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In Lab - Archivio

27/06/2012
IL CAMMINO DI UNA COMMUNITY

Nelle settimane in cui il più famoso social network si quota alla borsa di New York spuntando capitalizzazioni da decine di miliardi di dollari, parlare di community può quasi apparire argomento logoro.

In realtà, in modo del tutto spontaneo nascono non solo delle community virtuali, ma anche nuovi modi di stare insieme che si trasformano in appuntamenti ricorrenti.

In un mondo in cui la conoscenza corre sulle ali di un click, il confronto, l’approfondimento, il vedere se le esperienze di un operatore sono condivise diventa un’esigenza sentita al di là della crisi delle forme tradizionali di associazionismo.

L’incipit può avere le origini più strane. Oggi vi racconterò l’esperienza che ho vissuto io. Una storia che probabilmente è comune a tante altre storie che alcuni di voi hanno vissuto o avrebbero voluto vivere. La racconto perché è collaterale alla mia attività professionale, dove non si vende, non si compra, e la persona che partecipa non è ospitata ma sente l’esigenza di condividere idee. È insomma un segnale di ottimismo sullo spazio che c’è ancora per le persone di confrontarsi non solo via mail. La storia ha origine sulle strade di New Orleans in occasione della Nada (North America Dealer Association) nel 2009. Non c’entra quindi con i rivenditori di pneumatici, ma le esigenze sono del tutti simili. In quel caso era accaduto infatti che un nutrito gruppo di persone impegnate nella vendita di veicoli nuovi, aveva deciso di partecipare alla convention dei dealer auto statunitensi per capire come, in un contesto fortemente diverso, venissero affrontati problemi che si supponevano comuni. Si voleva parlare, comunicare, non solo leggere rapporti. Qualcuno ha avuto l’idea. Non solo è stato riempito un aereo, ma l’evento si è trasformato quasi in una migrazione. La visione? Camminare nel pensiero e nella speranza fino a intraprendere un ideale cammino di una collettività. Un cammino verso la maggiore autonomia dei dealer che ha portato a mettere insieme autenticità, passione, riflessione e azione. È un incontro informale, non istituzionale e trasversale che il professor Domenico De Masi definisce “modello del Post-Moderno”.

La molla che ognuno dei partecipanti sentiva dentro era quella di cercare di cogliere idee nuove dalle quali trarre uno spunto per la propria realtà al di qua dell’oceano.

Al ritorno anch’io ho fatto la mia riflessione ed è nata l’idea di coltivare quel seme di confronto e rivivere quel momento. Senza tanti giri di parole ho effettuato insieme ad alcuni amici una riflessione comune chiamandola proprio “Anticrisi Day”. È una community, ma per me è soprattutto un sogno, un ideale che vede nella condivisione di idee il motore principale per superare i momenti negativi. È un mondo di appassionati che si ritrovano ogni anno e che credono nel rispetto, nella maturità del dialogo e nel grande impegno professionale e sociale. È uno spazio trasversale di espressione. È una leva anticrisi per gli operatori della filiera automobilistica. I risultati hanno confermato come vi sia un grande bisogno di questo tipo di community: gli operatori chiedono un approfondimento economico e un’osservazione trasversale della società, tanto che sono nati anche “I quaderni di Anticrisi Day - Pensiero Laterale e Riflessione nell’Automotive”, con la volontà di colmare un vuoto di racconto e di narrazione che sembra attraversare la comunità dell’automotive. Il cammino proseguirà, l’11 e il 12 novembre in Valtellina.

La storia di questa community è emblematica di come è nei momenti in cui la contingenza si fa serrata che spontaneamente le persone sentono l’esigenza di confrontarsi, raccogliendo la necessità di fare networking e di far crescere la cultura di settore. 

Come in tutte le community, una volta creato il network le iniziative si moltiplicano.

In sintesi, tuttavia l’esigenza che è stata colta è quella di creare una comunità costituita da esperti professionisti della filiera automotive, che per la prima volta si è incontrata in un contesto destrutturato per fare cultura di settore, per condividere il linguaggio e determinare nuove convergenze lessicali. 

Interessanti anche le conseguenze: un avvenimento nato dallo spunto di una visita negli Stati Uniti al Nada, ha determinato l’interessamento del Chairman della Nada, William P. Underriner – è stato ospite, insieme a sua moglie Mary, della comunità di dealer di Anticrisi Day e delle sue molte iniziative. La visita di Bill Underriner è stato un vero privilegio perché nessuno meglio di loro, che pochi trimestri fa erano in una situazione critica, possono testimoniare che uscire dalla crisi è possibile.

Non vi sono ricette miracolistiche per riuscirci, ma se è vero, come è vero che occorre mettere al centro della riflessione il cliente, ecco che nella prossima occasione di incontro verrà realizzato un osservatorio socio economico sulla mobilità, con il contributo di numerosi esperti di altissimo profilo, la cui realizzazione è affidata a Stefano Palumbo e Domenico De Masi. 

I risultati dello studio verranno presentati l’11 novembre in Valtellina, in occasione dell’edizione 2012 di Anticrisi Day, e ulteriormente approfondito in occasione della prossima rassegna Autopromotec.

Come internet non ha ucciso la carta stampata ma ha costretto i giornali a evolversi, così i social network virtuali non hanno eliminato l’esigenza del confronto tra persone, tutt’altro. 

Ecco perché vi ho raccontato questa storia.

 

Umberto Seletto


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