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Articoli - Archivio

26/10/2011
IL PNEUMATICO CHE CONTROLLA LA PRESSIONE

GOODYEAR DUNLOP CON LA TECNOLOGIA AMT

Goodyear Dunlop sta sviluppando un nuovo pneumatico in grado di mantenere automaticamente la corretta pressione di gonfiaggio. Alla base la tecnologia AMT (Air Maintenance Technology)

Paolo Ferrini

L'aria è, almeno per il momento, una delle poche cose che l'automobilista non deve ancora pagare. Eppure, ammettiamolo, sono davvero pochi quelli che fanno controllare periodicamente la pressione di gonfiaggio dei pneumatici. I dati parlano chiaro. Un'indagine condotta nel 2011 da Goodyear Dunlop a livello europeo ha rivelato, ad esempio, che il 73% degli intervistati non conosceva la pressione appropriata, che quasi metà non sapeva esattamente quale fosse il momento più adatto per misurare la pressione delle gomme (a pneumatici freddi) e che, sebbene il 59% dichiarasse di controllare regolarmente la pressione dei pneumatici, almeno la metà ammetteva candidamente che sarebbe potuta partire per un lungo viaggio senza farlo. Una negligenza davvero pericolosa visto che guidare con pneumatici gonfiati in modo insufficiente o eccessivo può costare caro e rivelarsi pericoloso.
A medio termine qualcosa potrebbe però cambiare. Non solo per una maggiore presa di coscienza da parte degli automobilisti, bensì per l'impegno dei ricercatori Goodyear. Nei laboratori di Akron (Stati Uniti) e di Colmar-Berg (Lussemburgo) è infatti in avanzato stadio di sviluppo un nuovo pneumatico in grado di mantenere, ripristinandola automaticamente, la corretta pressione di gonfiaggio. Il progetto è, come comprensibile, coperto da molto riserbo da parte di Goodyear, ma possiamo anticipare che alla base di questa innovazione, c'è la nuova tecnologia AMT (Air Maintenance Technology) ovvero uno speciale sistema di autogonfiaggio che utilizza una pompa miniaturizzata posta all'interno del pneumatico. Certo è che questa soluzione renderebbe più sicuri ed efficienti i veicoli.
Al momento Goodyear non fa previsioni sull'introduzione sul mercato di questa nuova tecnologia, ma ammette che l'interesse dimostrato dal dipartimento americano per l'Energia e dall'Unione Europea dovrebbero contribuire ad accelerare i tempi di sviluppo.
Il nuovo pneumatico Goodyear potrebbe risolvere tutta una serie di problemi importanti che vanno ben oltre la pigrizia degli utenti. Resa chilometrica, comfort, trasmissione degli sforzi di trazione e di frenata sono infatti influenzati dalla pressione a cui sono gonfiati i pneumatici. Gonfiarli in modo insufficiente (sottogonfiaggio) genera un'eccessiva flessione della carcassa che provoca a sua volta un eccessivo riscaldamento dei pneumatici, un aumento della loro resistenza al rotolamento ed una conseguente usura non uniforme. In casi estremi, il sottogonfiaggio può causare danni ai pneumatici. D'altro canto, gonfiarli troppo (sovragonfiaggio) può ridurre la resa chilometrica delle gomme e causare usure irregolari e rapide.
"Gli automobilisti fanno spesso tre errori classici - dice Luca Crepaccioli, presidente e amministratore delegato di Goodyear Dunlop Tires Italia - non controllano la pressione dei pneumatici prima di partire, la controllano quando le gomme sono calde (il che porta ad una lettura erronea) oppure gonfiano i pneumatici senza tenere conto del peso della vettura. Infatti c'è una netta differenza tra una vettura vuota e una completamente carica".
Per mantenere il comportamento del veicolo ai livelli ottimali (ed in particolare la sua tenuta in curva), è necessario avere sempre pneumatici gonfiati correttamente. Molti problemi iniziano con un calo di pressione, graduale e non rilevato. "Se un pneumatico non è gonfiato in modo sufficiente, il peso della vettura si concentra nella zona esterna del battistrada, aumentando la pressione sui fianchi del pneumatico o sulle spalle che dir si voglia, e non si distribuisce uniformemente su tutta la larghezza del pneumatico. Ciò significa che, man mano che il pneumatico rotola, i fianchi si surriscaldano più del dovuto a discapito delle prestazioni e della sicurezza" prosegue Crepaccioli. "Un gonfiaggio insufficiente comporta una distribuzione della pressione meno uniforme al suolo, cosa che riduce anche la zona del battistrada a diretto contatto con il fondo stradale. Questi effetti diminuiscono l'aderenza del pneumatico e, soprattutto nel caso di un veicolo molto carico, possono avere un impatto significativo sul comportamento di guida del veicolo. Gli spazi di frenata si allungano e la capacità di affrontare le curve diventa incerta e meno precisa, il che può portare a un comportamento di guida incontrollabile".
Nel giro di tre mesi i pneumatici possono perdere fino a 0,2 bar di pressione, solo a causa dei processi di propagazione che avvengono quotidianamente nel pneumatico. "Troppi automobilisti fanno l'errore di pensare che un calcio ai loro pneumatici o un controllo visivo permetta loro di capire se il pneumatico è gonfiato correttamente. L'ispezione visiva invece non riesce a individuare una diminuzione di pressione di 0,2 bar. Alcuni studi condotti dall'Unione Europea mostrano che più del 64% dei veicoli hanno pneumatici non gonfiati correttamente. La maggior parte degli automobilisti semplicemente non controlla abbastanza spesso la pressione dei pneumatici, con conseguenze significative sulla sicurezza del veicolo".
Come detto, pneumatici gonfiati in modo insufficiente o eccessivo non sfruttano uniformemente l'intera zona del battistrada. Un gonfiaggio insufficiente aumenta l'usura del battistrada nella zona esterna, mentre un gonfiaggio eccessivo aumenta l'usura del battistrada nella zona interna. Entrambi incidono negativamente sul chilometraggio del pneumatico. I consumi di carburante del veicolo aumentano e gli automobilisti percorrono meno chilometri per ogni litro di carburante.
"Gli automobilisti devono prendersi cura dei loro pneumatici, come pure di tutti gli altri aspetti importanti relativi alla sicurezza nella vettura. La pressione dei pneumatici deve essere controllata regolarmente e soprattutto prima di partire per un lungo viaggio, con una vettura molto carica" conclude Crepaccioli.




• Pressione elettronicamente sempre sotto controllo


Un sempre maggior numero di nuove automobili è fornito (di serie o su richiesta) di dispositivi elettronici per il controllo della pressione di gonfiaggio.
Tali dispositivi possono essere diretti oppure indiretti. I primi, noti come Tpms (Tyre Pressure Monitoring System), utilizzano sensori inseriti all'interno dei quattro pneumatici, fissati sui rispettivi cerchi con un sistema meccanico e bilanciati da un adeguato contrappeso, oppure montati dentro alle valvole dei pneumatici stessi. I secondi, detti indiretti, spesso collegati al sistema Abs, riconoscono eventuali perdite di pressione misurando la velocità di rotazione della ruota (una maggiore velocità è indice di una minore circonferenza e quindi di un pneumatico meno gonfio del necessario). Questo sistema, noto come Dds (Deflation Detection System), non è legato al cerchio bensì alla vettura. Molte automobili sono già dotate di serie di sistemi di controllo della pressione, obbligatori dal 2008 sulle nuove automobili vendute negli Stati Uniti e lo saranno dal 2012 anche in Europa.

 

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