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Articoli - Archivio

02/01/2020
I sistemi Adas rendono la guida più sicura

Aci-Bosch

 

Gli Adas aiutano a migliorare la sicurezza degli automobilisti riducendo il rischio di incidenti, parola di Aci e Bosch

Emiliano Costa

Gli Adas aiutano a migliorare la sicurezza degli automobilisti riducendo il rischio di incidenti, parola di Aci e Bosch. Secondo uno studio realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo di Aci, in collaborazione con il Politecnico di Torino, la presenza sui veicoli di sistemi di assistenza alla guida può contribuire sia a prevenire i sinistri sia a correggere molte delle cattive abitudini che si hanno al volante. La ricerca, basata sui dati provenienti dalle “scatole nere” di un campione di 1,5 milioni di veicoli nel 2017 e 1,8 milioni nel 2018, ha analizzato l’esposizione al rischio di diversi modelli di auto vendute in Italia, considerando per la prima volta i chilometri percorsi dalle stesse. Nei due anni presi in esame, i veicoli hanno percorso rispettivamente 11,5 miliardi di chilometri nel 2017 e 13 miliardi nel 2018. Dall’indagine è emerso che un veicolo immatricolato da più di quindici anni presenta quasi il 50% di probabilità in più di essere coinvolto in un incidente grave rispetto a uno immatricolato da soli due anni. I modelli dotati di un numero maggiore di Adas sono coinvolti in incidente 5,7 volte ogni milione di chilometri, mentre i veicoli sprovvisti di tali sistemi sono esposti a un rischio triplo, rimanendo coinvolti fino a 15 volte ogni milione di chilometri percorsi. Stando agli ultimi dati dell’Istat, in Italia nel 2018 il numero di incidenti stradali si è ridotto dell’1,5% (172.344) con conseguente calo anche delle vittime -1,6% (3.325) e dei feriti -1,7% (242.621). Per quanto attiene alle morti in strada, a essere interessati sono gli occupanti di autovetture (42,7%) motociclisti (23,8%) e pedoni (18,3%). Dati questi che dal punto di vista umano e sociale mostrano un prezzo inaccettabile da pagare per la mobilità. E che se quantificati sotto l’aspetto economico hanno un costo annuale di 17,1 miliardi di euro (l’1% del Pil). Le cause, secondo l’istituto nazionale di statistica, sono da ricercarsi nella distrazione alla guida, dovuta per lo più all’utilizzo dello smartphone, nel mancato rispetto della precedenza e nell’elevata velocità. Guardando alle cause degli incidenti si intuisce come la presenza di sistemi Adas a bordo potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel ridurre alcuni rischi. Si pensi al controllo adattivo della velocità di crociera (Acc) che mantiene costante la distanza di sicurezza tra un veicolo e l’altro, al riconoscimento della segnaletica stradale che tramite una telecamera può riconoscere segnali di alt, di svolta e di incroci, ai sistema di allerta in casi di colpi di sonno alla guida, che valuta gli atteggiamenti del conducente attraverso la visione degli occhi o dai movimenti del capo, fino all’anticollisione anteriore che avverte tramite sensori e videocamera gli eventuali veicoli o ostacoli presenti nella direzione di marcia e innesca una frenata di emergenza automatica. Proprio il sistema di assistenza alla frenata è quello che per i ricercatori della Fondazione Filippo Caracciolo e del Politecnico di Torino produce i maggiori benefici. Alcuni modelli dotati di questa tecnologia, infatti, hanno fino al 38% di probabilità in meno di essere coinvolti in un incidente stradale rispetto alle vetture che ne sono sprovviste. Possono dunque essere evitati fino a 4 incidenti su 10 per i veicoli più costosi, mentre per i modelli mini e utilitarie, fino a 2 su 10. Nonostante questo, però, la diffusione delle auto dotate del sistema di assistenza alla frenata sulle nostre strade è ancora limitata. Solo 1 veicolo su 5 dispone di questa tecnologia di serie: un dato che potrebbe essere facilmente migliorato, considerando che il sistema è potenzialmente disponibile per il 75% dei modelli di veicoli.

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