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Info dalle Associazioni - Archivio

13/12/2012
Gli autocarri in Italia hanno superato quota 4 milioni di veicoli

Nel 2011 il parco circolante di autocarri per il trasporto merci nel nostro paese ha superato quota 4 milioni di veicoli. Lo studio dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile Airp da cui derivano questi dati fornisce anche il prospetto regionale della crescita del parco circolante di autocarri dal 2007 al 2011. Da questi dati risulta che a livello nazionale la crescita nel periodo preso in considerazione è stata del 4,7%.
La forte crisi economica degli ultimi anni ha penalizzato fortemente le vendite di autocarri. Gli effetti negativi della crisi si sono fatti sentire pesantemente anche sulle percentuali di crescita del parco circolante di autocarri. Infatti se la crescita dal 2007 al 2008 è stata di circa il 2%, dal 2008 al 2009 la percentuale corrispondente è scesa allo 0,8% per poi attestarsi negli anni successivi intorno a poco meno dell’1%. Il totale di questi aumenti dà, come si è visto, una crescita 

solo del 4,7% in cinque anni. Si tratta di una percentuale modesta, che segnala come le aziende di trasporto abbiano dovuto rimandare, in molti casi, la sostituzione dei loro mezzi più vecchi e inquinanti, che quindi oggi sono ancora parte del parco circolante. Vi sono, comunque, notevoli differenze fra regione e regione: infatti mentre nelle regioni del sud Italia la crescita è stata più accentuata, nelle regioni del centro-nord gli aumenti percentuali registrati sono molto minori rispetto alla media nazionale.
La difficoltà della situazione economica impone alle aziende dell’autotrasporto l’esigenza di contenere i costi senza pregiudicare il rispetto dell’ambiente e la sicurezza della circolazione. Una soluzione efficace, a questo proposito, può essere un maggiore utilizzo di pneumatici ricostruiti, dispositivi che garantiscono gli stessi livelli di sicurezza dei pneumatici nuovi e allo stesso tempo hanno grandi valenze ambientali, visto che consentono di dare una seconda vita e quindi di allontanare nel tempo la necessità di smaltimento dei pneumatici usati.
Il tutto, è da precisare, con importanti risparmi economici per le aziende di trasporto, dal momento che i pneumatici ricostruiti costano sensibilmente meno dei pneumatici nuovi poiché il processo di ricostruzione prevede il riutilizzo delle strutture portanti ancora integre.

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