Condividi su

Articoli - Archivio

28/04/2014
IDENTIKIT DEL NUOVO TUTTOFARE

Unimog


Anche i veicoli speciali entrano nell’era dell’euro 6.  E un posto di primo piano spetta al veicolo Mercedes-Benz adatto sia, come portattrezzi, alla manutenzione stradale, sia, nelle versioni più pesanti, ai lavori nelle aree più difficili da raggiungere



Fabio Quinto

Dal 1°gennaio 2014, per i veicoli industriali, è iniziata l’era dell’Euro 6. E non solo per i camion che, normalmente, siamo abituati a vedere per le nostre strade. Ma anche per quei veicoli speciali solitamente utilizzati per i lavori più difficili: è il caso dell’Unimog di Mercedes-Benz, mezzo che in Italia viene utilizzato e allestito, per la manutenzione stradale estiva e invernale.

Oppure per accedere a quei cantieri e a quei lavori di manutenzione collocati nei luoghi più inaccessibili, come ad esempio le zone montane. L’Unimog, però, è qualcosa di più: una categoria a sé stante, ricchissimo di particolarità tecniche e capace di catturare il cuore degli appassionati, visto che, anche nel nostro Paese, esiste addirittura un fan club, l’Unimog Club Italia. La nuova versione si chiama Unimog BlueTec 6.

La gamma, per ora, comprende i veicoli portattrezzi che vanno dal “piccolo” U 216 (10 t di peso totale a terra) per arrivare al “grande” U 530 (16,5 t). Tutti veicoli utilizzati con gli allestimenti più disparati: spazzaneve, spargisale, tagliaerba. Perfino per uso agricolo e nella versione bimodale, dotata sia di gomma che di rotaia. Per i fratelli maggiori dotati di cassone e adatti quindi a un utilizzo più “camionistico” – compreso l’Unimog 5.000 – si dovrà invece attendere qualche mese. Le novità, però, non riguardano solo i motori e i sistemi di post-trattamento per il contenimento delle emissioni: dall’estetica agli interni fino alla nuova trazione EasyDrive, questo Unimog è tutto nuovo. A cominciare dall’estetica: sulla mascherina ora la Stella Mercedes campeggia su un unico elemento orizzontale, al posto della griglia presente sulla vecchia serie. I modelli dall’U 318 all’U 530 presentano inoltre le cornici dei fari verniciate, in tinta con la carrozzeria. Nel complesso, l’aspetto appare più muscoloso. La visibilità anteriore è stata migliorata: oltre all’ampio parabrezza e allo sbalzo anteriore ridotto al minimo, ora ci sono anche i tergicristalli posizionati nella parte superiore del parabrezza anziché in quella inferiore. In caso di manutenzioni che richiedono una buona visibilità verso l’alto (è il caso, ad esempio, delle gallerie), le spazzole possono essere spostate ai lati del parabrezza. La visibilità dell’attrezzatura montata anteriormente può essere ulteriormente migliorata installando una telecamera frontale, controllabile attraverso un monitor collocato all’interno della cabina. Oltre alla telecamera anteriore, è disponibile anche una posteriore e altre due supplementari installabili in diversi punti del veicolo, a seconda dell’allestimento. Il cassone posteriore ribaltabile trilaterale, anche su questa serie, è fornito dall’italiana Scattolini.Le maggiori novità riguardano però la meccanica. Gli Unimog montano tre tipi di motori della gamma Mercedes BlueEfficiency Power. A cominciare dall’OM934, un quattro cilindri da 5,1 litri con potenze da 156 CV  per l’U 216, 177 CV per l’U 218 e l’U 318 e 231 CV per l’U 523. L’Unimog U 427 monta invece il sei cilindri OM936 da 7,7 litri, con una potenza di 272 CV che sale a  299 CV nel caso dell’U 430 e dell’U 530: un record storico, per l’Unimog. Come per gli altri veicoli industriali Mercedes, gli standard Euro 6 sono stati raggiunti combinando catalizzatore SCR, sistema di ricircolo dei gas di scarico EGR e filtro antiparticolato. Rispetto alla precedente versione dell’Euro 5, dove invece veniva utilizzato solamente l’SCR, la combinazione dei tre sistemi di post-trattamento ha comportato una riduzione del consumo di AdBlue, passato dal 5 al 2,5% della quantità di gasolio utilizzato. Nonostante l’aggiunta dei due sistemi, gli spazi per gli allestimenti rimangono immutati: il filtro antiparticolato è infatti collocato sul lato destro del veicolo, appena dietro l’asse anteriore, in compagnia del catalizzatore SCR. Il radiatore, più grande rispetto al passato, trova invece posto sul lato sinistro, anziché trovare posto su entrambi i lati. Il filtro antiparticolato è dotato di rigenerazione attiva e passiva automatica, e necessita di interventi di manutenzione ogni 4.200 ore di esercizio.Oltre all’Euro 6, la novità più interessante è rappresentata dalla trazione continua o sinergica EasyDrive, e cioè una nuova combinazione tra cambio manuale e trazione idrostatica che permette di passare da un sistema all’altro anche durante la marcia, a seconda dell’impiego.

La nuova trazione idrostatica di Unimog consente di raggiungere una velocità massima di 50 km/h, con una potenza idrostatica aumentata del 20%. Solitamente l’operatore la sceglie in caso di utilizzo degli attrezzi in maniera continuativa, senza interruzioni. In questo modo il lavoro diventa più produttivo e si riduce l’usura della frizione. Nelle altre applicazioni e nei trasferimenti stradali entra invece in gioco il cambio manuale, che permette una riduzione del consumo di carburante. In questo caso sono disponibili 8 marce in avanti e 6 indietro, attivabili con la paletta posta dietro al volante, per una velocità massima di 90 km /h. Il passaggio da una trazione all’altra avviene utilizzando il joystick, la leva di comando dello sterzo, oppure il pedale dell’acceleratore. La maneggevolezza dell’Unimog è favorita anche dalla presenza dell’inversore sincronizzato di marcia EQR (Electronic Quick Reverse), di serie su tutti i modelli, che consente di passare rapidamente dalla marcia in avanti alla retromarcia utilizzando un’altra paletta dietro al volante.Capitolo di particolare importanza, le sospensioni. Di serie l’Unimog è equipaggiato con assi a portale dotati di sospensioni elicoidali. I fratelli maggiori dell’Unimog portattrezzi, gli U 3.000, U 4.000 e U 5.000, sono invece dotati di tubi di spinta sull’albero di trasmissione, bracci trasversali e molle elicoidali. Tale schema di sospensioni, inusuale per un veicolo industriale, permette lunghe escursioni verticali delle ruote e un’ampia articolazione degli assali. Le barre stabilizzatrici anteriori e posteriori aumentano la stabilità in curva e la sicurezza di marcia.

In questo modo, tutte e quattro le ruote restano sempre a contatto con il terreno, anche sui fondi più impervi e dissestati. Oltre il 60% degli Unimog venduti in Europa è destinato alla manutenzione invernale delle strade: frese, sgombraneve e spargisale. La percentuale in Italia è ancora maggiore, vista l’impossibilità di omologare l’Unimog per uso agricolo, applicazione invece assai praticata in Germania e in altri Paesi. Oltre alla viabilità invernale, con l’Unimog opportunamente allestito si possono effettuare altri lavori di manutenzione come sfalcio dell’erba, disboscamento, pacciamatura, taglio rami e interventi ad alta quota in genere, oltre all’utilizzo come mezzo antincendio.

In ambito stradale, con l’Unimog è possibile effettuare interventi di lavaggio delle gallerie, rimozione di olio dalla carreggiata e operazioni di demarcazione. Interessante anche la versione bimodale dotata di rotaie, che può trainare fino 40 vagoni a due assi, per un totale di 1.000 t. Alcuni esemplari sono in uso anche sulla rete ferroviaria italiana.

torna all'archivio