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Articoli - Archivio

01/03/2016
IMPEGNI CONFERMATI, MA PER CHI RISPETTA L'AMBIENTE

Autotrasporto

 

La Legge di stabilità 2016 contiene numerose novità di rilievo per l’autotrasporto italiano

Paolo Castiglia

Vi era la solita grande attesa, nel settore, per i contenuti della Legge di stabilità 2016 e in effetti il provvedimento contiene numerose novità di rilievo per l’autotrasporto italiano. Le disposizioni che riguardano specificamente gli autotrasportatori sono molte, a partire dalla delicata questione del rimborso delle accise sul gasolio. Qui la norma stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2016 il credito d’imposta relativo all’agevolazione sul gasolio per autotrazione degli autotrasportatori non sarà previsto per i veicoli di categoria Euro 2 o inferiore, quindi svolta sempre più ambientale e premio solo per i più ecologici.

Molto interessante il fatto che la norma valuta i risparmi derivanti da questa esclusione -160 mln euro/anno dal 2016 al 2020, 80 mln euro/anno nel 2021, 40 mln euro/anno nel 2022 - e prevede che, in caso di scostamenti rispetto a queste previsioni, l’Agenzia delle Dogane, entro il 31 ottobre di ciascun anno, comunicherà il valore degli scostamenti al Ministero dell’Economia e al Ministero dei Trasporti. In caso di maggiori risparmi, gli importi corrispondenti saranno assegnati allo stato di previsione del Ministero dei Trasporti. In caso di minori risparmi, invece, il Ministero dell’Economia rideterminerà le dotazioni finanziarie delle risorse in esame. In caso di maggiori risparmi accertati, le risorse saranno assegnate fino al 15% a interventi per l’acquisto di mezzi di ultima generazione destinati al servizio dell’autotrasporto di merci su strada e fino all’85% al nuovo Fondo per i veicoli destinati al trasporto pubblico locale e regionale.

Sempre in tema di valorizzazione ambientale, è stato poi confermato il “Marebonus”, che autorizza il Ministero dei Trasporti a concedere contributi per l’attuazione di progetti di miglioramento della catena intermodale e alla decongestione della rete viaria attraverso la realizzazione di nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci o il miglioramento dei servizi su rotte esistenti, in arrivo e in partenza da porti italiani. Su questo fronte è autorizzata la spesa di 45,4 mln euro/anno per il 2016, di 44,1 mln euro/anno per il 2017 e 48,9 mln euro/anno per il 2018.

Non manca quest’anno neanche il “Ferrobonus” che autorizza il Ministero dei Trasporti a concedere contributi per servizi di trasporto ferroviario intermodale in arrivo e in partenza da nodi logistici e portuali in Italia, per il completo sviluppo del sistema di trasporto intermodale. Qui è autorizzata la spesa di 20 mln euro/anno per il triennio 2016-2018. La stessa norma prevede che la misura potrà essere finanziata con una parte delle risorse assegnate al settore dalla Legge di stabilità 2015: previsti 250 mln euro/anno.

Viene rifinanziato anche il Fondo di Garanzia per una spesa di 10 milioni di euro per la sezione speciale destinata all’autotrasporto, istituita nell’ambito del Fondo di garanzia per le Pmi, la cui operatività era stata di recente sospesa a causa dell’esaurimento delle risorse.

Risultato importante poi, da parte degli autotrasportatori, sul fronte dei trasporti internazionali: la norma  prevede l’esonero dai complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, nella misura dell’80%,  per i conducenti impegnati in trasporti internazionali con veicoli dotati di tachigrafo digitale. È infatti autorizzata la spesa di 65,5 mln euro/anno per il triennio 2016-2018. La misura è introdotta a decorrere dal 1° gennaio 2016, a titolo sperimentale per il triennio 2016-2018, ed è soggetta a domanda dell’impresa interessata, a condizione che le giornate annue in cui l’autista è impegnato in trasporti internazionali siano almeno pari a 100.  L’esonero contributivo  - che non riguarda i premi e i contributi Inail - è riconosciuto dall’Inps in base all’ordine cronologico delle domande, fino a esaurimento delle risorse, valutate anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell’esonero. L’ente previdenziale monitorerà le minori entrate, inviando relazioni mensili ai ministeri competenti, e informerà tempestivamente dell’eventuale esaurimento delle risorse anche attraverso il proprio sito internet.

Rimodulati, infine, gli importi per le spese non documentate per le piccole imprese del settore. La Legge apporta modifiche al regime agevolativo della deduzione forfettaria delle spese non documentate riconosciute alle imprese minori, per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore. Il vecchio sistema – basato sulla distinzione tra trasporti effettuati dall’impresa nella regione di appartenenza o in quelle confinanti e trasporti eseguiti oltre tali ambiti – è sostituito da una suddivisione basata su due categorie: trasporti effettuati oltre il territorio del comune in cui ha sede l’impresa e trasporti effettuati all’interno del comune in cui ha sede l’impresa. Gli importi delle deduzioni, il cui preciso ammontare sarà stabilito in seguito, saranno ridotti per i trasporti effettuati all’interno del comune in cui ha sede l’impresa, in relazione ai quali spetterà il 35% dell’importo previsto per i trasporti effettuati oltre il territorio del comune di appartenenza. ¢

 

Artigiani contro aumenti pedaggi autostradali

Il 1° gennaio scorso sono entrati in vigore gli adeguamenti delle tariffe di pedaggio autostradale con la firma dei Decreti Interministeriali di concerto tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

“Purtroppo gli aumenti annuali dei pedaggi – ha affermato il presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani - stanno divenendo una costante che crea un grave danno alle imprese di autotrasporto. Condividiamo quindi le proteste sugli ennesimi rincari, vedi ad esempio quelle concernenti la Torino-Milano che per il settimo anno consecutivo ha subito un aumento della tariffa. Una situazione insostenibile per le aziende di trasporto che deve portare a delle riflessioni per il nostro Esecutivo”.  

“Con il tasso d’inflazione a livelli così bassi – insiste Genedani -  sembra l’ennesima mazzata per gli utenti e per le imprese di autotrasporto che difficilmente così potranno uscire dalla crisi, vista anche la concorrenza sleale di quei vettori esteri che effettuano il cabotaggio irregolare. I trasportatori non possono e non devono essere sempre costretti a esborsi annuali simili, considerata poi la perdurante congiuntura economica negativa e gli oneri sempre molto alti.

Se si vuole aiutare la ripresa del settore, è necessario cambiare radicalmente direzione”.

 

Abolizione registro: da Inail arriva il “cruscotto infortuni”

L’obiettivo è quello di semplificare gli adempimenti a carico del datore di lavoro. L’abolizione del registro infortuni è diventata effettiva a decorrere dal 23 dicembre 2015, data in cui il datore di lavoro non ha più l’obbligo della tenuta del registro stesso. A questo proposito l’Inail chiarisce che nulla è mutato rispetto all’obbligo del datore di lavoro di denunciare all’istituto gli infortuni occorsi ai dipendenti prestatori d’opera e l’Inail intende offrire agli organi di vigilanza uno strumento alternativo che possa fornire dati e informazioni utili a orientare l’azione ispettiva. Ecco quindi la  realizzazione di un “cruscotto infortuni” nel quale sarà possibile consultare gli infortuni avvenuti a partire dal 23 dicembre 2015 ai dipendenti prestatori d’opera e denunciati dal datore di lavoro all’Inail. Il cruscotto infortuni sarà accessibile agli organi di vigilanza nell’area dei servizi online del sito www.inail.it e, tramite l’inserimento del codice fiscale, permetterà la consultazione, per singolo soggetto infortunato.

In questo caso, conclude la circolare, l’utente riceverà un report con l’indicazione di tutti i casi di infortunio relativi al singolo lavoratore. Da rilevare che, in ogni caso, per quanto riguarda gli infortuni avvenuti in data precedente a quella del 23 dicembre 2015, questi saranno consultabili nel registro infortuni abolito dalla norma in esame: quindi le imprese del settore dovranno comunque conservare il vecchio registro in azienda.

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