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Articoli - Archivio

27/10/2016
IN BILICO TRA PROTESTA E PROPOSTA

Autotrasporto

 

Lettera al Governo per una maggiore attenzione e nuovi piani di sviluppo

Paolo Castiglia

Tanto per cambiare c’è attenzione preoccupata nel settore dell’autotrasporto. Unatras, l’associazione che ha al suo interno la gran parte dei gruppi di rappresentanza degli autotrasportatori, ha espresso allarme per la mancata attenzione verso il settore del trasporto su gomma rispetto all’attuazione pratica dei principi legislativi contenuti nella Legge di Stabilità 2016.

Per questo  il presidente di Unatras, Amedeo Genedani, ha direttamente inviato una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio. 

“Le associazioni dell’autotrasporto di merci hanno accettato un piano di sacrifici per il settore con spirito e senso di responsabilità al fine di ridisegnare il sistema del trasporto su strada agli obiettivi strategici nazionali per la riforma del trasporto e della logistica”, si legge nel testo. “L’Unatras – insistono gli autotrasportatori - negli ultimi mesi, ha inviato delle richieste d’incontro al Ministero competente per concretizzare un dialogo costruttivo, tuttavia esse non sono state prese in considerazione”. 

Nel testo inviato al Governo la categoria lamenta il fatto di non essere in grado finanziariamente di sostituire i veicoli obsoleti con quelli di ultima generazione perché mancano i decreti attuativi di ripartizione delle risorse.

Unatras ritiene, infatti,  che “la contabilizzazione del gettito derivante dal risparmio sulle agevolazioni delle accise per l’euro 0 dell’anno scorso e quello sugli euro 1 e 2 del corrente anno, possa facilitare l’impegno di risorse aggiuntive per consentire all’autotrasporto di affrontare le sfide del prossimo futuro”.

L’associazione, inoltre, definisce “importante la politica che favorisce il trasferimento sulla rotaia di parte del trasporto stradale, ma reputa azzardato ipotizzare il caricamento dei veicoli e delle merci sulla ferrovia entro distanze inferiori ai 350 km. Infatti, la ricaduta sulla media distanza della distribuzione anche delle merci di consumo giornaliero sarebbe deleteria al fine del contenimento dei prezzi”.

Infine, si sottolinea nella lettera che l’estendersi di un malcontento difficilmente gestibile potrebbe avere risvolti destabilizzanti per l’ordine pubblico provocati non solo dalla perdurante crisi economica e da particolari situazioni di crisi come quelle dell’ILVA e del Sistri ma specie da un frammentato e discontinuo dialogo con il Ministero dei Trasporti”. In chiusura, Unatras torna nuovamente sull’indispensabile ruolo degli organi di vigilanza per contrastare il cabotaggio illegale e sulla necessità di intensificare tale lotta.

Ma nel settore non c’è solo protesta: a sei mesi da Transpotec, il salone dell’autotrasporto e della logistica in calendario a Veronafiere dal 22 al 25 febbraio 2017, le principali associazioni di settore, esponenti della filiera, dalle infrastrutture agli utilizzatori, si sono incontrate in un’occasione importante di confronto e approfondimento in un momento segnato, tra l’altro, dalla ripresa delle immatricolazione dei mezzi pesanti.

In generale è emersa chiara la stretta correlazione tra sviluppo del settore e opportunità di crescita economica per il nostro Paese, in un momento in cui nuovi servizi, come l’e-commerce – cresciuto del 12% solo nell’ultimo anno (fonte Ups) – portano prepotentemente alla ribalta il trasporto su gomma per raggiungere ovunque i clienti e impongono una crescente riflessione sugli sviluppi della logistica. In questa situazione di rapido e radicale cambiamento, per restare competitivi occorre una logistica efficace, capace di reagire ai cambiamenti, fattore abilitante all’innovazione tecnologica dell’intero Paese.

Il Forum ha puntato i riflettori su un sistema che continua a lavorare per la piena integrazione fra mezzi e infrastrutture, imprese e istituzioni. Il risultato è quello di un mercato orientato a una logica smart, che può portare a una riqualificazione del trasporto su gomma per anni accusato di alti costi e alto impatto ambientale e che oggi, invece, è sempre più orientato al risparmio e all’ecosostenibilità. Per evolvere occorre cambiare la mentalità dell’autotrasporto, passando da una logica dominante di proprietà a quella di servizio al cliente.

Così, se da un lato in Italia occorre abbattere l’impatto ambientale e i costi dei mezzi, puntando sul rinnovo del parco circolante – nell’epoca dell’Euro 6 il 74% dei mezzi pesanti italiani, secondo Unrae è ancora Euro 4, – dall’altro occorre mettere al centro la formazione dell’autotrasportatore, anche attraverso incentivi. Iniziative fondamentali per creare figure professionali aggiornate, in grado di valorizzare le potenzialità di mezzi sempre più tecnologicamente avanzati, con funzioni che vanno dalla guida autonoma ai sistemi computerizzati di monitoraggio e assistenza.

Anche le infrastrutture – strade, porti, ferrovie, hub del trasporto integrato – stanno cambiando: da canale di transito per le merci a provider di servizi, in grado, per esempio, di assistere le aziende dell’autotrasporto per utilizzare al meglio le proprie reti, aggiornando gli utenti in tempo reale via social network sull’andamento del traffico o su eventuali ostacoli alla circolazione.

Mentre si stanno correggendo gap strutturali che finora hanno penalizzato in particolare Sud e Centro Italia – ristrutturando, per esempio, tunnel ferroviari non ancora in grado di far transitare convogli su cui sono caricati i semirimorchi – si spinge l’evoluzione verso i motori a propulsione alternativa, installando sulle strade colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Tutte queste direttrici di sviluppo hanno però bisogno del supporto delle istituzioni, impegnate, anch’esse, in un cambiamento all’insegna dell’efficienza. ¢

 

 

Nuovi pedaggi 2017 per transito camion in Svizzera

Da gennaio 2017 entreranno in vigore le nuove tariffe per il transito dei veicoli pesanti sulle strade svizzere, con un aumento deciso dal Consiglio federale nel dicembre del 2015. Dopo l’approvazione da parte dell’Unione Europea, l’Ufficio federale dei Trasporti ha diffuso i nuovi importi. L’apertura della galleria ferroviaria di base del San Gottardo spinge il Governo federale svizzero a incentivare ulteriormente il trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia, intervenendo sulla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP). In concreto, a gennaio 2017 entrerà in vigore un aumento per i veicoli con motore Euro 3, Euro 4 ed Euro 5 e l’eliminazione delle riduzioni finora concesse a quelli con motore Euro VI. L’Ufficio federale dei trasporti ha aggiornato ad agosto 2016 le previsioni di traffico sulle strade svizzere. Entro il 2040, il volume del traffico merci crescerà del 37 per cento, raggiungendo i 37 miliardi di tonnellate-chilometro. Il trasporto ferroviario aumenterà del 45%, ma la strada resterà il modo prevalente di trasporto delle merci. “Benché le previste opere di ampliamento contribuiranno a decongestionare singoli tratti stradali, i problemi di capacità sulla rete persisteranno”, aggiunge l’UFT. Entro il 2025, sono previsti investimenti di 6,4 miliardi di franchi, cui si aggiungono 6,5 miliardi di franchi per le strade nazionali entro il 2030.

 

Abolito obbligo modulo assenze autisti camion

Abrogate le sanzioni per le imprese di autotrasporto che non tengono a bordo del camion il modulo delle assenze dell’autista. Lo chiarisce definitamente la circolare del 1° settembre 2016 dal Ministero dell’Interno che spiega l’applicazione del Regolamento UE 165/2014 che, all’articolo 34, afferma che gli Stati membri non possono imporre ai conducenti l’obbligo di presentazione di moduli che attestino la loro attività mentre sono lontani dal veicolo. In seguito, la Commissione Europea ha diffuso alcuni chiarimenti propri sul Regolamento in questione: l’uso del modulo di controllo viene concesso, anzi consigliato, ma non è più obbligatorio e quindi la sua mancanza non può prevedere sanzioni. In seguito a queste innovazioni comunitarie, il Ministero dell’Interno precisa che la redazione del modulo di controllo non è più obbligatoria dopo l’entrata in vigore delle disposizioni del Regolamento UE. “Con la presente circolare si ribadisce, pertanto, l’inapplicabilità delle sanzioni già previste dall’art. 9, commi 4 e 5, del decreto legislativo 4 agosto 2008, n. 144, ferma restando la facoltà dell’impresa di trasporto di redigere il modulo in esame, da esibire in sede di controllo in una prospettiva di collaborazione per chiarire le eventuali assenze nell’arco dei ventotto giorni”.

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