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Articoli - Archivio

01/07/2013
IL FUTURO DELL'AFTERMARKET: UNA PARTITA GLOBALE

IAAM13, INTERNATIONAL AUTOMOTIVE
AFTERMARKET MEETING

Nuove sfide attendono le aziende del settore dell’automotive aftermarket, e in particolare si rivela di importanza strategica la capacità di affrontare i mercati internazionali che, al contrario di quello italiano, sembrano non risentire di questo momento di crisi. Un convegno in Autopromotec ha fatto da trait d’union tra le società italiane e i mercati dell’area Bric

Vincenzo Conte

COME EMERGERE in un settore, ad esempio quello automobilistico, che risente di una crisi profonda? Sebbene a prima vista questo possa apparire un rompicapo senza soluzione, una risposta a questa domanda c’è: allargare il proprio raggio d’azione a mercati in crescita, e questo vuol dire, oggi come oggi, uscire dal vecchio continente e andare a oriente oppure in sudamerica. Contestualizzando questo precetto di ordine generale al settore dell’automotive aftermarket, la sua validità appare ulteriormente rafforzata: se in Italia, e nell’Europa dell’euro in generale, il settore auto è squassato da cali a doppia cifra, le aziende che non si vogliono rassegnare semplicemente a sparire dal panorama possono rivolgersi a mercati come quello cinese, quello indiano, quello russo e quello brasiliano (i cosiddetti paesi Bric), mercati in cui le prospettive di crescita sono incoraggianti e in cui l’esperienza e la qualità produttiva che caratterizzano le società italiane possono rivelarsi fattori decisivi per decretare il successo delle iniziative commerciali.

Obiettivo Bric
Chi vuole avvicinarsi a questi mercati, però, sappia che non può farlo tout court, ma che c’è bisogno di grande preparazione e di una conoscenza approfondita delle realtà che si vanno ad affrontare prima di fare gli investimenti necessari. Proprio per rendere un quadro della situazione di mercato nei paesi dell’area Bric, i più interessanti oggi per chi vuole affacciarsi commercialmente oltre il vecchio continente, in occasione dell’edizione 2013 di Autopromotec è stato organizzato un convegno, denominato IAAM13 (International Automotive Aftermarket Meeting) in cui i maggiori esperti dei mercati automobilistici di Cina, India, Russia e Brasile hanno dipinto un quadro realistico della situazione di questi paesi. Ad aprire i lavori del convegno è stato Giorgio Cometti, presidente di Aica (Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature), che ha sottolineato come in una situazione di crisi economica tra le più gravi che l’Europa abbia mai visto, si debbano cercare nuove opportunità commerciali in cui far valere l’alto livello del know how e della tecnologia delle imprese italiane. “Bisogna – ha detto Cometti – essere pronti a fornire ai paesi in via di sviluppo soluzioni e prodotti adeguati a quei mercati, tenendo ben presente che in un futuro sempre più vicino i paesi del Bric saranno i nostri migliori clienti e alleati commerciali”.

In Europa e poi in Brasile
Moderatore dei lavori del convegno è stato Josep Frank, senior aftermarket consultant, il quale ha gettato una luce meno cupa sulla situazione europea. “Le auto che fanno parte del parco circolante europeo – ha detto Frank – crisi o non crisi devono essere manutenute. Tre sono le sfide che attendono i fornitori europei del mercato automobilistico: diversificare le fonti di crescita, continuare a innovare e velocizzare i tempi di risposta alle istanze che emergono dal mercato”. Per avere successo nel 2020, quindi, bisogna essere presenti nei mercati in crescita, come quelli asiatici, promuovere l’innovazione, avere una posizione di leadership nel proprio mercato di riferimento ed essere altamente flessibili.
Dall’Europa il focus del discorso si è spostato al Brasile, con l’intervento di Francois Passaga, presidente di GiPA Brasil. “Nel 2012 – ha esordito Passaga – il mercato automobilistico brasiliano ha continuato a crescere. A proposito del parco circolante brasiliano è da mettere in evidenza un fattore molto interessante, e cioè che esso è composto, per ben il 45%, da auto con un’età di cinque anni o meno”. A questo dato fa da contraltare il fatto che anche in Brasile, come nel resto del mondo, la percorrenza media per auto sia in diminuzione; più auto e meno chilometri, si potrebbe sintetizzare per descrivere il mercato automobilistico brasiliano in poche ma incisive parole. C’è inoltre da dire che in Brasile quattro marche automobilistiche rappresentano l’82,2% del parco circolante e il 71,1% delle nuove immatricolazioni. Una caratteristica particolare di questo mercato, poi, è la presenza in gran numero di motori flexifuel, e cioè di propulsori che possono utilizzare indifferentemente benzina o alcool, che rappresentano circa la metà del parco circolante e l’86% delle nuove immatricolazioni.

Destinazione Russia e poi ancora più a oriente
Dopo il Brasile è stato oggetto di approfondimento anche il mercato automobilistico russo. A parlarne è stato Pierre Fleck, di Europart Holding. “La Russia – ha sottolineato Fleck – è un paese di estremi, che necessita di un approccio strutturato e in cui il mercato automobilistico cresce a una velocità importante”. Il parco circolante, però, è piuttosto anziano, e il mercato è dominato dai produttori locali. I possibili fattori di successo di un’iniziativa commerciale in Russia sono individuati da Fleck nella presenza di partner locali affidabili, in un team forte e con esperienza di questo mercato, nel supporto di organizzazioni professionali e in un focus sulla gestione del cash.
Spostandoci ancora più a oriente e oltrepassando la grande muraglia, si arriva in Cina; a parlare del mercato automobilistico in questo paese è stato Wayne Xing, chairman di Cbu China. “In Cina il parco circolante – ha detto Xing – è oggi di 120 milioni di autovetture e si avvia entro il 2020 a raggiungere quota 220 milioni. Le vendite di auto usate si attestano annualmente intorno ai 4 milioni; questi dati bastano da soli a far capire come in Cina il potenziale del mercato dell’aftermarket sia veramente di alto livello”. Per quanto riguarda manutenzione e riparazione, poi, è emerso che in Cina vi sono circa 4.000 centri di assistenza, che generano un fatturato annuale di 81 miliardi di dollari. La crescita del mercato automobilistico, però, dipende dalle politiche governative, e vi sono diverse questioni aperte che potrebbero avere grande influenza: le questioni della sicurezza energetica, dell’inquinamento dell’aria e della congestione urbana.
La panoramica sui mercati automobilistici dei paesi Bric si è conclusa, quindi, con il mercato indiano, di cui ha parlato Les Parfitt, di Tmg Advisory India. “Il settore automobilistico indiano – ha detto Parfitt – è il secondo al mondo per percentuali di crescita. In particolare il tasso di crescita annuo dell’industria dei componenti automobilistici è del 14%”. Al momento il mercato dell’assistenza è dominato da una grande percentuale di officine non organizzate, ma questo lascia ampio spazio di sviluppo per le reti Oem, più attente all’efficienza del servizio offerto e vicine a un modello europeo. Le opportunità offerte dal mercato indiano, che sono molto consistenti, possono essere colte se si opera con un alto livello di automazione, in particolare nel segmento della sostituzione delle plastiche, nella pressofusione dell’alluminio, nei sistemi elettronici a bordo, nei sistemi di controllo per i veicoli elettrici e nel campo dei materiali nuovi e compositi. Il meccanismo più efficace per entrare nel mercato indiano è quello di creare una joint venture con una realtà già operante sul territorio, per condividere i costi e ridurre al minimo i rischi.

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