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In Lab - Archivio

04/11/2013
IL "SISTEMA LIMBICO" SEDE DELL'INTELLIGENZA EMOTIVA

Riprendiamo il percorso ideale alla volta delle attitudini individuali e delle loro affinità con i diversi mestieri.  La serie di articoli su questo argomento ha preso inizio con il numero 1 ed è proseguita con il numero 3 di Pneurama di quest’anno

Roberto Vaccani


Nel secondo articolo della serie è stata presa in considerazione la parte anatomica del cervello chiamata “area corticale”, differenziata in “emisfero sinistro” ed “emisfero destro”. Si è approfondita l’influenza di tale area anatomica in termini di sviluppo di attitudini prevalentemente analitiche (tendenti a esaltare la percezione dei dettagli, la visione dei particolari) o attitudini prevalentemente sistemiche (tendenti a esaltare la percezione del tutto, la visione generale).


Fig 1 - Area corticale



In questo numero analizzeremo la parte anatomica chiamata “sistema limbico” e la sua influenza su quella che viene genericamente chiamata intelligenza emotiva.
Il sistema limbico è anatomicamente posizionato sotto e all’interno dell’area corticale, che lo ricopre come una potente “buccia”, tanto che un tempo veniva appellato come area subcorticale. Tale area cerebrale ha una particolare importanza rispetto ai processi biologici e metabolici;  garantisce l’integrazione dinamica dei fenomeni psicologici, neurologici, endocrini ed immunitari.


Fig. 2  - Il sistema limbico



Il sistema limbico ha una forte implicazione nel mantenere l’equilibrio dinamico del corpo regolando la pressione del sangue, la temperatura corporea, i livelli di zucchero nel sangue, il ritmo cardiaco, la regolazione ormonica del corpo attraverso l’ipofisi ecc. Nel sistema limbico una funzione particolare è rivestita dall’ipotalamo, chiamato da alcuni ricercatori il "cervello del cervello". Impiantando degli elettrodi in zone specifiche dell’ipotalamo (gli esperimenti sono stati effettuati prima su ratti e poi su malati psichiatrici), si sono scoperti i centri del piacere e i loro reciproci, i centri dell’avversione (Steven Rose, 1977).

Sempre nell’ipotalamo sembrano risiedere i centri deputati alla rabbia, mentre le amigdale sembrano svolgere un ruolo importante nella percezione della paura e collaborare con l’ipotalamo nei processi di governo dell’aggressività. Alcune sperimentazioni di asportazione di amigdale effettuate su cavie animali appartenenti ai mammiferi hanno provocato la perdita di paura e di aggressività e l’assunzione di atteggiamenti di docilità.

Per ciò che più interessa questa trattazione, al sistema limbico vanno ascritti anche importanti influenzamenti inerenti la percezione, la comunicazione e, in genere, tutto il campo del comportamento sociale.

Si può affermare che il sistema limbico rappresenta il cervello che si occupa delle selezioni d’importanza emotiva. Non a caso il cervello limbico è il regolatore dei bisogni primari esistenziali ai quali l’evoluzione della specie ha associato, d’ufficio, alto valore emotivo.

Così nel sistema limbico, con notevole protagonismo dell’ipotalamo, oltre alle regolazioni degli equilibri chimici, del ritmo cardiaco e degli ormoni, ritroviamo i meccanismi di governo della fame, della sete, del sonno/veglia, del le pulsioni sessuali, delle emozioni in genere. Sempre nel sistema limbico sembra essere la sede della memoria selettiva a lunga scadenza, la memoria, di oggetti, simbologie, fenomeni, ritenuti più importanti dal cervello di un individuo specifico, plasmato da una storia specifica. Oggetti, simbologie e fenomeni rinforzati da attribuzioni emotive di maggior grado d’indelebilità.

La regola di fondo che governa il sistema limbico è elementare ed essenziale insieme: esso spinge gli individui a massimizzare gli stati di piacevolezza biologica ed esperienziale e minimizzare gli stati di spiacevolezza biologica ed esperienziale.

Attraverso l’attribuzione di gradienti emotivi positivi (estasi, piacere, gioia, motivazione, curiosità ecc.) e negativi (panico, dolore, paura, vigilanza, demotivazione ecc.), il cervello limbico non solo ci spinge a soddisfare i bisogni primari difendendoli e a reagire alla loro privazione, ma influenza anche la nostra esperienza specifica di rapporto con ambienti e contesti sociali.

Il sistema limbico tende a farci ripetere tutte le esperienze ricche di processi e risultati percepiti e sperimentati come piacevoli e, contemporaneamente, ci spinge a rifiutare la ripetizione di esperienze vissute come penalizzanti nel processo e fallimentari come risultato.
L’emotività così considerata è ben lungi dal rappresentare un fenomeno illeggibile, bizzarro, irrazionale; essa è un’utile memoria implicita e selezionatrice delle nostre esperienze piacevoli e spiacevoli; essa ci riattualizza ciò che ci piace e ci invita possibilmente a riassaporarlo (massimizzando il nostro principio del piacere) e ciò che non ci piace e ci suggerisce possibilmente di evitarlo (minimizzando il nostro principio di disagio).

Il sistema limbico si può metaforicamente immaginare come un contabile emotivo che ci aiuta a orientare la nostra spesa energetica mantenendo alti nella gerarchia del ricordo positivo gli eventi/ambienti molto piacevoli da risperimentare (verso i quali investire energie con approccio generativo), alti nella gerarchia del ricordo negativo gli eventi/ambienti spiacevoli da evitare (rispetto ai quali non sperperare energie) .

Via via che gli eventi/ambienti calano nella gerarchia emotiva essi diventano sempre meno stimolanti fino ad essere percettivamente ignorati. Il sistema limbico è impegnato a classificare le esperienze di tutta la nostra vita (con particolare rilevanza delle esperienze infantili e adolescenziali) in termini di qualità di connotazione emotiva (emotività positiva - emotività negativa) e di misura (alta emotività - bassa emotività).

Per semplificare (chiedendo umilmente scusa al sistema limbico e alla sua preziosa complessità) si può affermare che esso usa uno schema di classificazione simile al seguente


Si pensi a quanto il sistema limbico (o intelligenza emotiva) influenza ogni istante della nostra vita. Non c’è un comportamento umano che non sia implicitamente ispirato da uno dei sentimenti sopra esposti. È prevalentemente il sistema limbico che orienta ed edifica la nostra percezione selettiva, ponendo in primo piano gli elementi ambientali vissuti esperienzialmente come piacevoli/spiacevoli relegando sullo sfondo il resto. È sempre il sistema limbico al timone delle nostre implicite scelte di vita.

A parità di ambienti-stimolo, individui diversi opereranno implicitamente selezioni limbiche diverse per via delle loro esperienze originali di impatto con situazioni e ambienti. I sensi percettivi vanno implicitamente dove l’esperienza limbica "vuole". A esperienze individuali diverse non solo corrispondono programmi corticali diversi, ma anche diverse valorizzazioni limbiche emotive. Chi ha sperimentato un piacevole rapporto infantile con l’accarezzante fluido marino avrà una valorizzazione limbica del mare ben diversa da chi in giovane età ha sperimentato un traumatico principio d’affogamento a due passi dalla riva. E ancora si pensi alla valorizzazione limbica (emotiva) diversa di un pacchetto di sigarette operata dalle esperienze di un fumatore, un non fumatore, un ex fumatore.

Per le medesime ragioni la piacevolezza d’insegnamento di un docente può fare diventare appetibile limbicamente qualsiasi contenuto plausibile, mentre di converso, una pessima relazione docente-discente può, per estensione di penosità limbica, far rifiutare con il docente anche il contenuto di cui si fa portatore. Le resistenze individuali all’apprendimento di materie e discipline di studio non dipendono da carenze genetiche: tutti hanno sufficienti neuroni per apprendere la storia, la geografia, le lingue, la chimica, la filosofia, la matematica. La visitazione delle diverse discipline, resa piacevole o spiacevole da chi le propone, le rende attitudinali (piacevoli) o antiattitudinali (spiacevoli). Il tabù o la predisposizione agli apprendimenti è, insieme ad altri eventi esperienziali, il sintomo superficiale della interiorizzazione di relazioni negative e positive instaurate da chi ci ha imposto o proposto gli apprendimenti stessi.

Nel numero 6 di Pneurama tratteremo le intelligenze emotive e le attitudini  inerenti il sistema limbico e le relazioni con persone ed ambienti che caratterizzano i diversi mestieri.

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