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09/03/2020
Gomma e high-tech come cambiano i produttori dei pneumatici

Partnership

 

Che l’automotive sia in un periodo di grande trasformazione è palese. Meno evidenti sono gli sviluppi, catalizzati dal cambiamento, che stanno interessando i marchi dell’industria della gomma

Nicodemo Angì

La battaglia contro l’inquinamento è sempre più accesa e vede contrapporsi una gestione dissennata delle risorse con azioni internazionali che cerca di limitare i danni anche con azioni legislative.

Un esempio di questi provvedimenti è il limite per le emissioni di CO2, che la Comunità Europea ha abbassato a 95 g/km a partire da quest’anno. Si tratta delle emissioni medie ponderate per volume delle immatricolazioni e che riguardano il 95% della gamma ma dal 2021 il calcolo riguarderà tutto il catalogo. Le uniche case che a oggi lo rispettano, secondo i dati di Jato Dynamics, sono Tesla (ovviamente) e Smart. Per gli altri costruttori l’unica maniera di rientrare nei limiti – evitando multe salate – è spingere sull’elettrificazione, con modelli elettrici e ibridi Plug-in. Questi ultimi hanno batterie così capaci da ottenere ottimi risultati anche con i nuovi test WLTP/RDE e questo spiega l’attivismo registrato in questo inizio d’anno.

 

Corsa all’elettrificazione

Sono state infatti presentate, tanto per fare qualche nome, Mazda 2 ibrida, Fiat 500 e Panda Mild Hybrid, Renault Clio e Captur Plug-in e arriveranno a breve le Jeep (la flotta di questo marchio emette in media 142,5 g/km) Renegade e Compass Plug-in.

La salvifica elettrificazione ha anche un “effetto collaterale”: la creazione di spazi per attori non tradizionalmente attivi nel settore motoristico.

L’esempio a suo modo più clamoroso è quello di Michelin: alla fine del 2019 la casa del Bibendum ha reso noto il suo accordo con Faurecia. L’azienda di componentistica si è alleata con il marchio francese per reinventare Symbio come realtà attiva nella produzione di range-extender a fuel-cell. La società è l’espansione di un’azienda con lo stesso nome creata già nel 2010 e dedicata alla produzione di fuel-cell. Nel 2011 aveva progettato celle a combustibile da 300 kW destinate alle corse e nel 2013 aveva raggiunto un accordo con Renault per trasformare i commerciali leggeri Kangoo. L’anno dopo Michelin è diventata azionista mentre il 2016 ha visto la consegna dell’esemplare N° 150 del Kangoo a idrogeno.

 

Più autonomia grazie all’idrogeno

Dopo l’accordo Faurecia detiene la metà del capitale di Symbio e Michelin l’altro 50%. La scelta di Faurecia è motivata dalla sua esperienza nei powertrain elettrici e nelle batterie, una competenza particolarmente adatta alla joint-venture con Michelin.

Gli obiettivi di Symbio sono ambiziosi: il CEO Fabio Ferrari ha dichiarato che l’Azienda vuole diventare uno dei leader mondiali del settore, producendo 200.000 sistemi a idrogeno l’anno entro il 2030, generando profitti per 1,5 miliardi di euro.

Symbio si focalizzerà in piattaforme nelle quali le fuel-cell integreranno il powertrain di una automobile elettrica convenzionale, eliminando il motore a scoppio delle ibride. Questa sinergia combinerà i bassi costi di gestione delle batterie con la flessibilità e la grande autonomia offerta dalle fuel-cell. Il sito produttivo, ancora da stabilire, costruirà sia i powertrain sia i macchinari per produrli. Questo joint venture si integra con la volontà del gruppo Michelin di crescere nell’hi-tech e nei materiali speciali per rendere accessibile a quante più persone possibile la mobilità sostenibile.

Faurecia è già alleata con CEA, la Commissione per l’energia atomica francese, e Stelia Aerospace Composite, specializzata nei serbatoi in composito idrogeno ad alta pressione.

 

Gomma ed elettronica

L’idea è quella di inserire, a monte della batteria, un generatore a fuel-cell alimentato a Idrogeno: dato che il “gas di scarico” di questo generatore è vapore acqueo le emissioni locali rimangono nulle ma l’autonomia aumenta e il rifornimento è veloce.

Un’altra azienda che ha intrapreso da lungo tempo il cammino della diversificazione hi-tech è Continental. Nata nel 1871 come Continental-Caoutchouc- und Gutta-Percha Compagnie ha iniziato a diversificare nel 1995, stringendo legami più stretti con le Case automobilistiche. Nel 1997 presenta ISAD, un volano-generatore-starter, e l’anno dopo entra nel settore dei freni e dei componenti del telaio. Il 2001 segna l’ingresso in forze nell’elettronica con l’acquisto di Temic, presenza rafforzata dall’acquisizione di Siemens VDO e del business automotive di Motorola.

A seguire troviamo la produzione di batterie Li-Ion per veicoli e quella dei motori elettrici; nel 2016 vengono poi presentati i sistemi mild-hybrid a 48 volt. L’anno scorso Continental dà inizio alle procedure per arrivare allo spin-off di Vitesco Techgnologies, la sua divisione dei powertrain elettrici.

Un esempio di applicazione dei powertrain Vitesco sono le nuove Peugeot 208 e Opel Corsa elettriche.

L’azienda ha presentato di recente un powertrain ibrido molto particolare dato che distribuisce in 2 motori elettrici le funzioni prima affidate a gruppi meccanici. La tecnologia DHT – Dedicated Hybrid Transmission – permette inoltre di usare un motore a scoppio semplificato ottenendo un powertrain ibrido economico. Il motore elettrico principale consente di partire senza usare carburante mentre la macchina elettrica ausiliaria viene utilizzata non soltanto come starter-alternatore ma anche per sincronizzare i cambi di marcia.

Si può partire in prima o seconda marcia senza scosse grazie al motore elettrico: non ci sono quindi né la frizione né i sincronizzatori del cambio.

 

Gestiamo le flotte, aiutiamo le startup

Il powetrain può funzionare in elettrico fino a 120 km orari mentre il motore a scoppio, che può avere una semplice iniezione nel condotto di aspirazione, arriva fino a 160 km orari grazie alle 4 marce. La compattezza e il costo ridotto permette di usare questo gruppo in automobili compatte ed economiche. L’impegno dei costruttori di pneumatici nella nuova mobilità può sfociare anche in servizi e software, come si è visto al Consumer Electronic Show d’inizio anno. A Las Vegas Goodyear ha infatti presentato AndGo, una piattaforma di assistenza per i veicoli che unisce a un software predittivo un network per gestire le flotte consumer.

Non si tratta solo della gestione dei pneumatici ma di una piattaforma che migliora la disponibilità dei veicoli e ottimizza la pianificazione delle loro destinazioni. AndGo minimizza le incertezze nella gestione flotte, migliora la focalizzazione sui clienti e permette di erogare assistenza personalizzata 24 ore al giorno tramite “officine” mobili.

Il CES ha fatto da cornice anche alla presentazione di Goodyear Ventures, un fondo nel quale la società prevede di investire 100 milioni di dollari in 10 anni. Lo scopo è quello di incrementare le relazioni di Goodyear con startup attive nella sostenibilità, sicurezza e nuovi modelli di mobilità. Goodyear Ventures si focalizzerà in settori quali le tecnologie elettriche e autonome, la mobilità connessa e la nuova mobilità pubblica, compresa quella aerea. Nel mirino anche infrastrutture, nuovi modelli di manutenzione, tecnologie emergenti e nuovi materiali per i pneumatici.

Goodyear prevede anche la messa a disposizione delle sue risorse globali di Ricerca e Sviluppo e nel settore della manifattura.

Abbiamo visto quindi 3 esempi molto diversi ma accomunati dall’impegno di produttori i di coperture nella nuova mobilità. Si tratta di settori ancora da esplorare e consolidare ma Michelin, Continental-Vitesco e Goodyear vogliono presidiarli per non perdere le opportunità che potrebbero presentare.

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