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Articoli - Archivio

20/12/2011
I SUOI PRIMI QUARANT'ANNI

OZ RACING

Azienda italiana titolata nella storia delle competizioni, Oz compie quarant'anni. Da quel primo cerchione per la Mini Cooper datato 1971 al più recente in F1, il reparto Racing trasmette il suo know how alla produzione di serie

Duilio Damiani

Tra Padova e Vicenza, in quell'Italia laboriosa e con la voglia di fare bene, troviamo la base logistica, industriale e operativa di Oz. Quaranta candeline, da quel gennaio del 1971 in cui Silvano Oselladori e Pietro Zen (dalle iniziali dei loro nomi nasce il nome dell'azienda) decidono di dotare una Mini Cooper da rally della loro prima ruota in lega, una tappa significativa e un eloquente biglietto da visita. Oz Racing da 27 anni calca le piste di Formula 1, da 22 stagioni gli sterrati del Rally WRC, oltre al DTM, la Indy Car, diversi campionati monomarca e formule minori, Dakar, Cross Country e Mondiale Superbike, conquistando oltre 100 titoli mondiali.
È questo il palmares da cui scaturisce una produzione civile attualmente rappresentata da oltre 70 modelli di cerchi in leghe, dall'alluminio al magnesio, dai 14 ai 22 pollici, tutti realizzati con procedimenti costruttivi che includono la bassa pressione e la forgiatura, riservando per il top di gamma processi particolari come la spalmatura del canale e la tecnologia Hlt (High Light Technology), derivata dall'esperienza maturata in Formula 1.

 

Tecnologia e controllo

Leggerezza, buon handling e risparmio di carburante, con relativa riduzione delle emissioni, sono tra le priorità, senza dimenticare la robustezza meccanica e i controlli a cui tutta la produzione viene sottoposta. La produzione viene infatti esaminata secondo rigorose procedure, mediante la tecnologia di contrasto, riservando ai modelli in lega di magnesio o di alluminio destinati alle gamme evolute e alle vetture da competizione un ulteriore controllo per mezzo degli ultrasuoni.
A conferma della serietà non mancano le certificazioni Tüv, Kba e del Jwl giapponese. È questa la qualificante risultanza dell'evoluzione dei processi produttivi, attenti all'innovazione tecnologica, in accordo con la differente domanda dei mercati, oltre che alla richiesta specifica e particolareggiata da parte degli utilizzatori sportivi. Proprio qui, nello stabilimento di San Martino di Lupari, troviamo attrezzature particolari come le frese a cinque assi, per la forgiatura dettagliata nei particolari, gli strumenti di controllo a ultrasuoni di provenienza aeronautica, e il dispositivo per i test di rotolamento biassiale.

 

Una gamma diversificata

Con questa ricetta collaudata viene plasmata l'intera collezione dell'azienda italiana, che include oggi, al fianco di Oz, marchi come Breyton, Msw e Sparco. Una differenziazione di brand che vuole incontrare il gradimento dei possessori non solo delle top car, a cui sono destinati i modelli forgiati, ma anche del più vasto pubblico con la produzione di Oz e dei marchi satelliti in bassa pressione. Basta accedere al configuratore 3D, mediante il sito www.ozracing.it, per individuare il modello più adatto alla propria vettura, scegliendo tinte e misure, spaziando attraverso l'intera produzione.
Senza dimenticare il ritorno al settore delle due ruote, grazie alla stretta collaborazione con Ducati, con gli Oz Motorbike, che ha conquistato la vittoria nel Mondiale Superbike, e che oggi rappresenta l'azienda padovana sia sulle piste motociclistiche che tramite un'offerta aftermarket destinata ai modelli stradali di gamma elevata.
Merita infine una menzione tutta al tricolore l'esposizione allestita presso la Biennale di Torino, in occasione della mostra "Esperienza Italia 150°", dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia, dove viene esibita, tra gli altri, un'installazione Oz Racing, guarda caso raffigurata dal trittico dei cerchi Leggenda nelle tre tinte verde/bianco/rossa.

 

• Al timone

 

Claudio Bernoni, presidente e amministratore delegato di Oz, ci accompagna nella visita all'azienda padovana. "Tutto il processo viene interamente realizzato qui, nello stabilimento di San Martino di Lupari, sede dell'azienda dal 1978 e centro nevralgico della progettazione e della produzione", illustra mentre attraversiamo i vari settori incessantemente al lavoro.
"Dai reparti di progettazione, dove lo staff ingegneristico si occupa integralmente di tutta la gamma, inclusi i brand associati, alle divisioni produttive, questa comunione di processi crea inevitabilmente un riversamento delle tecniche attuate per le gamme più prestigiose fin su quelle destinate alla più vasta produzione." Interi bancali di lingotti metallici attendono l'ingresso alla fonderia, al fianco delle billette già preformate e pronte per la forgiatura finale. "Dai prodotti destinati alle massime competizioni fino a quelli dedicati al primo equipaggiamento di Bugatti e Ferrari, il controllo della qualità avviene singolarmente, pezzo per pezzo, utilizzando la tecnologia di provenienza aeronautica degli ultrasuoni. La nostra attenzione all'affidabilità non è riservata soltanto alle più ricercate fusioni in lega di magnesio, sottoponendo tutta la produzione a un ulteriore controllo mediante liquidi di contrasto, per evidenziare anche le più insignificanti imperfezioni." Di fronte alla multiforme esposizione nella sala delle assemblee l'ing. Bernoni ci confessa: "Da quando faccio parte dell'azienda mi sono occupato soprattutto di formare e ispirare i team di progettazione. Un esempio significativo? Dall'incontro con il Team Audi Sport di Emilio Radaelli, è scaturito nel 1986 il disegno originale dell'Oz da rally, il Leggenda, quel cerchio bianco con ampio padiglione centrale, espressamente dedicato alle gare delle Gruppo B di allora, impegnate sugli sterrati, conformato per facilitare la ventilazione dei freni pur impedendo il micidiale ingresso alle pietre e ai corpi estranei. Accolto con qualche scetticismo per la sua forma inconsueta, ancora oggi, pur nelle sue evoluzioni, è un fiore all'occhiello dell'azienda e capostipite di una tradizione che porta le gare nel profondo del proprio Dna."  

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