milioni già previsti. Ovviamente il risultato emergerà solo dal confronto che i due dicasteri interessati  effettueranno: le altre proposte non potranno che partire da questo elemento che è determinante per la ripartizione delle risorse. 

 

Verso l’accordo

Qualcosa di positivo però, il presidente di Fai-Conftrasporto Paolo Uggè lo ha riscontrato: “Innanzitutto il Governo ha chiarito e fornito garanzie sul mantenimento delle due fattispecie. Un conto sono i pendolari un conto sono i grandi utenti per i quali l’Unione europea consente il riconoscimento di sconti fino al 13%”.Il Governo ha assicurato, insiste il rappresentante degli autotrasportatori, “che gli sconti che verranno eventualmente concessi ai pendolari non verranno spalmati sulle imprese di trasporto, nei confronti delle quali il Governo ha assicurato anche la possibilità di interventi a posteriori per determinare riduzioni in linea con la percentuale consentita. Il Governo, inoltre, come da nostra richiesta, si attiverà per promuovere un confronto con gli enti concessionari al fine di verificare la possibilità di ottenere un ridimensionamento degli aumenti introdotti”.


Nuovi cronotachigrafi

Strada sempre più accidentata, comunque, per chi deve trasportare merci su strada, con forti inasprimenti anche dei controlli. L’Europarlamento ha infatti approvato innovazioni al cronotachigrafo, lo strumento di bordo che controlla i tempi di guida e riposo dei trasportatori. La riunione plenaria del Parlamento europeo del 15 gennaio 2014 ha, infatti, approvato l’accordo raggiunto nel maggio 2013 con il Consiglio UE sulla nuova generazione di cronotachigrafi digitali per veicoli adibiti all’autotrasporto. Avranno maggiori funzioni e dovrebbero prevenire le frodi con maggiore efficacia.

La riforma del regolamento tecnico sui cronotachigrafi digitali per camion e autobus è dettata dalla constatazione che le frodi sono in aumento in tutta Europa. A tale proposito, si stima che nell’intero territorio della comunità, in ogni istante almeno 45mila veicoli pesanti non rispettino le norme sui tempi di guida e di riposo degli autisti. Con la risoluzione, i parlamentari europei hanno approvato le nuove norme già discusse nei mesi scorsi dal Consiglio europeo e con questo passaggio parlamentare fondamentale - uno degli ultimi atti dell’attuale Parlamento, prima delle elezioni di maggio - la nuova generazione di cronotachigrafi ha ottenuto il semaforo verde. Il prossimo passo spetta alla Commissione europea, che deve ora fissare le specifiche tecniche degli apparecchi, sulla base dei criteri approvati a gennaio dall’Europarlamento. Se non ci saranno ritardi, la nuova generazione di cronotachigrafi diventerà obbligatoria entro tre anni per i veicoli di nuova immatricolazione ed entro quindici anni per tutti i veicoli circolanti nel territorio comunitario. È previsto l’esonero dall’uso del cronotachigrafo per i veicoli industriali utilizzati in un raggio di cento chilometri dalla sede aziendale, a condizione che la guida non sia l’attività principale del conducente.

 

• L’UNIONE EUROPEA: NO AI CARTELLI SU NOLI CONTAINER

Annunci commerciali pubblici favoriscono la realizzazione di cartelli, di trust in area trasporto container. E allora l’Unione europea ha aperto una procedura d’indagine nei confronti di alcune compagnie,  per verificare se abbiano attuato pratiche contrarie alle norme comunitarie Antitrust nel trasporto di container. Sotto accusa ci sono gli annunci pubblici che quasi tutte le principali compagnie marittime fanno prima di aumentare i noli container, attraverso siti web o comunicati stampa. Questi annunci, che possono ripetersi diverse volte l’anno, contengono l’importo degli aumenti e la data di applicazione, che spesso è la stessa per tutte le compagnie. “La Commissione sospetta che tale pratica consenta alle compagnie di segnalarsi a vicenda le intenzioni sui noli e possa nuocere alla concorrenza e ai clienti, causando un aumento dei noli nelle rotte da e per l’Europa”, ha spiegato la Commissione in una nota. L’indagine verificherà se questa pratica violi l’articolo 101 del Trattato sull’Unione (Tfeu) e l’articolo 53 sull’accordo relativo all’area economica europea (Eea). Com’è consuetudine, la Commissione non rivela i nomi delle società indagate, ma secondo alcune fonti stampa ben quattordici compagnie avrebbero ricevuto la vista degli ispettori europei.


• EUROPARLAMENTO ORDINA: MENO EMISSIONI PER FURGONI

Diminuiranno di circa un quarto le emissioni dei furgoni europei di nuova immatricolazione dalla fine di questo decennio. Il 14 gennaio 2014, l’assemblea plenaria del Parlamento europeo ha, infatti, approvato il progetto di legge che riduce le emissioni di CO2 per i veicoli commerciali nuovi dagli attuali 203 g/km a 147 g/km. Il provvedimento entrerà in vigore nel 2020. I deputati hanno detto sì al testo di Holger Krahmer con ampia maggioranza, ossia 552 voti favorevoli, 110 contrari e 12 astensioni. I nuovi limiti di emissioni diventeranno obbligatori per i veicoli merci con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate immatricolati da gennaio 2020. I deputati e il Consiglio hanno concordato che tale obiettivo sarà applicabile a tutte le aziende che producono più di mille veicoli l’anno.  “Dopo trattative difficili, abbiamo raggiunto un risultato. Sono contento che non si sia ceduto a nessun tipo di pressione per cambiare l’obiettivo. Considerando che la durata dei veicoli commerciali leggeri è più lunga di quella delle autovetture, è opportuno rispettare l’obiettivo prefissato”, ha dichiarato Krahmer.L’Europarlamento ha anche chiesto di sostituire l’attuale sistema con la nuova procedura World Light Duty Test, fissata dalle Nazioni Unite, avendo rilevato che l’attuale protocollo seguito per verificare le prestazioni ambientali degli autoveicoli è poco realistico, perché le procedure di valutazione sono praticamente impossibili da riprodurre nelle condizioni quotidiane di guida.

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