Condividi su

Pneurama Weekly - Archivio

28/01/2020
I dati di ANIASA sul noleggio a lungo termine nei primi 9 mesi del 2019

Immatricolazioni stabili sui livelli del 2018 (213.000), una flotta in decisa crescita (+14%) che già a settembre 2019 ha superato la quota di 1 milione di veicoli in circolazione. Si fa sentire la campagna di demonizzazione del diesel, condotta anche attraverso blocchi ingiustificati alla circolazione in città dei veicoli di ultima generazione (con emissioni ridotte al minimo): così prosegue la discesa del gasolio (-12% e una quota che passa dal 76% al 66% del circolante a noleggio a lungo termine), di cui beneficiano quasi interamente le alimentazioni a benzina (con conseguente, paradossale, aumento delle emissioni di CO2) e solo in piccola parte le “alternative” che non “sfondano”. Di fronte alle incertezze dello scenario economico, normativo e politico, la clientela del noleggio continua a preferire la proroga dei contratti in essere rispetto al rinnovo della flotta. Sono questi i principali dati e trend del report trimestrale sul noleggio a lungo termine nei primi 9 mesi del 2019, resi noti da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità.

Il principale risultato evidenziato dai nuovi dati annunciati dell’Associazione è il raggiungimento e superamento della soglia di 1 milione di veicoli in noleggio a lungo termine. Una quota che attesta il crescente gradimento per questa formula da parte delle aziende di qualsiasi dimensione (grandi multinazionali, di medie dimensioni e PMI), liberi professionisti e anche privati e la sua centralità tra i metodi di acquisizione dei veicoli. Oltre all’aumento delle vetture in flotta, va rimarcata anche quello dei veicoli commerciali leggeri a nolo (213.000), sempre più utilizzati anche per i servizi di consegna delle merci acquistate online. Sul fronte delle immatricolazioni, stabili a 213.000 unità, appare evidente l’aumento delle city car e delle utilitarie che, insieme alle vetture medie, costituiscono il 75% del totale. Il gasolio vede diminuire la propria quota di immatricolazioni dal 76% al 66%. E le 20mila vetture diesel immatricolate in meno sono state assorbite quasi tutte dalla scelta del benzina (+18mila vetture), con conseguente aumento nelle emissioni di CO2. Le alimentazioni alternative non vedono crescere sensibilmente la propria quota di mercato e restano stabili intorno a un complessivo 10% del totale “nuovo”.

“Gli ultimi dati”, evidenzia il Presidente ANIASA – Massimiliano Archiapatti, “fanno emergere un quadro di luci e ombre per il noleggio a lungo termine: le luci sono legate alla conferma e al consolidamento del crescente appeal delle soluzioni a noleggio, scelte sempre più spesso per soddisfare le esigenze di mobilità, sostenibile e sicura, aziendale, cittadina e turistica nel nostro Paese; le ombre dipendono dall’approccio alle tematiche strategiche della mobilità da parte delle Istituzioni nazionali e locali che attraverso normative miopi e ordinanze restrittive contraddittorie che prendono di mira il settore e rischiano di frenare l’avanzata della sharing mobility e il rinnovo del parco circolante più vecchio d’Europa. Misure come la recente stangata sulle auto aziendali in Manovra (proposta e poi alleggerita) o i recenti assurdi blocchi della circolazione anche delle vetture diesel di ultima generazione (e con emissioni vicine allo zero) vanno nella direzione opposta alla sostenibilità ambientale e all’aumento della sicurezza sulle strade e contribuiscono a determinare il clima di incertezza che spinge anche le aziende a rinviare le scelte di rinnovo della propria flotta, preferendo tenere i contratti in essere in attesa di maggiore chiarezza. L’attuale quadro di complessiva incertezza richiede grande concretezza nell’approccio ai temi strategici della riduzione emissioni inquinanti e climalteranti e della sicurezza stradale”, ha concluso Archiapatti, “Per affrontare in modo serio ed efficace questi argomenti occorre oggi imprimere una decisa accelerata ai tavoli sull’automotive annunciati dal MISE ad ottobre. A parole si dice di considerare l’automotive un asset industriale strategico per il nostro sistema Paese’, nei fatti lo si approccia sempre e solo in una logica punitiva o alla ricerca di risorse economiche da impiegare altrove”.

 - Archivio

torna all'elenco