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28/08/2012
IL VALORE DEL RICICLO DEI PNEUMATICI FUORI USO

CONVEGNO ECOPNEUS

Si è tenuto a Roma il Convegno organizzato da Ecopneus sul valore del riciclo, dove sono state delineate le linee guida per lo sviluppo di una economia del riciclo. L’evento ha riunito istituzioni, Forze dell’ordine, aziende e il Ministro dell’ambiente

Paolo Castiglia

SPOSARE la cultura della legalità alla creazione di nuovi mercati e alla sostenibilità ambientale rappresenta oggi la sfida forse più importante che la società e l’industria stanno affrontando per la costruzione in Italia di una vera recycling society. Un cambiamento epocale, accelerato dalla crisi economica ed energetica e dal depauperamento delle risorse. Su queste tematiche l’industria del recupero dei pneumatici fuori uso, può e vuole giocare un ruolo da protagonista contribuendo a liberare il paese dall’illegalità e a produrre nuova economia e posti di lavoro. È stato questo il significato profondo del Convegno Ecopneus: “Il valore del riciclo va oltre ciò che si vede” che si è tenuto il 6 giugno alla Casa del Cinema di Roma, e che ha visto la partecipazione di istituzioni, Forze dell’ordine, aziende e l’intervento conclusivo del Ministro dell’ambiente Corrado Clini. 

Tutto nasce dalla constatazione che in effetti i pneumatici fuori uso “vanno a ruba”. I traffici illeciti di rifiuti negli ultimi anni, infatti, hanno coinvolto ben 19 regioni italiane e, sia come porti di transito sia come meta finale di smaltimento, 23 Stati esteri, tra cui Cina, Hong Kong, Malaysia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal: i pneumatici fuori uso (in sigla Pfu) sono tra i materiali più gettonati dai trafficanti. Questa tipologia di rifiuti, infatti, è stata al centro di oltre il 10% del totale delle inchieste svolte dal 2002 a oggi. 

Per affrontare al meglio e contrastare il fenomeno dell’illegalità, l’Agenzia delle Dogane, in occasione del convegno, ha firmato con Ecopneus, principale soggetto nazionale senza scopo di lucro, operante dal 2011 nella gestione dei pneumatici fuori uso (Pfu) in Italia per conto dei propri soci, un protocollo d’intesa. Peleggi e Corbetta hanno infatti siglato un documento che vedrà la società consortile diventare partner tecnico dell’Agenzia per il monitoraggio dei flussi legati al commercio internazionale di Pfu. Ecopneus metterà a disposizione dell’Agenzia delle Dogane i dati del proprio sistema informatico per eventuali controlli e accertamenti sulle movimentazioni transfrontaliere di propria competenza.

La cronaca del convegno ha visto, dopo i saluti iniziali del presidente Ecopneus, Andy Davies e del direttore generale Giovanni Corbetta, il prof. Marco Frey che ha presentato il primo bilancio di sostenibilità Ecopneus che ha evidenziato non solo i risultati in termini di sostenibilità, ma anche dell’utilizzo delle risorse economiche raccolte attraverso il contributo ambientale. 

La cultura della legalità è stata poi lo spunto di discussione della tavola rotonda tra Enrico Fontana di Legambiente, Giuseppe Peleggi direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e Donato Ceglie, magistrato della Procura di Napoli. Nella seconda parte del convegno, partendo dalla decennale esperienza americana nell’utilizzo del polverino di gomma per la realizzazione di strade, illustrata da Mark Belshe, executive director della Rubber Pavements Association, si è affrontato il tema dello sviluppo, nel medio-lungo periodo, di una strategia industriale che risponda agli indirizzi dell’Unione Europea in materia di Green Public Procurement.

Durante la tavola rotonda, Silvano Falocco, coordinatore Gpp Net, il senatore Andrea Fluttero – segretario della Commissione Ambiente del Senato, l’on. Ermete Realacci ed Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, hanno delineato e analizzato le strategie da strutturare per favorire la creazione di un mercato forte, stabile e articolato per il reimpiego dei materiali derivati dai Pfu e che riequilibri il rapporto tra recupero energetico e riciclo a favore di quest’ultimo. 

Dopo l’intervento dell’on. Angelo Alessandri, presidente della Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, il Ministro dell’ambiente, Corrado Clini ha annunciato l’avvio delle operazioni da parte di Ecopneus per il prelievo di circa 3.000 tonnellate di pneumatici fuori uso che giacciono accumulati a Oristano. Le operazioni sono finanziate grazie al 30% dell’avanzo di gestione accumulato da Ecopneus nel 2011. Il decreto che regolamenta l’attività dei produttori e importatori di pneumatici e delle loro forme associate, infatti, prevede che ogni anno il 30% dell’eventuale avanzo di gestione debba essere destinato a prelievi da stock storici al fine di rimuovere l’ampio numero di siti oggetto di abbandoni ancora esistenti in Italia e comunicato al Ministero dell’ambiente.

 

• Annunciato dal Ministro lo sgombero del deposito di Oristano

È stato lo stesso Ministro dell’ambiente Corrado Clini ad annunciare l’avvio del prelievo delle 3.000 tonnellate di pneumatici fuori uso, accumulati nei pressi dello Stagno di Santa Giusta a Oristano, un’area ambientale protetta: il prelievo è effettuato in collaborazione con la rete di partner di Ecopneus a partire dal 15 giugno 2012, per la durata di circa 2 mesi e mezzo. L’area è posizionata nella zona industriale a sud di Oristano, con estensione di 790 ettari, e lo Stagno di Santa Giusta, il terzo stagno della Sardegna, ospita particolari specie floristiche e faunistiche. I Pfu si sono accumulati a causa del fallimento della società che avrebbe dovuto riciclarli. Il materiale verrà impiegato in gran parte per fornire energia presso cementifici, non essendo più adatto al riciclo. Dopo un opportuno trattamento, il potere calorifico emesso è equivalente a quello del pet coke o di un carbone di ottima qualità.


• La mappa delle irregolarità 

Esportazioni illecite e discariche illegali sono tra i principali campi di attività del controllo del flusso di Pfu da parte di Ecopneus. Secondo i dati raccolti da Ecopneus e dall’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, dal 2005 sono state individuate ben 1.415 discariche illegali di Pfu, per un totale di metri quadrati superiore ai 7 milioni. Gli abbandoni abusivi sono più numerosi in Puglia, Calabria, Campania e Sicilia, con 58 siti complessivamente rilevati negli ultimi 8 mesi, pari al 62,4% di quelle scoperte su tutto il territorio nazionale. Sono 6 i siti individuati nello stesso periodo in Emilia Romagna, prima regione del nord, e altrettante nel Molise, la prima del centro. 

A livello provinciale, è Taranto ad avere il maggior numero di discariche abusive individuate negli ultimi 8 mesi, pari a 10 siti e una superficie di 81.650 mila metri quadrati. Segue Cosenza con lo stesso numero di siti, ma di dimensione inferiore (36.000 mq), e quindi Lecce, Brindisi, Campobasso e Siracusa. Guardando, invece, ai dati degli ultimi 7 anni, la speciale classifica è guidata dalla Puglia (304 siti illegali, 3 milioni di metri quadrati), seguita da Campania (231), Calabria (218) e Sicilia (192). Il Lazio è la regione con più discariche nel centro Italia (97), ma quelle di estensione maggiore sono state rilevate in Toscana (408.554 metri quadrati). Al nord, il peggior risultato è in Piemonte (41 siti, 181.650 metri quadrati), mentre 52 sono le discariche abusive di Pfu della Sardegna (456.000 metri quadrati).

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