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24/04/2017
IL FUTURO OLTRE IL PNEUMATICO

L’opinione di Enrico Moncada manager della business unit Truck replacement di Continental Italia

 

Servizi alle flotte, analisi dei dati e tecnologia all’avanguardia: ecco come la multinazionale tedesca affronta sfide e opportunità del mercato delle coperture per autocarro. Ne abbiamo parlato con il nuovo manager italiano della divisione, Enrico Moncada

Massimo Condolo

L’aumento dei costi delle materie prime e le esigenze delle flotte di interloquire con un fornitore di servizi a 360° sono soltanto due delle principali sfide che il mercato del pneumatico si trova a fronteggiare. Nuove tecnologie, delocalizzazione delle flotte, concorrenza di prodotti a basso costo sono altri importantissimi eventi che possono essere un rischio o una fonte di opportunità, a seconda di come si riesca a comprenderli e anticiparli. Ne abbiamo parlato con Enrico Moncada, nominato lo scorso ottobre manager della business unit Truck replacement di Continental Italia in sostituzione di una figura storica come Daniel Gainza, divenuto marketing director dalla linea autocarro per l’area Emea.

 

Innanzitutto, come è iniziato il 2017?

È stato un inizio di anno caratterizzato dall’aumento dei prezzi delle materie prime. Se da un lato questo porta innegabili difficoltà, non possiamo ignorare un fattore positivo: ad aumentare sono soprattutto i prezzi del prodotto di fascia bassa, che vanno a posizionarsi troppo vicino a quelli dei prodotti premium. L’alto di gamma si trova quindi con un rapporto qualità/prezzo più favorevole, e chi sa cogliere questo vantaggio riesce ad arginare la concorrenza low cost, che negli ultimi anni era stata fortissima.

 

Il 2016 ha visto un incremento delle immatricolazioni di camion nuovi, anche in settori fermi da tempo come il cava-cantiere, e il 2017 ha un trend simile. Quali sono le influenze di questa situazione sul mercato dei pneumatici?

Anche qui vedo, dietro a un dato che di primo acchito può sembrare negativo, una grande opportunità su cui lavorare molto. Non mi riferisco soltanto al maggiore volume d’affari dell’Oem. Il trasportatore che ha appena acquistato un camion nuovo è attento a molti aspetti: sicurezza, comfort, consumi di carburante, resa chilometrica. Un pneumatico premium lo aiuta a curarli meglio di uno low cost. Per cui al momento di sostituire le gomme di primo impianto si rivolgerà a un prodotto come il nostro.

 

Continental ha da poco vinto una grande gara per la fornitura di pneumatici con costi al chilometro con il gruppo Arriva (braccio operativo delle ferrovie tedesche nel trasporto passeggeri con autobus, in Italia attivo soprattutto al nord, dal Piemonte al Friuli). Quali sono stati i plus che vi hanno permesso di vincerla?

L’ampiezza della gamma e la tecnologia sono stati determinanti. Conti Coach, City Plus e Urban sono tre linee di prodotto che permettono di coprire qualsiasi applicazione tipica di grandi gruppi come Arriva, che gestisce reti urbane, interurbane e linee o noleggi a lungo raggio. Le nostre tecnologie, che puntano su una grande raccolta di dati per capire la vita reale dei pneumatici, ci permettono di fornire soluzioni innovative per la gestione del parco gomme. Già ora, e sempre di più in futuro, siamo in grado di sapere se il pneumatico ha lavorato correttamente, attraverso i dati del nostro sistema TPMS Conti PressureCheck, e di conoscere la vita delle carcasse attraverso la storia delle ricostruzioni e riscolpiture.

 

A proposito di ricostruzioni, il mercato ultimamente era un po’ in affanno…

Anche qui stiamo assistendo a un cambio di mentalità: sempre meno utenti si rivolgono alla ricostruzione come alternativa a un prodotto di basso prezzo. La ricostruzione di pneumatici premium con tecnologie di fascia altrettanto alta sta invece consolidandosi e crescendo, perché non è più un rimedio, ma una fase di vita del pneumatico prevista sin dall’inizio e con tecnologie che garantiscono la stessa qualità di una copertura nuova. La ricostruzione ContiLifeCycle è un passo imprescindibile per chi cura qualità e costi della manutenzione.

 

In passato abbiamo spesso parlato dei “quattro pilastri” della strategia Continental. È una filosofia ancora valida?

Sì, se precisiamo che in realtà i pilastri sono cinque ma, soprattutto, che sono concatenati fra di loro e imprescindibili da un aspetto cui teniamo moltissimo: che sono sì pilastri, ma fatti di persone. Parliamo di prodotti, soluzioni, ricostruzione, brand e rete. Tutti legati fra di loro: non si può offrire la soluzione giusta se non si ha il prodotto adeguato o la rete in grado di supportare l’azienda, la rete non può essere efficiente se non propone marchi forti e radicati, e così via.

 

Lo scorso anno abbiamo assistito in grande stile al rilancio di Semperit. Come sta andando? E soprattutto, è diventato il marchio specialista del cava-cantiere?

Semperit, come gli altri standard brand del nostro portafoglio (Barum, Matador, e Uniroyal, n.d.r.) propone una gamma completa per tutte le applicazioni, che sta avendo ottime risposte da parte del mercato. Punta molto sui suoi pneumatici on-off road ma non è un marchio specialista. Propone invece una linea di qualità elevata a un prezzo interessante. Fra l’altro, i nostri standard brand hanno visto recentemente un profondo rinnovo del team di vendita.

 

Con una gamma vasta e un’offerta di servizi molto ampia, organizzare la rete non deve essere certo semplice...

No, anche perché il network Conti360° è la base del rapporto con la clientela. È quella, per esempio, che passa alla flotta il nostro messaggio di tranquillità (“alle gomme pensiamo noi…”) e quindi investiamo continuamente sul suo aggiornamento e sul suo sviluppo. Una rete funziona bene se i partner si scambiano reciprocamente valore aggiunto, che vuol dire competenze e informazioni e se i benefici economici della collaborazione sono tangibili.

 

Abbiamo spesso parlato di flotte, ma il panorama dell’autotrasporto italiano continua a esser fatto anche di tante piccole aziende.

Come si concilia tutto questo con le esigenze di modernizzazione e con il far fronte a una concorrenza estera molto agguerrita?

Ci sono flotte molto virtuose anche tra le piccole aziende, così come persistono, anche se sono sempre meno, parchi veicoli grandi con scarsa attenzione alle reali cause dei costi. I grandi sono giocoforza più attenti, ma a prescindere dal numero di camion quello che conta è capire come il pneumatico di per sé causa direttamente il 5% dei costi, ma la sua influenza su un altro 40% è diretta e sulla parte rimanente è comunque sensibile.

 

Tornando alle flotte, la delocalizzazione di molte imprese dell’Europa storica nei paesi orientali è un problema per i contratti?

No, perché la base dei nostri contratti è europea e la nostra rete è presente in tutta Europa. I contratti Conti360° FleetServices comprendono tutto il territorio europeo, gli standard di servizio sono uniformi e le chiamate sono gestite a livello centrale.

 

I camion sono cambiati molto, specie con l’introduzione delle ultime classi ecologiche.

Come è evoluto il pneumatico e in quali direzioni evolverà in futuro?

Innanzitutto in direzione di sempre migliori prestazioni del pneumatico. In quest’ottica, ad esempio, ultimamente abbiamo assistito a un cambio del disegno del battistrada dei trattivi, passato dai tasselli alle lamelle. Qui ci sarà sempre un compromesso per ragioni fisiche: un pneumatico con una buona tenuta per forza di cose non dà ottimi risultati in termini di consumo, e viceversa. Ma il nostro reparto ricerca e sviluppo è sempre alla ricerca di innovazioni che possano migliorare questi aspetti. Altre importanti evoluzioni sono quelle che porteranno la gomma, e in particolare la sua carcassa, a essere sempre più “parlante”, in grado cioè di permettere una raccolta dati. La raccolta di una grande massa di dati dall’operatività quotidiana del pneumatico sarà la chiave fondamentale per dare un servizio sempre migliore al cliente. In questo momento lo sviluppo di strumenti per rendere più precisa l’analisi dello stato di salute del pneumatico è uno degli aspetti che più ci vede impegnati. E qui esce uno dei principali vantaggi di Continental sui suoi più qualificati competitor: l’essere un sistemista automotive completo, che può contare sullo scambio di informazioni e l’integrazione delle sue varie divisioni.

 

 

RUNNER T2

Il Runner T2 è il pneumatico Semperit per rimorchi impegnati sulle lunghe distanze.

Ha introdotto una nuova mescola e un battistrada più largo. Mantiene a lungo le prestazioni su bagnato e garantisce una lunga durata.

 

URBAN HA3

Con l’Urban HA3 la gamma Continental offre una copertura robusta particolarmente resistente agli urti con piccoli ostacoli come i marciapiedi, ideale per le flotte di veicoli che fanno servizio tra le mura cittadine come i bus urbani.

 

COACH HA3

Per gli autobus da turismo e di linea a lungo raggio Continental propone il Coach HA3, un multiposizione primo della categoria a essere etichettato “A” per le prestazioni sul bagnato oltre che particolarmente silenzioso.

 

HYBRID

Il Continental Hybrid è stato il primo pneumatico con disegno autorigenerante: man mano che i tasselli e le lamelle si consumano liberano nuovi incavi che ripetono il disegno originale, evitando così il calo di prestazioni.

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